Il presidio
BALNEARI E BAGNANTI
Venditori in spiaggiapiù sorveglianza sì, ma no alle ronde
Alessandra Bernardeschi
Lamentele e richieste di maggiore sorveglianza sì, ma senza invocare ronde o l'esercito in spiaggia, così come sta accadendo in questi giorni sulle costa del Veneto. Questo lo spirito di bagnanti e gestori di stabilimenti balneari di fronte alle decine di venditori extracomunitari, che ogni giorno percorrono le spiagge a sud del litorale con le loro mercanzie
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ROSIGNANO. Lamentele e richieste di maggiore sorveglianza sì, ma senza invocare ronde o l'esercito in spiaggia, così come sta accadendo in questi giorni sulle costa del Veneto. Questo lo spirito di bagnanti e gestori di stabilimenti balneari di fronte alle decine di venditori extracomunitari, passati alla storia come "vu cumprà", che ogni giorno percorrono le spiagge a sud del litorale con le loro mercanzie.
Il problema è sentito soprattutto a Vada e alla Mazzanta dove stanno arrivando segnalazioni da proprietari di stabilimenti balneari ma anche da turisti che frequentano le spiagge libere. Segnalazioni sì, ma senza «passare da razzisti», premettono, «perchè non è un problema di colore. È solo che sono gli stessi fruitori dei bagni e delle spiagge libere che vengono a lamentarsi con noi per le continue richieste da parte di questo vero esercito composto da extracomunitari che ogni mattina arriva invadendo le spiagge nel tentativo di vendere borse, cinture o magliette. In alcuni giorni ne abbiamo contati anche trenta in un'ora; e si arriva ad episodi in cui loro stessi, attorno alle una, per ripararsi dal solleone e riposare, si mettono a dormire all'ombra di imbarcazioni ferme in spiaggia o, addirittura, sotto gli ombrelloni».
A Caletta e Castiglioncello, dove le spiagge sono praticamente tutte date in concessione demaniale e quindi le spiagge libere si contano sulle dita di una mano, la presenza di questi "speciali" ambulanti invece è "misurata"; anzi, come dicono al Punto Azzurro di Caletta «forse diminuita rispetto allo scorso anno». Si tratta in tutto di una decina di extracomunitari che, anziché girare per le spiagge «preferiscono esporre la loro merce direttamente in passeggiata evitando dunque, di disturbare i bagnanti». Bagnanti che si avvicinano ai punti vendita improvvisati, solo se intenzionati ad acquistare.
Così non sembra accadere a Vada «dove molti villeggianti si stanno lamentando». Perchè chi scende in spiaggia per riposare, dormire o leggere, finisce per stufarsi delle continue ed insistenti richieste di acquisto.
«Il problema esiste, delle volte abbiamo una ventina di extracomunitari sulle spiagge - dicono alla Pro Loco di Vada - ed anche noi abbiamo avuto segnalazioni. Stiamo cercando di far capire a queste persone di non essere troppo insistenti. Ma non è un problema di razzismo o di intolleranza». Anzi, secondo il presidente dell'associazione Roberto Creatini «la condanna morale va a chi sfrutta queste persone, al giro che c'è dietro ed anche a chi li ospita in case abbandonate magari facendosi pure pagare bene».
Il problema è sentito soprattutto a Vada e alla Mazzanta dove stanno arrivando segnalazioni da proprietari di stabilimenti balneari ma anche da turisti che frequentano le spiagge libere. Segnalazioni sì, ma senza «passare da razzisti», premettono, «perchè non è un problema di colore. È solo che sono gli stessi fruitori dei bagni e delle spiagge libere che vengono a lamentarsi con noi per le continue richieste da parte di questo vero esercito composto da extracomunitari che ogni mattina arriva invadendo le spiagge nel tentativo di vendere borse, cinture o magliette. In alcuni giorni ne abbiamo contati anche trenta in un'ora; e si arriva ad episodi in cui loro stessi, attorno alle una, per ripararsi dal solleone e riposare, si mettono a dormire all'ombra di imbarcazioni ferme in spiaggia o, addirittura, sotto gli ombrelloni».
A Caletta e Castiglioncello, dove le spiagge sono praticamente tutte date in concessione demaniale e quindi le spiagge libere si contano sulle dita di una mano, la presenza di questi "speciali" ambulanti invece è "misurata"; anzi, come dicono al Punto Azzurro di Caletta «forse diminuita rispetto allo scorso anno». Si tratta in tutto di una decina di extracomunitari che, anziché girare per le spiagge «preferiscono esporre la loro merce direttamente in passeggiata evitando dunque, di disturbare i bagnanti». Bagnanti che si avvicinano ai punti vendita improvvisati, solo se intenzionati ad acquistare.
Così non sembra accadere a Vada «dove molti villeggianti si stanno lamentando». Perchè chi scende in spiaggia per riposare, dormire o leggere, finisce per stufarsi delle continue ed insistenti richieste di acquisto.
«Il problema esiste, delle volte abbiamo una ventina di extracomunitari sulle spiagge - dicono alla Pro Loco di Vada - ed anche noi abbiamo avuto segnalazioni. Stiamo cercando di far capire a queste persone di non essere troppo insistenti. Ma non è un problema di razzismo o di intolleranza». Anzi, secondo il presidente dell'associazione Roberto Creatini «la condanna morale va a chi sfrutta queste persone, al giro che c'è dietro ed anche a chi li ospita in case abbandonate magari facendosi pure pagare bene».
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