Il Tirreno

Volontariato a un bivioSi tratta con la Asl per non arrendersi

Alessandro De Gregorio
Un’esercitazione della Pubblica assistenza
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Un’esercitazione della Pubblica assistenza

Sempre meno giovani scelgono il volontariato. Ma su questo si può fare qualcosa, dice Romano Giovannini. Che è più preoccupato della convenzione con la Asl, scaduta e prorogata a dicembre.

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CECINA. Sempre meno giovani scelgono il volontariato. Ma su questo si può fare qualcosa, dice Romano Giovannini. Che è più preoccupato della convenzione con la Asl, scaduta e prorogata a dicembre. E' preoccupato di come possa essere rinnovata quella convenzione alla luce della sentenza della Corte europea dell'aprile 2008, che obbliga a indire gare di appalto per assegnare i servizi sanitari. Obbligo che taglierebbe fuori tutte le associazioni onlus. La Regione si è già mossa con una proroga, in attesa del riordino del sistema di trasporto sanitario e della legge che definirà il ruolo dei volontari come parti integranti del sistema regionale di emergenza-urgenza.
Giovannini, a che punto è la trattativa con la Asl?
«E' legata alla legge regionale che deve arrivare. Speriamo di farcela entro novembre, prima che cominci la campagna elettorale».
Intanto voi avete rinnovato il direttivo. Una mezza rivoluzione con 9 nuovi consiglieri su 14. Che obiettivi vi siete dati?
«Terminare il lavoro del vecchio consiglio e rimediare ad alcune lacune. Come la copertura del tetto del garage: è di proprietà comunale ma siamo disposti a partecipare alle spese. Il sindaco è d'accordo. E poi dobbiamo reclutare più volontari».
Come?
«Facendo più informazione e promozione nelle scuole. Il problema è che ad esempio ai corsi di formazione si iscrivono in tanti e ottengono l'attestato, ma i più lo sfruttano per motivi privati. Su 70, ne restano due o tre».
Quanti volontari avete attualmente? E dipendenti?
«Quindici dipendenti e un centinaio di volontari, ma quelli attivi, cioè più disponibili, sono la metà. Ci aiuta il servizio civile ma anche questo è diminuito del 50% da quando è stato abolito quello di leva. Nel 2009 il bando è sceso di cinquemila unità».
Di quanti ce ne sarebbe bisogno?
«Non lo so, qui fanno servizio una decina al giorno. Come organizzazione e strutture siamo a livelli altissimi ma i volontari sono indispensabili per mantenere un bilancio accettabile».
Cioè rischiate di andare in rosso.
«No, ma con quel che entra nelle casse dalle convenzioni Asl non si coprono più le spese. I rimborsi chilometrici sono inferiori ai costi di gestione. Questo però non lo scriva. Vuole due numeri?».
Prego.
«In questi primi sei mesi dell'anno questa associazione ha svolto 8.521 servizi. I nostri mezzi hanno percorso 252.791 chilometri. Solo per la Asl abbiamo fatto 5.232 servizi sociali e sanitari, compresi l'oncologico e la dialisi. Per il Comune 1.247, per i privati 1.740».
Questa sentenza della Corte europea rischia di azzerare tutto.
«Appunto. Il fatto è che in Italia il volontariato ha una lunga tradizione e in Toscana le Misericordie e le Società di mutuo soccorso ne hanno fatto la storia. All'estero no, non c'è questa sensibilità. Ma non ci arrendiamo».

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