VOLTERRA. Il proprietario dell’officina andata distrutta racconta la sua odissea tra porte chiuse e problemi ad andare avanti
«Ho perso tutto, non riesco a ripartire»
Andreas Quirici
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A destra Armando Piccioli proprietario della scuderia andata a fuoco«Finora ho trovato solo porte chiuse». E' l'amaro sfogo di Armando Piccioli, il meccanico di auto da rally, la cui officina venne distrutta da un incendio lo scorso maggio. La voce è rotta dal singhiozzo di chi ha perso praticamente tutto
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VOLTERRA. «Finora ho trovato solo porte chiuse». E' l'amaro sfogo di Armando Piccioli, il meccanico di auto da rally, la cui officina venne distrutta da un incendio lo scorso maggio. La voce è rotta dal singhiozzo di chi ha perso praticamente tutto.
L'uomo racconta di aver trovato fondi in cui ricominciare a lavorare, ma una serie di inconvenienti burocratici si stanno mettendo in mezzo. «C'è un fondo nella zona industriale - dice - che farebbe bene al caso mio, ma l'affitto è alto. Poi ce ne sarebbe un altro praticamente in centro a Volterra con sopra un condominio. Servirebbero le firme dei condomini, ma non è quello il problema. Si tratterebbe di una sistemazione momentanea, specie per chi abita ai piani di sopra. Avrei bisogno, però, solo di un'autorizzazione per un tempo determinato da parte del Comune, ma vengo rimbalzato da un ufficio a un altro». L'amarezza è quella di chi vuol ricominciare a fare il mestiere di una vita, ma per un motivo quasi oscuro non riesce. «Ho fatto visionare il locale ai tecnici dell'Usl - spiega il meccanico - che hanno dato il loro benestare». Piccioli sta lavorando in una stanza alle sue macchine, per cercare di guadagnare un po' di soldi e sostenere la sua famiglia. «Certo - riprende l'uomo che accenna anche a problemi con l'assicurazione e difficoltà nella riscossione di una cifra di gran lunga inferiore a quella rappresentata dal danno subito - ma non si può pensare che un'attività come la mia possa essere portata avanti in una stanza. Nei giorni successivi all'incendio lessi sui giornali che i commercianti volterrani avrebbero organizzato qualcosa per darmi una mano. Finora non è stato fatto nulla, anche se io non chiedo aiuti economici. Sono stato anche dal nuovo sindaco, il quale mi ha parlato di assistenti sociali per eventuali bollette da pagare. I miei problemi sono altri, come quelli che mi si presenteranno quando arriveranno i nuovi macchinari che ho ordinato. Non so assolutamente dove metterli».
L'uomo racconta di aver trovato fondi in cui ricominciare a lavorare, ma una serie di inconvenienti burocratici si stanno mettendo in mezzo. «C'è un fondo nella zona industriale - dice - che farebbe bene al caso mio, ma l'affitto è alto. Poi ce ne sarebbe un altro praticamente in centro a Volterra con sopra un condominio. Servirebbero le firme dei condomini, ma non è quello il problema. Si tratterebbe di una sistemazione momentanea, specie per chi abita ai piani di sopra. Avrei bisogno, però, solo di un'autorizzazione per un tempo determinato da parte del Comune, ma vengo rimbalzato da un ufficio a un altro». L'amarezza è quella di chi vuol ricominciare a fare il mestiere di una vita, ma per un motivo quasi oscuro non riesce. «Ho fatto visionare il locale ai tecnici dell'Usl - spiega il meccanico - che hanno dato il loro benestare». Piccioli sta lavorando in una stanza alle sue macchine, per cercare di guadagnare un po' di soldi e sostenere la sua famiglia. «Certo - riprende l'uomo che accenna anche a problemi con l'assicurazione e difficoltà nella riscossione di una cifra di gran lunga inferiore a quella rappresentata dal danno subito - ma non si può pensare che un'attività come la mia possa essere portata avanti in una stanza. Nei giorni successivi all'incendio lessi sui giornali che i commercianti volterrani avrebbero organizzato qualcosa per darmi una mano. Finora non è stato fatto nulla, anche se io non chiedo aiuti economici. Sono stato anche dal nuovo sindaco, il quale mi ha parlato di assistenti sociali per eventuali bollette da pagare. I miei problemi sono altri, come quelli che mi si presenteranno quando arriveranno i nuovi macchinari che ho ordinato. Non so assolutamente dove metterli».
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