Il Tirreno

ESTATE 2009

Il turista? Ora parla polacco

Maria Meini
Un ufficio turistico In alto la presentazione del depliant alla Cinquantina
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Un ufficio turistico In alto la presentazione del depliant alla Cinquantina

Negli ultimi dodici anni il turismo sulla Costa degli Etruschi è cresciuto del 62%, passando da 2 milioni e 700mila presenze a oltre 5 milioni (5 milioni e 200mila) di turisti all'anno. E l'estate 2009, nonostante la crisi generale, si segnala come una stagione di tenuta

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CECINA. Negli ultimi dodici anni il turismo sulla Costa degli Etruschi è cresciuto del 62%, passando da 2 milioni e 700mila presenze a oltre 5 milioni (5 milioni e 200mila) di turisti all'anno. E l'estate 2009, nonostante la crisi generale, si segnala come una stagione di tenuta.
Lo dicono le previsioni e i numeri anticipati da Apt e Provincia di Livorno durante la presentazione, ieri alla Cinquantina, dei nuovi depliant turistici di Cecina, Suvereto e San Vincenzo. Tre comuni che costituiscono una parte rilevante di quei dieci di cui si compone la Costa degli Etruschi, da qualche anno un marchio (o brand) ben identificato.

Settembre: previsioni ok. L'estate 2009 - ha detto Giovanni D'Agliano, direttore dell'Azienda per la promozione turistica provinciale - mantiene le posizioni: agosto tutto esaurito, previsioni ottime per settembre. A tenere alto il morale della "pattuglia" turistica sono soprattutto gli stranieri: calata drasticamente la presenza dei tedeschi, sostituiti già da qualche anno dagli olandesi (ma anche da belgi e lussemburghesi) si sta assistendo a un'impennata di arrivi dall'Europa dell'est: russi, ungheresi, polacchi.

Dall'Est con amore. Su tutta la costa - ha spiegato l'assessore al turismo della Provincia, Paolo Pacini - da Castiglioncello a Castagneto, a San Vincenzo, si sta riversando la classe media dell'ex blocco socialista. Non, per capirci, i magnati del lusso che hanno colonizzato le mecche del turismo vip, dalla Costa Smeralda a Portofino a Forte dei Marmi, ma persone attente alla qualità/prezzo, con un buon potere d'acquisto, che privilegiano alberghi di solida tradizione e servizio attento o agriturismi curati.

Il problema prezzi. Tutto bene, allora? No, il tallone d'achille di questa zona (che è poi il comune denominatore della provincia livornese) resta il rapporto qualità/prezzo. Troppo alto, quest'ultimo, rispetto ai servizi offerti. E se già l'Isola d'Elba ha scontato le sue "colpe" con una mannaia feroce sulle presenze (il trend è inverso rispetto a quello della Costa etrusca) il rischio c'è per tutti. «Oggi - dice Pacini - il turista è più attento, naviga su internet, viaggia di più ed è perfettamente in grado di valutare il livello dell'offerta».

Disservizi e proteste. Turista più esigente dunque e non più disposto a tacere di fronte a soprusi e disservizi. Tante le segnalazioni arrivate agli uffici turistici della provincia: su alberghi (troppo cari, o con servizio inferiore alla classificazione); su appartamenti in affitto (inadeguati) ma anche sui locali pubblici, ristoranti e bar, che giostrano i prezzi in base all'interlocutore (stangando gli stranieri) e alla richiesta. «Dobbiamo superare certe situazioni - dice Pacini - perché poche mele marce rovinano l'ottimo lavoro di tanti imprenditori seri».
In un caso, che aveva sollevato una mole di segnalazioni di turisti inferociti, si è mossa addirittura la polizia provinciale.

Strutture cercansi. C'è poi il problema strutturale, specifico per le singole zone. A Cecina ad esempio il ricettivo alberghiero è ancora insufficiente: si parla di 360 camere. E nessuna struttura superiore alle tre stelle. Mentre è molto cresciuto l'extralberghiero: campeggi e agriturismi.
Diversa invece la situazione nella vicina Bibbona, che ha puntato molto sulla ristrutturazione alberghiera.

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