di Maria Meini
Il porto cerca soci per il cantiere e apre altre tre darsene
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Il porto Cala de’ Medici a Rosignano SolvayCercasi partner per il cantiere, per la gestione dell'area riparazioni del porto. L'avvocato Maria Paoletti, manager del Marina Cala de' Medici, rintuzza le voci rosignanesi su una possibile cessione della darsena. E rilancia. «La ricerca di una partnership tecnica rientra in un'ottica di ampliamento
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ROSIGNANO. Cercasi partner per il cantiere, per la gestione dell'area riparazioni del porto. L'avvocato Maria Paoletti, manager del Marina Cala de' Medici, rintuzza le voci rosignanesi su una possibile cessione della darsena. E rilancia. «La ricerca di una partnership tecnica rientra in un'ottica di ampliamento. Io ci ho messo l'anima in questo porto. In alcuni momenti è stata dura, è dura anche adesso. Ma non ho mai pensato di vendere, anche se me l'hanno chiesto».
Si spieghi meglio: chi voleva comprare il porto?
L'avvocato Paoletti è un fiume in piena. «Dico che per certi aspetti è terribile Rosignano perché basta che ti vedano parlare con qualcuno ed è fatta: son già lì a parlare di vendita. Ma noi stiamo cercando una partnership tecnica per la gestione del cantiere, per tutta l'area del refitting, nell'ottica di un ampliamento. Un compratore c'è stato, sì. Era un signore anziano, che opera nel settore tessile, un veneto che si era innamorato di questo posto e lo avrebbe voluto gestire per divertimento da pensionato. Ma non ci siamo trovati d'accordo».
Ora però un possibile partner l'avete trovato? A Rosignano si dice che sia una società del Principato di Monaco.
«No, non sono monegaschi, è una società francese di grande esperienza, specializzata proprio nel settore riparazioni. Ci sono già stati degli incontri e l'accordo potrebbe concretizzarsi in autunno. Ma non posso dire il nome della società per rispetto alle loro linee imprenditoriali: ancora siamo in una fase troppo iniziale, è prematuro parlare di intese. C'è un interesse da valutare. Ma niente a che vedere con la darsena. I posti barca d'altra parte li ho venduti tutti, ce ne restano una quarantina, non vedo come potrei vendere il marina».
Perché parla di ampliamento, vuole sviluppare l'attività a Rosignano?
«L'ampliamento riguarda l'attività portuale della società Cala de' Medici. Io prima di costruire il porto di Rosignano facevo l'avvocato, questa è stata un'esperienza difficile per certi aspetti, perché non ho trovato grande apertura, anche da parte dell'amministrazione comunale, ma mi ha insegnato molto. Mi ha fatto conoscere questa nuova attività, e me ne sono innamorata, tanto da voler aprire altri porti. La Cala de' Medici è impegnata a Viareggio, ha partecipato ad una gara a Ponza per la costruzione del nuovo porto dell'isola, e a Malta abbiamo già attuato il progetto. Inoltre abbiamo acquistato 80 posti barca a Marciana Marina».
Non soffrite la crisi che ha colpito anche il settore della nautica?
«Certo, anche il settore nautico non è esente dalla crisi. Noi vediamo che ci sono meno passaggi. Il porto conferma il trend generale del turismo: anche nel diportismo si assiste al fenomeno del pendolarismo; chi ha la barca viene il sabato e la domenica, fa vacanze più brevi e meno uscite, insomma è un turismo più stanziale. Ma chi ha la barca e il posto barca se li tiene: prima di tutto perché il mercato è stazionario, non ci sono grandi richieste. Poi ci sono le grandi imbarcazioni, il segmento del lusso, che è una cosa a parte».
Perché dice che Rosignano non ha capito la presenza del porto?
«Noi abbiamo cercato di integrarci con le altre realtà turistiche ma non è facile: ci sono troppi localismi. Proprio ora, abbiamo dovuto cessare i venerdì in musica perché continuamente arrivavano controlli: dicono che qualcuno protestava, ma chi mi chiedo? Non serve farsi la guerra l'un l'altro. Io credo che il porto debba essere considerato un tutt'uno con la città, con Rosignano e con Castiglioncello.
A volte penso che sia colpa di questo muro che ci separa dal resto della città, ma spero anche in una maggiore collaborazione con l'amministrazione comunale».
Si spieghi meglio: chi voleva comprare il porto?
L'avvocato Paoletti è un fiume in piena. «Dico che per certi aspetti è terribile Rosignano perché basta che ti vedano parlare con qualcuno ed è fatta: son già lì a parlare di vendita. Ma noi stiamo cercando una partnership tecnica per la gestione del cantiere, per tutta l'area del refitting, nell'ottica di un ampliamento. Un compratore c'è stato, sì. Era un signore anziano, che opera nel settore tessile, un veneto che si era innamorato di questo posto e lo avrebbe voluto gestire per divertimento da pensionato. Ma non ci siamo trovati d'accordo».
Ora però un possibile partner l'avete trovato? A Rosignano si dice che sia una società del Principato di Monaco.
«No, non sono monegaschi, è una società francese di grande esperienza, specializzata proprio nel settore riparazioni. Ci sono già stati degli incontri e l'accordo potrebbe concretizzarsi in autunno. Ma non posso dire il nome della società per rispetto alle loro linee imprenditoriali: ancora siamo in una fase troppo iniziale, è prematuro parlare di intese. C'è un interesse da valutare. Ma niente a che vedere con la darsena. I posti barca d'altra parte li ho venduti tutti, ce ne restano una quarantina, non vedo come potrei vendere il marina».
Perché parla di ampliamento, vuole sviluppare l'attività a Rosignano?
«L'ampliamento riguarda l'attività portuale della società Cala de' Medici. Io prima di costruire il porto di Rosignano facevo l'avvocato, questa è stata un'esperienza difficile per certi aspetti, perché non ho trovato grande apertura, anche da parte dell'amministrazione comunale, ma mi ha insegnato molto. Mi ha fatto conoscere questa nuova attività, e me ne sono innamorata, tanto da voler aprire altri porti. La Cala de' Medici è impegnata a Viareggio, ha partecipato ad una gara a Ponza per la costruzione del nuovo porto dell'isola, e a Malta abbiamo già attuato il progetto. Inoltre abbiamo acquistato 80 posti barca a Marciana Marina».
Non soffrite la crisi che ha colpito anche il settore della nautica?
«Certo, anche il settore nautico non è esente dalla crisi. Noi vediamo che ci sono meno passaggi. Il porto conferma il trend generale del turismo: anche nel diportismo si assiste al fenomeno del pendolarismo; chi ha la barca viene il sabato e la domenica, fa vacanze più brevi e meno uscite, insomma è un turismo più stanziale. Ma chi ha la barca e il posto barca se li tiene: prima di tutto perché il mercato è stazionario, non ci sono grandi richieste. Poi ci sono le grandi imbarcazioni, il segmento del lusso, che è una cosa a parte».
Perché dice che Rosignano non ha capito la presenza del porto?
«Noi abbiamo cercato di integrarci con le altre realtà turistiche ma non è facile: ci sono troppi localismi. Proprio ora, abbiamo dovuto cessare i venerdì in musica perché continuamente arrivavano controlli: dicono che qualcuno protestava, ma chi mi chiedo? Non serve farsi la guerra l'un l'altro. Io credo che il porto debba essere considerato un tutt'uno con la città, con Rosignano e con Castiglioncello.
A volte penso che sia colpa di questo muro che ci separa dal resto della città, ma spero anche in una maggiore collaborazione con l'amministrazione comunale».
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