Italia
L'impresario si era fatto la discarica
Alessandro De Gregorio
Seimila metri cubi di calcinacci e altri rifiuti: tutto abusivo
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VADA. Seimila metri cubi di terra, mattoni, calcinacci, pezzi di cemento, ferro e plastica. E poi materassi, divani, cassetti e sacchi della spazzatura. Rifiuti speciali, i calcinacci: non pericolosi ma da smaltire secondo regole e costi precisi. Un esempio: per conferire in discarica dodici quintali, il carico di un furgone medio, si spendono circa 4 euro Iva compresa. E devono essere rifiuti “puliti” da ferro e quant’altro. I seimila metri cubi di cui dicevamo non avevano queste caratteristiche e hanno portato a un sequestro e due denunce.
Perché i rifiuti erano ammucchiati in una specie di fossa. Non esattamente una fossetta: quattromila metri quadrati. Tutta l’area è stata messa sotto sequestro di polizia giudiziaria dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Grosseto. A chiedere il loro intervento sono stati i colleghi del posto, i militari della stazione di Rosignano Solvay. Tutto è cominciato da quando un maresciallo di Solvay ha notato che da qualche tempo troppi camion facevano avanti e indietro a Vada, sulla vecchia Aurelia. Di giorno, non di notte.
Il maresciallo ne ha fermato uno, ha chiesto spiegazioni all’autista e ha scoperto che la destinazione era una zona lato monte di via dei Cavalleggeri. «Andiamo a depositare questi calcinacci in una proprietà privata, nessun problema maresciallo». Il maresciallo ha annuito, ha preso nota ed è andato a vedere. Ha trovato la proprietà privata e anche la discarica: un’ampia porzione di terreno dove erano stati gettati residui delle lavorazioni edili, degli sbancamenti, delle costruzioni. Terra, calcinacci, mattoni, polvere di cemento, ma anche plastica, pvc, materiale ferroso e rifiuti tout court.
Della cosa sono stati informati gli specialisti del Noe, che giovedì mattina hanno eseguito un nuovo sopralluogo apponendo i sigilli intorno a tutta l’area e denunciando le prime due persone, del quale sono state fornite le iniziali e l’età (M.F. di 40 anni e E.S. di 66). Di loro si sa che sono entrambi di Rosignano Marittimo, che uno è il costruttore e proprietario del terreno, e che l’altro è titolare dell’impresa di trasporti i cui camion venivano utilizzati per il conferimento degli inerti. Sono stati denunciati in concorso per smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali. Il rapporto è finito sul tavolo del sostituto procuratore Paola Rizzo ma le indagini sono solo cominciate e i carabinieri non escludono che vengano coinvolte altre persone.
Perché i rifiuti erano ammucchiati in una specie di fossa. Non esattamente una fossetta: quattromila metri quadrati. Tutta l’area è stata messa sotto sequestro di polizia giudiziaria dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Grosseto. A chiedere il loro intervento sono stati i colleghi del posto, i militari della stazione di Rosignano Solvay. Tutto è cominciato da quando un maresciallo di Solvay ha notato che da qualche tempo troppi camion facevano avanti e indietro a Vada, sulla vecchia Aurelia. Di giorno, non di notte.
Il maresciallo ne ha fermato uno, ha chiesto spiegazioni all’autista e ha scoperto che la destinazione era una zona lato monte di via dei Cavalleggeri. «Andiamo a depositare questi calcinacci in una proprietà privata, nessun problema maresciallo». Il maresciallo ha annuito, ha preso nota ed è andato a vedere. Ha trovato la proprietà privata e anche la discarica: un’ampia porzione di terreno dove erano stati gettati residui delle lavorazioni edili, degli sbancamenti, delle costruzioni. Terra, calcinacci, mattoni, polvere di cemento, ma anche plastica, pvc, materiale ferroso e rifiuti tout court.
Della cosa sono stati informati gli specialisti del Noe, che giovedì mattina hanno eseguito un nuovo sopralluogo apponendo i sigilli intorno a tutta l’area e denunciando le prime due persone, del quale sono state fornite le iniziali e l’età (M.F. di 40 anni e E.S. di 66). Di loro si sa che sono entrambi di Rosignano Marittimo, che uno è il costruttore e proprietario del terreno, e che l’altro è titolare dell’impresa di trasporti i cui camion venivano utilizzati per il conferimento degli inerti. Sono stati denunciati in concorso per smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali. Il rapporto è finito sul tavolo del sostituto procuratore Paola Rizzo ma le indagini sono solo cominciate e i carabinieri non escludono che vengano coinvolte altre persone.
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