cecina
La Regione dice sì al porto turistico
Michele Amadori
Ora si può passare alla stesura del progetto esecutivo
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CECINA. Con la delibera della giunta regionale, ottenuta questo lunedì, dopo sette anni dall’inizio dell’iter burocratico, il porto turistico di Cecina è oggi realtà. È questo il messaggio principale che il sindaco Paolo Pacini e il presidente della società Circolo nautico spa, Giuliano Matteoli, hanno voluto trasmettere nella conferenza stampa, svoltasi ieri nella sala giunta di piazza Carducci. L’approvazione dell’impatto ambientale da parte della Regione era infatti l’ultimo passo da compiere, dal punto di vista burocratico, prima della partenza definitiva del progetto esecutivo. Progetto che prenderà il via subito dopo l’insediamento della nuova amministrazione e si concluderà nei prossimi mesi con la concessione edilizia. Per i tempi di realizzazione il sindaco si è sbilanciato, indicando i primi mesi del 2010 come quelli della deposizione della prima pietra. «Il progetto del porto - spiega il sindaco Pacini - è una sfida iniziata nel 2002 e in questi sette anni, grazie al supporto di Matteoli, dell’amministrazione e della Regione, ha rappresentato un obiettivo concreto da raggiungere entro la fine del mio mandato; a pochi giorni da quella data e con la certezza in mano che il porto si farà non posso che esprimere la mia soddisfazione e ringraziare tutti i soggetti e i cittadini che si sono impegnati per la sua realizzazione».
Il progetto del porto turistico, un investimento privato da 130 milioni di euro, è stato accompagnato negli anni da molti dubbi, in particolare legati al tempo trascorso prima di veder muovere qualcosa di concreto. Secondo Pacini un iter burocratico di sette anni per la realizzazione di un tale progetto «è di molto sotto la media nazionale, che, di solito, richiede dai quindici ai vent’anni. Per il porto turistico di Cecina l’iter è stato più breve grazie ai pareri favorevoli al progetto, incontrati sia a livello comunale che a livello regionale». «La costruzione del porto - aggiunge il sindaco - rappresenta un’importante possibilità di crescita economica e sociale per il paese. Il livello di occupazione salirà: 350 nuovi posti di lavoro sono già garantiti internamente al porto, per l’indotto se ne prevedono fino a 4.000. Inoltre - prosegue Pacini - rappresenterà un importante impulso per l’imprenditoria nautica, visto che prenderà avvio anche la costruzione della Cittadella della nautica, e un traino per l’economia turistica, anche di un certo livello».
Quindi l’impatto ambientale. «Il porto - spiega Matteoli - sarà completamente autosufficiente sul piano energetico grazie a un impianto fotovoltaico da 1.000 Kw e a un sistema di dissalazione che ridurrà quasi completamente il consumo di acqua dell’acquedotto». Ci sarà spazio per aree di manutenzione, commerciali, di ristorazione, espositive e congressuali. Mentre da un punto di vista tecnico il porto potrà ospitare fino a 786 natanti, comprendenti imbarcazioni a motore fino a 40 metri, barche da pesca fino a 18 e offrirà sistemazioni anche a imbarcazioni sotto i 10 metri.
Il progetto del porto turistico, un investimento privato da 130 milioni di euro, è stato accompagnato negli anni da molti dubbi, in particolare legati al tempo trascorso prima di veder muovere qualcosa di concreto. Secondo Pacini un iter burocratico di sette anni per la realizzazione di un tale progetto «è di molto sotto la media nazionale, che, di solito, richiede dai quindici ai vent’anni. Per il porto turistico di Cecina l’iter è stato più breve grazie ai pareri favorevoli al progetto, incontrati sia a livello comunale che a livello regionale». «La costruzione del porto - aggiunge il sindaco - rappresenta un’importante possibilità di crescita economica e sociale per il paese. Il livello di occupazione salirà: 350 nuovi posti di lavoro sono già garantiti internamente al porto, per l’indotto se ne prevedono fino a 4.000. Inoltre - prosegue Pacini - rappresenterà un importante impulso per l’imprenditoria nautica, visto che prenderà avvio anche la costruzione della Cittadella della nautica, e un traino per l’economia turistica, anche di un certo livello».
Quindi l’impatto ambientale. «Il porto - spiega Matteoli - sarà completamente autosufficiente sul piano energetico grazie a un impianto fotovoltaico da 1.000 Kw e a un sistema di dissalazione che ridurrà quasi completamente il consumo di acqua dell’acquedotto». Ci sarà spazio per aree di manutenzione, commerciali, di ristorazione, espositive e congressuali. Mentre da un punto di vista tecnico il porto potrà ospitare fino a 786 natanti, comprendenti imbarcazioni a motore fino a 40 metri, barche da pesca fino a 18 e offrirà sistemazioni anche a imbarcazioni sotto i 10 metri.
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