Italia
Una bolletta dell'acqua da 48mila euro
Alessandro De Gregorio
Perdita occulta: Asa dimezza l’importo ma chiude i rubinetti
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CECINA. L’acqua è stata erogata, migliaia e migliaia di metri cubi. Solo che è finita quasi tutta sotto terra. Dispersa, sprecata. Già questo fa rabbia. Ma per Nicola Pagliuca non è solo una questione di senso civico. Lui è arrabbiato perché quell’acqua gli è stata addebitata fino all’ultima goccia. Ha ricevuto una bolletta da 48mila euro, poi «ridotta» a ventimila. E da quattro giorni Asa gli ha chiuso i rubinetti. Lui, la moglie e la figlia tredicenne non possono lavarsi, cucinare, fare il bucato. «Da un anno e mezzo combatto con moduli e burocrazia, ho dato la più ampia disponibilità, ma ora basta. L’acqua non dovevano togliermela. Li denuncio». Pagliuca ieri mattina è andato in commissariato, c’era gente, gli hanno detto di tornare stamani. Intanto riempie stagnine, compra bottiglie di minerale, per andare in bagno lui e la sua famiglia vanno dalla cognata che abita a duecento metri. «La prima notte siamo andati in albergo, tutto questo è paradossale», dice l’uomo.
Come sia finito in questa situazione è lui stesso a raccontarlo: «Ho comprato un appartamento in via Falcone, a Palazzi. Piccolo, tre stanze, cinquanta metri quadrati. Un anno e mezzo fa mi è arrivata una bolletta dell’acqua da 48mila euro. Dire che sono rimasto stupefatto è poco. Fino ad allora avevo sempre pagato dai 150 ai 200 euro. Ho pensato a un errore e sono andato all’Asa a chiedere spiegazioni. Mi è stato spiegato che l’acqua risultava erogata, quindi consumata. Solo che da tre anni avevano smesso di fare la lettura del contatore, hanno detto proprio così. “Ci sarà una perdita”, ha aggiunto l’impiegato. Bene, ho detto io, venite a controllare. Mi è stato risposto che loro non avevano la strumentazione adatta e comunque dal contatore in poi il problema era mio. Mi sono arrangiato da solo, ho chiamato un idraulico che conosco, di Rosignano, e dopo tre giorni di ricerche e 1.200 euro di spesa, più altri duemila per la riparazione, è venuto fuori il problema: c’era una perdita tra il contatore, a una trentina di metri da casa, e l’allaccio al mio appartamento. Sulla strada, insomma. Era un tubo di polietilene rotto, squarciato da un pezzo di mattone. Insomma, un lavoro fatto male. Spiace dirlo, visto che il costruttore è anche un mio amico, Franco Manno». Manno è titolare della “Costruzioni Il Ponte” nonché presidente del Cecina calcio i cui juniores sono allenati dal nipote di Pagliuca, Guido.
«Franco mi ha detto di non preoccuparmi - aggiunge Pagliuca - di fare quel che dovevo, anche perché loro sono assicurati. Così ho seguito le istruzioni di Asa e mi sono rivolto a un avvocato. E’ venuto a fare un sopralluogo un consulente tecnico del tribunale che ha accertato la situazione. Sono tornato da Asa, ci ho fatto lo stradello, ho prodotto tutta la documentazione. Mi hanno spiegato che, essendo una perdita occulta, avrebbero fatto una rivalutazione generale. Ci hanno messo un anno e mezzo per fare quella rivalutazione che ha prodotto una nuova bolletta, stavolta da ventimila euro. E siamo a oggi». Per Pagliuca non ci sono alternative: deve pagare e attendere un eventuale rimborso - via assicurazione - dal costruttore. Ma ventimila euro non sono uno scherzo e lui chiede almeno che il pagamento gli venga rateizzato. «Mi hanno proposto rate mensili da tremila euro. E dove li trovo, tremila euro ogni mese? Ho detto che fino a mille euro ci potevo arrivare. La risposta è arrivata in questi giorni: hanno chiuso i rubinetti. Un cittadino onesto che lavora e paga le tasse non si merita di essere trattato così. E’ una vergogna».
Come sia finito in questa situazione è lui stesso a raccontarlo: «Ho comprato un appartamento in via Falcone, a Palazzi. Piccolo, tre stanze, cinquanta metri quadrati. Un anno e mezzo fa mi è arrivata una bolletta dell’acqua da 48mila euro. Dire che sono rimasto stupefatto è poco. Fino ad allora avevo sempre pagato dai 150 ai 200 euro. Ho pensato a un errore e sono andato all’Asa a chiedere spiegazioni. Mi è stato spiegato che l’acqua risultava erogata, quindi consumata. Solo che da tre anni avevano smesso di fare la lettura del contatore, hanno detto proprio così. “Ci sarà una perdita”, ha aggiunto l’impiegato. Bene, ho detto io, venite a controllare. Mi è stato risposto che loro non avevano la strumentazione adatta e comunque dal contatore in poi il problema era mio. Mi sono arrangiato da solo, ho chiamato un idraulico che conosco, di Rosignano, e dopo tre giorni di ricerche e 1.200 euro di spesa, più altri duemila per la riparazione, è venuto fuori il problema: c’era una perdita tra il contatore, a una trentina di metri da casa, e l’allaccio al mio appartamento. Sulla strada, insomma. Era un tubo di polietilene rotto, squarciato da un pezzo di mattone. Insomma, un lavoro fatto male. Spiace dirlo, visto che il costruttore è anche un mio amico, Franco Manno». Manno è titolare della “Costruzioni Il Ponte” nonché presidente del Cecina calcio i cui juniores sono allenati dal nipote di Pagliuca, Guido.
«Franco mi ha detto di non preoccuparmi - aggiunge Pagliuca - di fare quel che dovevo, anche perché loro sono assicurati. Così ho seguito le istruzioni di Asa e mi sono rivolto a un avvocato. E’ venuto a fare un sopralluogo un consulente tecnico del tribunale che ha accertato la situazione. Sono tornato da Asa, ci ho fatto lo stradello, ho prodotto tutta la documentazione. Mi hanno spiegato che, essendo una perdita occulta, avrebbero fatto una rivalutazione generale. Ci hanno messo un anno e mezzo per fare quella rivalutazione che ha prodotto una nuova bolletta, stavolta da ventimila euro. E siamo a oggi». Per Pagliuca non ci sono alternative: deve pagare e attendere un eventuale rimborso - via assicurazione - dal costruttore. Ma ventimila euro non sono uno scherzo e lui chiede almeno che il pagamento gli venga rateizzato. «Mi hanno proposto rate mensili da tremila euro. E dove li trovo, tremila euro ogni mese? Ho detto che fino a mille euro ci potevo arrivare. La risposta è arrivata in questi giorni: hanno chiuso i rubinetti. Un cittadino onesto che lavora e paga le tasse non si merita di essere trattato così. E’ una vergogna».
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