Cocci di bottiglia sotterrati nella sabbia
Giulia Bianchi
L’ultima trovata dei vandali: balneari costretti a pagarsi i vigilantes
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CECINA. Altro che barman super qualificati e bagnini d’eccezione. Quest’anno più che mai la persona da assumere negli stabilimenti balneari è il vigilante notturno. Vigilante, di una ditta privata logicamente, che dal tramonto all’alba cerca di limitare, nello spazio di spiaggia interessata, gli atti vandalici di ragazzi minorenni. Alla modica cifra di oltre 3mila euro a stagione. Quando va bene. A pagarli, e ad affermarlo direttamente, sono già due gestori. Cui si aggiunge un altro proprietario che, proprio per motivi di sicurezza, preferisce rimanere anonimo. Siamo di fronte ad un eccessivo allarmismo? No, anzi. Poiché la spiaggia di Marina, dalle tre in poi, si trasforma in un ritrovo per vere e proprie squadre di adolescenti che rompono le porte delle cabine, spezzano gli ombrelloni, tagliano le sdraio e si divertono a sotterrare sotto la sabbia i vetri delle bottiglie. Portando spese straordinarie allo stabilimento e costringendo il bagnino di turno ad una pulizia accurata della spiaggia ogni mattina. Soprattutto dopo il week end.
Certo i gestori marinesi hanno già assaggiato tali atti vandalici, ma questa volta, hanno più paura del solito. Perchè? L’identikit. Perchè a scatenarsi sono bande di adolescenti che, per la maggior parte, non raggiungono i 18 anni. E fanno proprio dell’età il loro punto forte poichè sfidano, faccia a faccia, il gestore che li trova con le mani nel sacco sentendosi al riparo da denunce o altri provvedimenti. «Mi chiedo - dice Andrea Gasperini della “Donna di Cuori” - ma i genitori dove sono? Sì perchè parliamo di ragazzini di 13-14 anni che vengono anche in un centinaio tutti insieme e, mentre li guardi, fanno confusione e ti buttano le sdraio anche a 20 metri. E se li litighi ti vengono “sul viso” tanto non gli puoi fare niente...» Così, aggiunge «senza controlli da parte delle forze dell’ordine vanno avanti bruciando i bastoni degli ombrelloni, facendoli diventare tutti neri, e sotterrando i vetri. Io non so come fare perchè ho già da pagare l’affitto del bagno e un vigilante mi costa troppo».
La vigilanza. «Per noi che siamo così vicini ai locali - racconta Fabrizio Pellegrini dei “Rina” - è l’unico sistema». E lo dimostra il fatto che già quest’anno, spiega «la guardia è dovuta intervenire diverse volte per fermare i ragazzi che altrimenti spezzano le porte di legno delle cabine, rompono gli ombrelli e fanno tanti spregi». Stessa storia al vicino stabilimento “Settebello”. «Abbiamo anche dei sospetti - afferma Rocco Simoncini - ma non si può fare niente se non mettere il vigilante che costa oltre 3mila euro. Sono, diversamente da come succedeva prima, giovanissimi del luogo che fanno di tutto, come rovesciare i bidoni della spazzatura vicini a noi». Qui si cerca di risolvere il problema anche dall’interno. «Per limitare i vetri rotti - aggiunge l’intervistato - servo le bevute nei bicchieri di plastica». E spostandoci per la passeggiata sono in tanti a desiderare una sorveglianza continua. «Ci vorrebbe davvero - dice, ad esempio, Lucia Vecchione del “Girasole” - perchè siamo preoccupati da morire. Dopo le 3, quando Marina comincia a diventare deserta questi gruppi di ragazzi rubano le sdraio, lasciano i vetri dappertutto e, questo inverno, ho trovato un pezzo di muro appena fatto tutto annerito da un accendino». La preoccupazione si allarga e comprende anche i “Bisori”. Dove Massimo Cascione racconta di «prevedere per il prossimo anno più illuminazione per lo stabilimento ed un circuito di telecamere di controllo».
