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Insegnanti fanno vertenza al Comune
Mario Moscadelli
Quindici maestre di scuola materna in causa per le indennità
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ROSIGNANO. Dopo gli autisti della scuolabus, ora anche le insegnanti sono sul piede di guerra nei confronti del Comune. Al centro del problema la remunerazione di due specifiche indennità, che hanno portato quindici insegnanti delle scuole d’infanzia a fare vertenza contro l’amministrazione comunale. E giovedì, a Livorno, ci sarà il tentativo di conciliazione. La causa nasce dall’interpretazione che il Comune ha dato a due articoli del contratto nazionale: l’articolo 31 sull’indennità professionale e l’articolo 37 sull’indennità di tempo potenziato. Il succo della vertenza è contenuto in una specifica delibera: «Alcune insegnanti di scuola d’infanzia - si legge nel documento - hanno richiesto il tentativo obbligatorio di conciliazione in merito alla riduzione operata, in caso di assenza, sulle indennità». Riduzione che ha sollevato la protesta di un gruppo di insegnanti. «Il problema - spiega l’assessore alle risorse Franco Falagiani - nasce tutto dall’interpretazione che abbiamo dato alla remunerazione di queste indennità. Secondo noi spettano in base alle presenze, mentre per le insegnanti che hanno aperto la vertenza dovrebbe scattare in maniera sistematica. Cosa che succedeva in passato». Ma non più adesso, secondo il Comune.
«Ci sono stati degli aggiornamenti - continua l’assessore - che hanno cambiato il sistema di queste due indennità, che per noi vanno corrisposte in base ai giorni lavorati. Questa logica delle indennità l’abbiamo applicata anche dopo avere sentito l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziabile delle pubbliche amministrazioni, ndr), ma evidentemente chi ha fatto vertenza ne fa soprattutto una questione di principio». E così le quindici maestre delle scuole materne comunali sono andate avanti e hanno fatto causa al Comune. «E giovedì - afferma Falagiani - sarò personalmente all’ufficio del lavoro a Livorno per il primo tentativo di conciliazione. Come andrà a finire? Ci sono almeno tre possibilità aperte. La prima è trovare un’intesa, la seconda è che la conciliazione fallisca, la terza - come è successo per gli autisti del servizio scuolabus - è che ci sia un rinvio perché potrebbero esserci novità. Ma questa controversia ha come oggetto esclusivamente l’interpretazione di due articoli del contratto nazionale e allora, come Comune, chiederemo ai sindacati e all’Aran un’interpretazione autentica, per fare chiarezza una volta per tutte». A rappresentare l’ente nel collegio di conciliazione ci sarà Stefania Ciurli, responsabile del servizio personale.
«Ci sono stati degli aggiornamenti - continua l’assessore - che hanno cambiato il sistema di queste due indennità, che per noi vanno corrisposte in base ai giorni lavorati. Questa logica delle indennità l’abbiamo applicata anche dopo avere sentito l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziabile delle pubbliche amministrazioni, ndr), ma evidentemente chi ha fatto vertenza ne fa soprattutto una questione di principio». E così le quindici maestre delle scuole materne comunali sono andate avanti e hanno fatto causa al Comune. «E giovedì - afferma Falagiani - sarò personalmente all’ufficio del lavoro a Livorno per il primo tentativo di conciliazione. Come andrà a finire? Ci sono almeno tre possibilità aperte. La prima è trovare un’intesa, la seconda è che la conciliazione fallisca, la terza - come è successo per gli autisti del servizio scuolabus - è che ci sia un rinvio perché potrebbero esserci novità. Ma questa controversia ha come oggetto esclusivamente l’interpretazione di due articoli del contratto nazionale e allora, come Comune, chiederemo ai sindacati e all’Aran un’interpretazione autentica, per fare chiarezza una volta per tutte». A rappresentare l’ente nel collegio di conciliazione ci sarà Stefania Ciurli, responsabile del servizio personale.
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