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Erosione, il mare si mangiadecine di ombrelloni all'anno

Erosione, il mare si mangiadecine di ombrelloni all'anno

Dalle Gorette a Marina coro di lamentele Balneari scoraggiati

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 CECINA. L'estate è alle porte. Con l'arrivo del sole e delle belle giornate, i gestori degli stabilimenti balneari sono alle prese con sdraio e ombrelloni. Ma mentre scuotono la testa, i loro occhi rassegnati, sono fissi sulla spiaggia. Verso quel mare che dà il lavoro, ma che ogni anno si mangia un pezzo di costa. Di fatto, nella fascia che va da Marina di Cecina alle Gorette, ormai sono rimaste solo poche file di ombrelloni. Nelle giornate di bonaccia la situazione è gestibile, ma quando si alza il vento e arrivano le libecciate sono guai seri. Il mare si porta via tutti gli ombrelloni e anche le strutture vengono minacciate.
 Perfino lo scirocco riesce a creare problemi, quando taglia in verticale la spiaggia e si porta via tutto quello che rimane. «Negli anni - ci racconta Vittorio Pedri del bagno Armida - abbiamo perso almeno 20 o 30 ombrelloni. Gli interventi tampone non servono a nulla, sono sufficienti per 24 ore, ma appena arriva una mareggiata, siamo alle solite. Sono anni che ci promettono un intervento risolutivo, ma ormai siamo rassegnati. Siamo stanchi di promesse. Il Comune non ci aiuta, ci sentiamo abbandonati. Oltretutto, abbiamo pagato lo stipendio dei bagnini delle spiagge libere, e non ci sono stati resi ancora i soldi».
 Qualcuno la notte non riesce neanche a dormire tranquillo, al solo pensiero che si possa alzare il vento. «Appena arriva il libeccio sono guai - dice Giacomo Ceccanti dei bagni Sirena - perché si porta via tutto. Lo scorso ferragosto, il mare mi portò via tutta la prima fila di ombrelloni. In tre anni ho dovuto riparare la struttura almeno quattro volte. Ho perso diversi ombrelloni e lettini. Il mare, ogni mese si mangia una parte di arenile, e il bello è che noi gestori paghiamo anche la spiaggia non utilizzabile». Al bagno Donna di cuori la situazione è critica e minacciano la chiusura. «Abbiamo perso tutta la prima fila di ombrelloni - ci dice il gestore Andrea Gasperini - circa 22 unità. Gli interventi hanno fatto più danni che altro, rovinando la spiaggia. È stata usata ghiaia mischiata a sabbia. Alla prima mareggiata è stato portato via tutto. Lo scorso anno a luglio, mi sono trovato nelle condizioni di dover arretrare tutta la prima fila. Con la crisi delle prenotazioni, poi, siamo davvero in difficoltà. Se la situazione non si sblocca, mi vedo costretto a chiudere».
 L'erosione della spiaggia, oltre a creare problemi, limita anche gli investimenti. I gestori non se la sentono di spendere soldi nella ristrutturazione degli stabilimenti, se poi vengono sistematicamente danneggiati ogni anno. Di conseguenza, anche l'immagine di Marina ne risente. «Nel 2002 ci promisero - rivela Lucia Vecchione del Girasole - che sarebbero partiti i lavori di ripascimento, così decidemmo di ristrutturare il bagno. Oggi che siamo al 2009 non si sa ancora nulla. Il bello è che i soldi sono disponibili e fermi dal 2002, manca solo il progetto esecutivo. Quarant'anni fa quando i miei genitori avviarono l'attività avevamo 100 ombrelloni, adesso sono 50. Nelle mareggiate l'acqua arriva fino al basamento dell'edificio, così non si può continuare. Invece degli interventi tampone, sarebbe stato meglio chiudere la diga degli scogli, almeno le onde si sarebbero rifratte lontano dalla spiaggia. Noi abbiamo mantenuto i prezzi degli anni scorsi, ma abbiamo prenotazioni solo per agosto, a giugno e luglio siamo vuoti». Alle Gorette la situazione è anche peggio e in qualcuno prevale la rassegnazione. «I disagi ci sono - racconta Stefano Paperini del Delfino - ma ormai ci conviviamo. Noi abbiamo ridotto gli ombrelloni all'osso, siamo al minimo indispensabile. Attendiamo con fiducia».
 Solita situazione al bagno Gigi. «Abbiamo ricevuto tante promesse - spiega il gestore Antonio Cerrato - ma ancora non si vedono risultati. Promettono, poi, si arriva a maggio, e rimandano dicendo che non ci sono soldi. Prima si parlava del 2008, poi 2009. Se continuiamo di questo passo, io non riuscirò a vedere l'inizio di questi lavoro. Forse i miei figli. Noi gestori cerchiamo di darci da fare, ma siamo soli. Il mare non guarda in faccia a nessuno e non conosce promesse».
Rino Bucci

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