Il presidio
CECINA
Coltiva la canapanell'orto di casa e il padre l'annaffia
Ma.Mo.
Vanno davvero di moda "i contadini della canapa". L'ultimo è stato smascherato ieri mattina nelle campagne di Donoratico. Ma, a differenza dei suoi "colleghi" di Rosignano che coltivavano la marjiuana nel proprio giardino di casa, in questo caso ci pensava il padre - molto probabilmente inconsapevole della natura delle piante - ad annaffiare le foglie di cannabis
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CECINA. Vanno davvero di moda "i contadini della canapa". L'ultimo è stato smascherato ieri mattina nelle campagne di Donoratico. Ma, a differenza dei suoi "colleghi" di Rosignano che coltivavano la marjiuana nel proprio giardino di casa (uno la teneva insieme a delle oche), in questo caso ci pensava il padre - molto probabilmente inconsapevole della natura delle piante - ad annaffiare le foglie di cannabis (nella foto a destra).
Nei guai, questa volta, c'è finito un operaio di Donoratico di 45 anni - S.B - senza precedenti: per lui è scattata una denuncia per produzione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
I carabinieri della compagnia di Cecina si sono imbattuti in questa piantagione fuorilegge durante un normale servizio di controllo del territorio scattato appunto ieri mattina. I militari si sono addentrati nella campagna di Donoratico e qui, in un agrumeto, hanno notato delle piante alte, verdi e rigogliose che somigliavano a tanto a foglie di marjiuana. Tutto questo in un orto di proprietà di una famiglia che ha la casa vicino al terreno.
I carabinieri sono scesi dalla propria vettura e hanno sentito dei rumori provenire dall'agrumeto: quando sono entrati hanno visto un uomo, di 72 anni, annaffiare proprio quelle foglie verdi. I militari gli hanno chiesto una spiegazione alla presenza della canaba nel suo orto. E lui? Il padre dell'uomo poi denunciato avrebbe dichiarato di non conoscere la natura di quelle piante, ma che stava solo facendo un favore al figlio, che gli aveva chiesto di dargli un po' d'acqua. Per la precisione le piante presenti erano cinque, alte circa un metro e mezzo.
Dopo le parole del babbo, i carabinieri hanno voluto vederci chiaro e sono andati affondo in questa storia. Così hanno fatto arrivare a casa il figlio, di 45 anni. E per lui sono iniziati i guai: naturalmente non ha potuto negare l'esistenza di quella mini-pianatagione di marijuana, ma a quel punto si è proceduti alla perquisizione dell'area.
Qui, nascosti in una specie di sgabuzzino, sono stai trovati 30 grammi di hashish, un coltello con la lama sporca di sostanza stupefacente e uno spinello già confezionato. Inoltre, è stata trovata, sempre in quel deposito, una banconata da 50 euro. L'operaio, seconda la ricostruzione fornita dai militari, avrebbe ammesso che tutta questa roba era di sua proprietà.
E così i carabinieri hanno proceduto al sequestro delle cinque piante e dell'altro materiale e alla denuncia dell'uomo per produzione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Come detto, è il terzo caso del genere nel giro di poche settimane. Gli altri due sono successi a Rosignano e quì è scattato l'arresto (per entrambi), visto che i "contadini" in questione sono stati beccati in flagranza di reato e con quantitativi di droga superiori a quello in possesso dell'operaio di Donoratico.
Nei guai, questa volta, c'è finito un operaio di Donoratico di 45 anni - S.B - senza precedenti: per lui è scattata una denuncia per produzione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
I carabinieri della compagnia di Cecina si sono imbattuti in questa piantagione fuorilegge durante un normale servizio di controllo del territorio scattato appunto ieri mattina. I militari si sono addentrati nella campagna di Donoratico e qui, in un agrumeto, hanno notato delle piante alte, verdi e rigogliose che somigliavano a tanto a foglie di marjiuana. Tutto questo in un orto di proprietà di una famiglia che ha la casa vicino al terreno.
I carabinieri sono scesi dalla propria vettura e hanno sentito dei rumori provenire dall'agrumeto: quando sono entrati hanno visto un uomo, di 72 anni, annaffiare proprio quelle foglie verdi. I militari gli hanno chiesto una spiegazione alla presenza della canaba nel suo orto. E lui? Il padre dell'uomo poi denunciato avrebbe dichiarato di non conoscere la natura di quelle piante, ma che stava solo facendo un favore al figlio, che gli aveva chiesto di dargli un po' d'acqua. Per la precisione le piante presenti erano cinque, alte circa un metro e mezzo.
Dopo le parole del babbo, i carabinieri hanno voluto vederci chiaro e sono andati affondo in questa storia. Così hanno fatto arrivare a casa il figlio, di 45 anni. E per lui sono iniziati i guai: naturalmente non ha potuto negare l'esistenza di quella mini-pianatagione di marijuana, ma a quel punto si è proceduti alla perquisizione dell'area.
Qui, nascosti in una specie di sgabuzzino, sono stai trovati 30 grammi di hashish, un coltello con la lama sporca di sostanza stupefacente e uno spinello già confezionato. Inoltre, è stata trovata, sempre in quel deposito, una banconata da 50 euro. L'operaio, seconda la ricostruzione fornita dai militari, avrebbe ammesso che tutta questa roba era di sua proprietà.
E così i carabinieri hanno proceduto al sequestro delle cinque piante e dell'altro materiale e alla denuncia dell'uomo per produzione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Come detto, è il terzo caso del genere nel giro di poche settimane. Gli altri due sono successi a Rosignano e quì è scattato l'arresto (per entrambi), visto che i "contadini" in questione sono stati beccati in flagranza di reato e con quantitativi di droga superiori a quello in possesso dell'operaio di Donoratico.
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