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Donoratico. I carabinieri lo hanno trovato a casa sua steso a terra e privo di conoscenza
Pestato a sangue dai suoi coinquilini
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Una pattuglia di carabinieriPrima lo hanno picchiato, diciamo così, per avvertimento.
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DONORATICO. Prima lo hanno picchiato, diciamo così, per avvertimento. Poi hanno concluso l'opera pestandolo ancora molto più duramente.
Lo hanno lasciato a terra quasi privo di sensi, con una commozione cerebrale e una brutta emorragia interna. Per una questione di soldi, di subaffitto, di canoni non pagati.
Ora loro, un senegalese e un ivoriano, che erano ospitati proprio da quell'uomo, sono finiti in carcere alle Sughere con l'accusa (al momento) di lesioni gravissime e aggravate.
La loro posizione dipenderà molto dalle condizioni della vittima: questi infatti, senegalese pure lui, è ricoverato in prognosi riservata all'ospedale di Livorno.
La vicenda comincia martedì quando l'uomo (quarantenne, regolare, operaio) si reca al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina.
L'uomo ha un labbro gonfio e qualche contusione. Viene medicato. Il referto è di tre giorni.
Del fatto vengono informati i carabinieri. Che si recano a casa dell'uomo, a Donoratico.
Il senegalese in un primo momento dice e non dice. Anche perché i suoi aggressori sono clandestini e lui lo sa bene.
Sono anche più giovani di lui. E più violenti. Lui sa bene pure questo.
La verità è che lui è in affitto in quell'appartamento e loro in subaffitto. Pagano una parte del canone.
Ma evidentemente l'accordo è saltato. O perché loro non pagano, o perché l'uomo chiede un piccolo aumento.
Fatto sta che i due (32 anni l'ivoriano, 31 il senegalese) litigano con il quarantenne. E lo picchiano. Siamo sempre a martedì e anche i vicini, sentiti dai carabinieri, confermano il racconto dell'uomo.
Non passa neanche un giorno e mercoledì mattina i militari tornano dal senegalese. Per chiedergli se vuole firmare o meno la querela di parte, ma anche per vedere come sta.
E lo trovano riverso sul pavimento, immobile, sofferente. Così i carabinieri chiamano un'ambulanza e lo fanno accompagnare al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina.
Successivamente, l'uomo viene trasferito a Livorno, in medicina d'urgenza, dove si trova tuttora.
Su indicazione del sostituto procuratore Antonella Tenerani, i carabinieri quindi si mettono alla ricerca dei due aggressori.
Nel giro di poco li rintracciano, li arrestano e li portano in carcere.
Lo hanno lasciato a terra quasi privo di sensi, con una commozione cerebrale e una brutta emorragia interna. Per una questione di soldi, di subaffitto, di canoni non pagati.
Ora loro, un senegalese e un ivoriano, che erano ospitati proprio da quell'uomo, sono finiti in carcere alle Sughere con l'accusa (al momento) di lesioni gravissime e aggravate.
La loro posizione dipenderà molto dalle condizioni della vittima: questi infatti, senegalese pure lui, è ricoverato in prognosi riservata all'ospedale di Livorno.
La vicenda comincia martedì quando l'uomo (quarantenne, regolare, operaio) si reca al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina.
L'uomo ha un labbro gonfio e qualche contusione. Viene medicato. Il referto è di tre giorni.
Del fatto vengono informati i carabinieri. Che si recano a casa dell'uomo, a Donoratico.
Il senegalese in un primo momento dice e non dice. Anche perché i suoi aggressori sono clandestini e lui lo sa bene.
Sono anche più giovani di lui. E più violenti. Lui sa bene pure questo.
La verità è che lui è in affitto in quell'appartamento e loro in subaffitto. Pagano una parte del canone.
Ma evidentemente l'accordo è saltato. O perché loro non pagano, o perché l'uomo chiede un piccolo aumento.
Fatto sta che i due (32 anni l'ivoriano, 31 il senegalese) litigano con il quarantenne. E lo picchiano. Siamo sempre a martedì e anche i vicini, sentiti dai carabinieri, confermano il racconto dell'uomo.
Non passa neanche un giorno e mercoledì mattina i militari tornano dal senegalese. Per chiedergli se vuole firmare o meno la querela di parte, ma anche per vedere come sta.
E lo trovano riverso sul pavimento, immobile, sofferente. Così i carabinieri chiamano un'ambulanza e lo fanno accompagnare al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina.
Successivamente, l'uomo viene trasferito a Livorno, in medicina d'urgenza, dove si trova tuttora.
Su indicazione del sostituto procuratore Antonella Tenerani, i carabinieri quindi si mettono alla ricerca dei due aggressori.
Nel giro di poco li rintracciano, li arrestano e li portano in carcere.
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