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IL CASO

È scattato l'Sos amiantosono ancora tanti gli immobiliche devono smaltire l'eternit

È scattato l'Sos amiantosono ancora tanti gli immobiliche devono smaltire l'eternit

Un censimento dei manufatti contenenti amianto. E' l'impegno preso ieri dalla commissione Ambiente che ha discusso la mozione presentata, e poi ritirata, dai gruppi consiliari della Sinistra e Rosignano Democratica. Con l'intenzione di coinvolgere la Rea nel problema dello smaltimento dei rifiuti

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ROSIGNANO. Un censimento dei manufatti contenenti amianto. E' l'impegno preso ieri dalla commissione Ambiente che ha discusso la mozione presentata, e poi ritirata, dai gruppi consiliari della Sinistra e Rosignano Democratica. Con l'intenzione di coinvolgere la Rea nel problema dello smaltimento dei rifiuti. Un problema, quello della rimozione dell'eternit, che interessaoltre ad alcune realtà produttive del territorio anche diversi cittadini. I quali - come sottolineavano nella mozione Sinistra e Rd - si trovano soli a gestire il problema smaltimento, con costi anche esosi da sopportare.

Problema che si è acuito nel 2005 con il cambiamento del quadro normativo come ricorda Alessandro Lami, presidente della commissione. «Devo dire - spiega lo stesso Lami - che il problema sollevato nella mozione presentata da RD e Sinistra è stato affrontato in un clima di grande collaborazione. E la riunione di ieri ne è stata la dimostrazione».

Cosa è emerso? Innanzi tutto la necessità di avere un quadro chiaro e preciso di quelli che possono essere gli edifici interessati dal problema amianto. Su questo - ribadisce Lami - l'ufficio Ambiente del Comune ha preso l'impegno a fornire i chiarimenti richiesti nelle prossime sedute. Sulla base di ciò si potrà procedere con l'attivare un piano - come richiesto nella mozione - per procedere ad indviduare criteri e costi delle bonifiche da attuare. Perché uno dei maggiori problemi - ci ricordava ieri Giacomo Luppichini (Sinistra) - è proprio quello dei costi che il cittadino che vuole togliere l'eternit da una tettotoia o da una canna fumaria si trova a sostentere. «Spesso ci si rivolge a ditte specializzate con spese non indifferenti a carico del cittadino», afferma Luppichini. E, senza incentivi o contributi, il meccanismo finisce per penalizzare chi vuole tutelare l'ambiente e l'igiene piuttoto di chi sceglie di lasciare così, per anni, l'eternit nei fabbricati di proprietà.

Talvolta si ricorre a soluzioni «fai da te», attraverso microincapsulanti che isolano e impediscono la dispersione di fibre d'amianto. Ma ciò puà non bastare.

Esiste poi il problema dello smaltimento. L'amianto, come rifiuto speciale, deve essere smaltito in apposite discariche con relativi costi. Per evitare che i nostri boschi diventino ricettacolo anche di questo tipo di rifiuti (pochi anni fa fu scoperta, a Castiglioncello, una discarica abusiva con eternit) occorre attivare al più presto una risposta che metta in campo risorse precise. «Coinvolgeremo la Rea - dice ancora Lami - ma anche l'Asl che pensiamo di chiamare per la prossima seduta della commissione». Quel che serve - ribadiva ieri Luppichini - è un piano pluriennale per togliere l'amiante dalle abitazioni civili e le piccole attività. E gli edifici pubblici? Nelle scuole è stato rimosso per la quasi totalità. L'ultimo intervento dovrà riguardare l'esterno di una mensa della scuola materna a Marittimo su cui c'è già un piano.

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