Italia
Contesa sui terreni per la cittadellaL'operazione al palo
Ad agosto 2007 qualcuno piantò un cartello all'interno dell'area recintata in arancione ad ovest di S. Pietro in Palazzi. Sembrava l'inizio dei lavori, il via alle opere di urbanizzazione. Invece sono passati altri 26 mesi senza che si sia mai vista, nel fantomatico cantiere, l'ombra di una ruspa.
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CECINA. Ad agosto 2007 qualcuno piantò un cartello all'interno dell'area recintata in arancione ad ovest di S. Pietro in Palazzi. Sembrava l'inizio dei lavori, il via alle opere di urbanizzazione. Invece sono passati altri 26 mesi senza che si sia mai vista, nel fantomatico cantiere, l'ombra di una ruspa. La cittadella della nautica, operazione da 20 milioni su 22 ettari di terreni per artigianale, residenziale e commerciale, è ferma al palo. Colpa di una trattativa fra i lottizzanti che non decolla, nonostante più volte - negli anni - la situazione sembrava potersi sbloccare da un momento all'altro. Invece, sebbene dal 2005 i soci abbiano ritirato le concessioni e palazzo civico abbia chiuso una tormentata partita decennale, il cantiere non è mai stato aperto.
Col consorzio nautico cecinese (9 soci già pronti ad investire), interessati alla partita ci sono due società - la Foce Uno srl e la Castello del Terriccio srl (la prima interessata a recupero dei volumi residenziali della Fattoria del Terriccio l'altra ad operazioni commerciali legate alla nautica) ed un privato, Michele Di Brino. La partita aperta vede proprio Di Brino e gli altri lottizzanti non trovare un accordo sul prezzo di cessione dei terreni fondamentali per far partire almeno le opere di urbanizzazione. Un anno fa sembrava che una società toscana potesse finalmente acquistare la proprietà e far parte dell'operazione cittadella. Invece l'accordo è saltato e sul prezzo dei terreni non si trova l'intesa.
Confessa Giuseppe D'Addezio, presidente del consorzio nautico: «E' vero, la situazione non si è ancora sbloccata. Noi la nostra parte l'abbiamo fatta. Ci auguriamo che si possa chiudere in fretta». Perché anche la nautica, in questi anni, ha scontato il prezzo della crisi facendo i conti con problemi di diversa natura: dall'accesso al credito «sempre più difficile con le banche che ci hanno chiuso il rubinetto», ricorda lo stesso D'Addezio. Alla questione dell'aree artigianali, sempre più difficili da recuperare. Oggi per gli imprese nautiche trovare capannanoni di una certa altezza è una missione difficoltosa. E nella provincia di Livorno le imprese sono circa 150 con quasi mille lavoratori fra diretti e dell'indotto: un settore che - ricordava uno studio Cna - muove circa 20 miliioni di fatturato e che potrebbe crescere con infrastrutture adeguate. D'Addezio lo conferma: «In estate circolano da noi circa 45mila barche. Con la Cittadella, solo come rimmessaggi e cantiere, potremmo farne rimanere da noi un buon 5%». Invece...
Invece la Cittadella, benché rappresenti una ghiotta proposta (117mila mq di aree edificabili, 4620 di aree espositive, 28mila mq di parcheggio), resta un miraggio.
«Mi auguro che la situazione possa sbloccarsi quanto prima - dice Stefano Benedetti, sindaco di Cecina - anche perché con l'iter del porto turistico ormai chiuso, la cittadella si conferma sempre più un intervento strategico su cui l'amministrazione comunale ha sempre puntato». Un intervento decisivo di palazzo civico. Benedetti non lo esclude anche se - dice - «la situazione è comunque in evoluzione. E' certo che se non si troverà un accordo interverremo per vedere cosa effettivamente si può fare per sbloccare questa trattativa».
A.R.
Col consorzio nautico cecinese (9 soci già pronti ad investire), interessati alla partita ci sono due società - la Foce Uno srl e la Castello del Terriccio srl (la prima interessata a recupero dei volumi residenziali della Fattoria del Terriccio l'altra ad operazioni commerciali legate alla nautica) ed un privato, Michele Di Brino. La partita aperta vede proprio Di Brino e gli altri lottizzanti non trovare un accordo sul prezzo di cessione dei terreni fondamentali per far partire almeno le opere di urbanizzazione. Un anno fa sembrava che una società toscana potesse finalmente acquistare la proprietà e far parte dell'operazione cittadella. Invece l'accordo è saltato e sul prezzo dei terreni non si trova l'intesa.
Confessa Giuseppe D'Addezio, presidente del consorzio nautico: «E' vero, la situazione non si è ancora sbloccata. Noi la nostra parte l'abbiamo fatta. Ci auguriamo che si possa chiudere in fretta». Perché anche la nautica, in questi anni, ha scontato il prezzo della crisi facendo i conti con problemi di diversa natura: dall'accesso al credito «sempre più difficile con le banche che ci hanno chiuso il rubinetto», ricorda lo stesso D'Addezio. Alla questione dell'aree artigianali, sempre più difficili da recuperare. Oggi per gli imprese nautiche trovare capannanoni di una certa altezza è una missione difficoltosa. E nella provincia di Livorno le imprese sono circa 150 con quasi mille lavoratori fra diretti e dell'indotto: un settore che - ricordava uno studio Cna - muove circa 20 miliioni di fatturato e che potrebbe crescere con infrastrutture adeguate. D'Addezio lo conferma: «In estate circolano da noi circa 45mila barche. Con la Cittadella, solo come rimmessaggi e cantiere, potremmo farne rimanere da noi un buon 5%». Invece...
Invece la Cittadella, benché rappresenti una ghiotta proposta (117mila mq di aree edificabili, 4620 di aree espositive, 28mila mq di parcheggio), resta un miraggio.
«Mi auguro che la situazione possa sbloccarsi quanto prima - dice Stefano Benedetti, sindaco di Cecina - anche perché con l'iter del porto turistico ormai chiuso, la cittadella si conferma sempre più un intervento strategico su cui l'amministrazione comunale ha sempre puntato». Un intervento decisivo di palazzo civico. Benedetti non lo esclude anche se - dice - «la situazione è comunque in evoluzione. E' certo che se non si troverà un accordo interverremo per vedere cosa effettivamente si può fare per sbloccare questa trattativa».
A.R.
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