Le zone colpite. Dai racconti dei diretti interessati si deduce che il problema si concentra in due aree. Nel tratto che va dai “Rina” alla “Terrazza dei Tirreni” e, dalla parte opposta, dal “Girasole” fino a Piazza delle Fortezza. Insomma, come sostengono dagli stabilimenti, «nelle zone dove ci sono i locali più frequentati dai giovani che bevono un po’ troppo e, dopo la chiusura, vanno in spiaggia». Per gli altri bagni la situazione è tranquilla. «Per ora non ci sono stati grandi problemi - raccontano Giovannelli Paolo dell’”Olimpia”, Giuseppe Campodonico della “Perla” e un altro proprietario al centro della passeggiata - tuttavia di notte ci vorrebbe, in linea generale, più illuminazione e sorveglianza».
Certo i gestori marinesi hanno già assaggiato tali atti vandalici, ma questa volta, hanno più paura del solito. Perchè? L’identikit. Perchè a scatenarsi sono bande di adolescenti che, per la maggior parte, non raggiungono i 18 anni. E fanno proprio dell’età il loro punto forte poichè sfidano, faccia a faccia, il gestore che li trova con le mani nel sacco sentendosi al riparo da denunce o altri provvedimenti. «Mi chiedo - dice Andrea Gasperini della “Donna di Cuori” - ma i genitori dove sono? Sì perchè parliamo di ragazzini di 13-14 anni che vengono anche in un centinaio tutti insieme e, mentre li guardi, fanno confusione e ti buttano le sdraio anche a 20 metri. E se li litighi ti vengono “sul viso” tanto non gli puoi fare niente...» Così, aggiunge «senza controlli da parte delle forze dell’ordine vanno avanti bruciando i bastoni degli ombrelloni, facendoli diventare tutti neri, e sotterrando i vetri. Io non so come fare perchè ho già da pagare l’affitto del bagno e un vigilante mi costa troppo».
La vigilanza. «Per noi che siamo così vicini ai locali - racconta Fabrizio Pellegrini dei “Rina” - è l’unico sistema». E lo dimostra il fatto che già quest’anno, spiega «la guardia è dovuta intervenire diverse volte per fermare i ragazzi che altrimenti spezzano le porte di legno delle cabine, rompono gli ombrelli e fanno tanti spregi». Stessa storia al vicino stabilimento “Settebello”. «Abbiamo anche dei sospetti - afferma Rocco Simoncini - ma non si può fare niente se non mettere il vigilante che costa oltre 3mila euro. Sono, diversamente da come succedeva prima, giovanissimi del luogo che fanno di tutto, come rovesciare i bidoni della spazzatura vicini a noi». Qui si cerca di risolvere il problema anche dall’interno. «Per limitare i vetri rotti - aggiunge l’intervistato - servo le bevute nei bicchieri di plastica». E spostandoci per la passeggiata sono in tanti a desiderare una sorveglianza continua. «Ci vorrebbe davvero - dice, ad esempio, Lucia Vecchione del “Girasole” - perchè siamo preoccupati da morire. Dopo le 3, quando Marina comincia a diventare deserta questi gruppi di ragazzi rubano le sdraio, lasciano i vetri dappertutto e, questo inverno, ho trovato un pezzo di muro appena fatto tutto annerito da un accendino». La preoccupazione si allarga e comprende anche i “Bisori”. Dove Massimo Cascione racconta di «prevedere per il prossimo anno più illuminazione per lo stabilimento ed un circuito di telecamere di controllo».
Le zone colpite. Dai racconti dei diretti interessati si deduce che il problema si concentra in due aree. Nel tratto che va dai “Rina” alla “Terrazza dei Tirreni” e, dalla parte opposta, dal “Girasole” fino a Piazza delle Fortezza. Insomma, come sostengono dagli stabilimenti, «nelle zone dove ci sono i locali più frequentati dai giovani che bevono un po’ troppo e, dopo la chiusura, vanno in spiaggia». Per gli altri bagni la situazione è tranquilla. «Per ora non ci sono stati grandi problemi - raccontano Giovannelli Paolo dell’”Olimpia”, Giuseppe Campodonico della “Perla” e un altro proprietario al centro della passeggiata - tuttavia di notte ci vorrebbe, in linea generale, più illuminazione e sorveglianza».
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