Il Tirreno

il caso

Centoventi famiglie contro Asa

Viola Conti
Lottizzazione ex Magona
◗
Lottizzazione ex Magona

Sono stufi di essere lasciati a secco. Centoventi famiglie che abitano nei condomini 5 e 7 dell'area lottizzata ex Magona dalle parole sono passate ai fatti agendo per vie legali. La questione è annosa e riguarda i lavori di costruzione da parte della ditta Salemme di Livorno fatti non proprio a regola d'arte, a sentire dai condomini

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Sono stufi di essere lasciati a secco. Centoventi famiglie che abitano nei condomini 5 e 7 dell'area lottizzata ex Magona dalle parole sono passate ai fatti agendo per vie legali. La questione è annosa e riguarda i lavori di costruzione da parte della ditta Salemme di Livorno fatti non proprio a regola d'arte, a sentire dai condomini. Problemi strutturali e di omologazione degli edifici che hanno avuto l'agibilità lo scorso aprile poi contestata da molti inquilini.

Un percorso lungo e complesso che lascia ancora dei nodi irrisolti. Tra questi, anche quello degli allacci idrici a carico della ditta costruttrice. La ditta a quanto pare ha installato i contatori nel '98 e fino al 2003 non ha pagato ad Asa le fatture dovute, mettendo in difficoltà i condomini. Una somma notevole, 38mila euro che Asa ha richiesto a saldo alle famiglie abitanti nei 60 appartamenti in questione. Che però si sono rivolte a un avvocato e al Comune per favorire un incontro risolutivo.

«Ad agosto abbiamo sollecitato un incontro con i vertici Asa - dice Daniele Marconi, uno dei condomini - e ci è stato proposto di accollarci non l'intero debito ma solo le somme per i nostri effettivi consumi. Nonostante questo, il 20 agosto abbiamo avuto il distacco del servizio idrico che ha arrecato non pochi problemi a tutti noi, considerando che qui vivono per la maggioranza famiglie con bambini piccoli. Abbiamo dovuto far intervenire i vigili del fuoco che, dopo l'ok della prefettura, hanno tolto i sigilli consentendoci di riutilizzare l'acqua. Mi chiedo come mai questa situazione non si sia ancora risolta, soprattutto a fronte del fatto che non siamo noi i diretti contraenti con Asa, ma la ditta costruttrice attualmente ancora morosa.

Vogliamo pertanto avere certezza sugli effettivi consumi da pagare e per questo chiediamo all'azienda di non rivalersi su di noi sospendendo indebitamente il servizio come, tra l'altro, ci è stato nuovamente prospettato. Proprio in questi giorni infatti è scaduto il termine per il pagamento di quanto calcolato dall'azienda, ma la maggior parte di noi non è disposta a pagare. Vedremo se ci interromperanno di nuovo il servizio e rimarremo nuovamente senza acqua».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web