Il Tirreno

Uno sponsor tedesco per il vino Doc Terratico

Andrea Rocchi
Uno sponsor tedesco per il vino Doc Terratico

Il ministro della Difesa di Berlino Jung: gemellaggio coi vini dell’Assia renana

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CECINA. Il Rheingau è un gioiello paesaggistico sulla sponda destra del Reno, dove lo stesso piega verso Magonza. E’ una piccola valle del vino, famosa per i suoi bianchi, che ha dato i natali a Franz Josef Jung, attuale ministro federale della Difesa nel governo Merkel. Da venerdì è in vacanza a Cecina, dove ha trascorso un breve soggiorno all’agrihotel Elisabetta di Collemezzano ospite dell’«amico Luigi» (Luigi Brunetti). Il ministro ha passato alcune ore del suo relax toscano anche col sindaco Pacini. La passione e l’amore per i vini sono stati il collante per la nascita di un’ amicizia che abbatte le frontiere politiche (Jung è stato a lungo segretario generale della Cdu dell’Assia ed oggi è nella grosse koalition che governa il Paese) e rinsalda rapporti di collaborazione sull’asse Reno-Cecina. «Vengo da una famiglia di viticoltori - racconta il ministro - da cui ho ereditato la passione per il vino.

La regione dell’Assia sta già collaborando con l’Emilia Romagna per la diffusione e valorizzazione dei propri prodotti. Questa può essere un’occasione per lavorare anche con i rossi toscani». Per la verità il progetto è già partito. L’idea che coltiva Paolo Pacini è che si utilizzi questo gemellaggio coi bianchi del Rheingau, battezzato dal ministro tedesco, per lanciare la nuova Doc Terratico altrimenti schiacciata tra le due Doc più famose, Bolgheri e Montescudaio. L’impegno, preso tra i due ad un tavolino e proseguito ai bordi della piscina dell’agrihotel, è quello di organizzare, per il prossimo appuntamento, un gemellaggio vitivinicolo. C’è già una data, quella del 5 marzo. Il programma, invece, è da studiare. Il vino farà il resto. Come lo hanno fatto le bottiglie di Sassicaia ed Ornellaia aperte in questi giorni e che hanno permesso al ministro dell’Assia renana di apprezzare i nostri supertuscans.

«Cosa mi ha colpito di questa terra? La cultura, il paesaggio e l’ospitalità di questi luoghi», dice Jung pochi minuti prima di ripartire per la Germania. Ad attenderlo, dopo aver speso gli ultimi giorni di vacanza, ci sono gli impegni di governo e la politica internazionale. Confessa, il ministro, ad una nostra precisa domanda: «C’è da affrontare il capitolo Afghanistan, dove abbiamo 3500 soldati. Si discute molto sulla nostra permanenza, ma io sono convinto che il mandato debba essere allungato per costruire stabilità nel Paese e non solo». Ma la polveriera afgana, ancora qualche giorno, può attendere.

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