Il Tirreno

I morti cecinesi e l'occasione mancata del '18

Damiano Leonetti (*)
Il sindaco Benedetti scopre il cippo al cimitero di Cecina per commemorare i caduti nei 150 anni dell’Unità d’Italia A fianco il monumento ai caduti eretto a Guardistallo
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Il sindaco Benedetti scopre il cippo al cimitero di Cecina per commemorare i caduti nei 150 anni dell’Unità d’Italia A fianco il monumento ai caduti eretto a Guardistallo

Dimenticate per 50 anni le lettere dei caduti della prima guerra mondiale

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Nel novembre del '18 il sindaco di Cecina avv. Giovanni Pegolotti, pensando di interpretare un desiderio largamente diffuso tra la popolazione, richiese alle famiglie dei caduti notizie e corrispondenze dal fronte dei loro familiari.  In previsione di una "Solenne Commemorazione in Cimitero dei valorosi nostri soldati caduti per la Patria e per l'Umanità" con l'impegno che tutto il materiale sarebbe stato restituito alle rispettive famiglie dopo la cerimonia. In quei giorni l'Italia era in festa per la firma a Villa Giusti (Pd) dell'armistizio con l'Austria. Sulle manifestazioni di gioia per la vittoria conseguita che si diffusero rapidamente in ogni luogo del paese s'impose ben presto il ricordo dei caduti. L'enorme sacrificio in termini di vite umane subìto in guerra portò a dire che "la morte si aggirava cupa sulla vittoria". L'adesione all'iniziativa del sindaco fu numerosa. Tante madri, sorelle e vedove di semplici braccianti, coloni e operai pensarono così di ricordare e dare giusto valore al sacrificio compiuto dai propri cari per una patria che solo ora iniziava a definire la propria identità. Le lettere però non furono utilizzate né per quella commemorazione né per altre occasioni in seguito. Oggi è possibile cercare una spiegazione a questa decisione rileggendo il materiale rinvenuto nell'Archivio storico comunale di Cecina.  Nell'immediato dopoguerra, a Cecina come nel resto d'Italia, gli ex combattenti erano avversati da anarchici ed estremisti di sinistra per aver combattuto una guerra ritenuta ingiusta e voluta dalla borghesia a danno della classe operaia. Visto il clima di grande tensione presente in città il sindaco potrebbe aver ritenuto inopportuno per ragioni di ordine pubblico leggere le lettere raccolte. Tra l'altro, in quelle missive, di patriottico c'era ben poco. In esse si raccontavano storie di uomini semplici, dei loro sentimenti, delle loro paure; si parlava di un pacco in arrivo da casa, di una fotografia dei figli, del lavoro che si è lasciato, della trebbiatura o della vendemmia.  Nessuna traccia di gesta eroiche, il nemico non compare mai. Con il passare del tempo è sempre più forte il desiderio della pace, di ritornare a casa, non importa se da vincitori o da vinti. Il sindaco deve aver pensato che diffondere quelle lettere avrebbe avuto l'effetto contrario a quello voluto. Meglio allora far finta di niente, lasciarle nel plico senza nemmeno restituirle ai familiari e fare una commemorazione utilizzando i soliti discorsi retorici dell'epoca. Il fondo è rimasto in archivio dimenticato da tutti fino al 1981, quando il Comitato unitario per la difesa delle Istituzioni repubblicane del Comune di Cecina curò una pubblicazione di parte delle lettere con una prefazione del sindaco Cioni.  A partire dal 4 Novembre 1921, quando si ebbe a Roma la sepoltura del Milite Ignoto all'Altare della Patria, in ogni paese d'Italia, in onore dei caduti, s'intitolarono vie, si realizzarono parchi della Rimembranza e monumenti.  Anche Cecina ebbe il suo Viale della Rimembranza che portava direttamente all'ingresso principale del cimitero. Ai lati furono piantati tanti cipressi quanti soldati erano caduti; su ogni albero fu applicata una targhetta recante il nome di una vittima. Simboli e luoghi ormai dimenticati.  Oggi quel Viale non è più nemmeno l'entrata principale del cimitero; le targhette con i nomi dei caduti non ci sono più. Solo un'anziana signora è stata vista deporre per tanti anni mazzi di fiori vicino ad un cipresso; un modo per non dimenticare quei poveri soldati. (Damiano Leonetti è un ingegnere cecinese, appassionato e studioso di storia della prima guerra mondiale).

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