Il Tirreno

Test antidroga ai camionisti analisi obbligatorie nelle ditte

Mario Moscadelli
Controlli della polizia stradale sugli autotrasportatori
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Controlli della polizia stradale sugli autotrasportatori

I controlli imposti per legge: a Rosignano due operai positivi

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ROSIGNANO. Arrivano i test antidroga per i lavoratori specializzati nel settore trasporti. A Rosignano molte ditte, circa un centinaio, che operano in prevalenza all'interno del parco industriale Solvay, stanno sottoponendo in questi giorni i propri dipendenti ad accertamenti tossicologici. E sarebbero emersi due casi positivi, che hanno portato alla sospensione temporanea dal lavoro degli operai (non è previsto il licenziamento).

La procedura - a cui il lavoratore non puà rifiutare di sottoporsi - è dettata da una legge e riguarda in sintesi chi ricopre mansioni inerenti le attività di guida. Nel caso delle aziende di Rosignano sono coinvolti anche coloro che comandano i muletti, gli escavatori e le gru. Per l'esattezza il controllo è destinato, provvedimento alla mano, a chi ricopre «mansioni che comportano rischi per la sicurezza, l'incolumità e la salute di terzi». Sono analisi introdotte attraverso un decreto del ministero del Lavoro e della Previdenza sociale. Per i lavoratori rosignanesi si tratta di una novità assoluta. E allora ecco che questi test antidroga hanno suscitato un po' di stupore e in qualche caso anche del malumore tra i lavoratori. A confermare l'arrivo delle analisi i sindacalisti di alcune ditte delle Morelline.

E in Solvay? L'azienda smentisce controlli del genere ai propri autisti, per il semplice fatto che nel suo organico non ha personale inquadrato con quelle mansioni. Tuttavia, e la fonte è sempre sindacale, nelle passate settimane Solvay avrebbe fatto eseguire gli stessi test a quei dipendenti che dovevano rinnovare la patente per il trasporto di gas tossici.

Ma come funziona questa procedura? «Gli accertamenti sono predisposti dal datore di lavoro - spiega Alessandro Santi, Rls di Toscana Impianti, una delle ditte più importanti del parco industriale rosignanese - che comunica al medico competente i nominativi dei dipendenti da sottoporre ad accertamento tossicologico. È la prima volta che gli operai rosignanesi sono sottoposti ad analisi del genere ed è normale che i test abbiano provocato dei malcontenti. Ma i titolari delle ditte sono obbligati dalla legge a farli sostenere». C'è, tuttavia, un passaggio di questa procedura che non convince i rappresentanti sindacali. «Le analisi di primo livello sono a carico delle società - continua Santi - ma se un dipendente viene trovato positivo all'uso di sostanze stupefacenti allora scatta una serie di approfondimenti che deve pagarsi l'operaio stesso. Crediamo che questo passaggio sia assolutamente da rivedere».

Gli accertamenti possono essere attivati per diversi motivi (ad esempio, per "ragionevole dubbio" o dopo un incidente con un mezzo durante l'orario di lavoro), ma nel caso delle ditte rosignanesi si tratta di un esame periodico, vale a dire di una verifica all'idoneità alla mansione ritenuta a rischio che può essere eseguita una sola volta l'anno.

Ma in cosa consiste l'esame a cui si stanno sottoponendo gli autisti? L'analisi tossicologica si concretizza nel prelievo di un campione di urina (la quantità minima raccolta deve essere di 60 ml). Effettuata la raccolta, il medico esegue il test immunochimico rapido. In caso di test negativo l'urina non viene conservata e al lavoratore viene consegnato un modulo che attesta l'esito del controllo. In caso di test positivo, invece, l'urina viene inviata ad un laboratorio accreditato, dove il dipendente può richiedere un'analisi di revisione.

Tuttavia, già dal primo riscontro di droga nell'urina, l'operaio viene sospeso oppure la ditta può scegliere di cambiargli mansione. Provvedimento che avrebbe già fatto le prime "vittime" in una ditta rosignanese.

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