Il presidio
LA RUBRICA DEL MEDICO
Se stomaco e intestino fan le bizze
Gian Ugo Berti
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La compagnia Punta Corsara 2 MINUTI DI LETTURA
Meglio aver paura che toccarne", dice un vecchio adagio toscano ed in tema di salute è sempre bene non sottovalutare i disturbi,anche se apparentemente modesti o transitori. Così, quando qualcosa non va nel tubo digerente (continuo senso di peso allo stomaco, difficoltà a digerire, cambio della normale attività intestinale, ma anche tracce di sangue nelle feci), opportuno è parlarne con il medico. Sono tutti segnali, più o meno diretti, che qualcosa probabilmente si stia purtroppo concretizzando e quindi sia opportuno verificare. Nel settore dei tumori, in particolare, la diagnosi precoce riveste ancor più importanza e,ad aiutarci in tal senso, si dispone oggi di validi esami (strumentali e clinici) in grado di fare chiarezza. Esistono infatti casi che danno segno di è solo quando si sia creata la massa, capace poi di manifestarsi a causa della compressione diretta sulle pareti digestive o,nella sfortuna, quando appaia la metastasi. Come si è detto a Milano ad un incontro stampa promosso da Novartis, si tratta di una situazione provocata anche da un tipo raro di tumori (60 casi l'anno in Italia), i cosidetti Gist (masse a struttura particolarmente dura e compatta). Se ne può sospettare però la presenza soltanto in corso di indagini routinarie. Se fosse localizzato in un'unica sede, si è aggiunto nella manifestazione cui ha partecipato l'associazione dei pazienti stessi (info@gistonline.it),la cura è quella chirurgica con l'asportazione della massa stessa oppure farmacologica. Resistenti inoltre alla chemioterapia, hanno però recentemente trovato un valido supporto in una molecola già in uso per una particolare forma di leucemia, la mieloide cronica. Positivi,infatti,si sono dimostrati i vantaggi dall'uso dell'Imatinib. Studi inoltre più appropriati - presentati al congresso dell'American society of clinical oncology (Asco) - hanno messo in luce un valido riscontro in questo tipo di tumore solido. Dopo 5 anni dall'intervento, il 66 per cento dei pazienti non aveva presentato ripetizioni della malattia e c'era una sopravvivenza del 92 per cento.
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