Il Tirreno

FONDAZIONE GEIGER

Ultimo giorno per le natività napoletane

Federica Lessi

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CECINA. Nella sala espositiva della Fondazione Geiger si può fare un viaggio affascinante nella tradizione del presepe napoletano.  Il mondo che si apre agli occhi incantati di grandi e piccini è quello creato da Armando Piscitelli, napoletano di 49 anni che ha deciso di proseguire le tradizioni della sua terra raccogliendo un'eredità familiare di cultura e passione per il presepe.  Le numerose figure o "pastori" dei presepi esposti testimoniano la fedeltà all'arte presepiale del Settecento, quando il regno di Carlo di Borbone promosse tutte le arti compresa quella per la quale i sovrani avevano una personale dedizione (secondo la tradizione Carlo scolpì diverse statuine cui Amalia cucì i vestiti). I due pezzi originali esposti - il "Banco dell'arrotino" e il "Ciabattino" - sono infatti opera di due artisti del Settecento, Felice Bottigliero e Lorenzo Mosca. L'usanza di allestire presepi privati, accolta dalle famiglie aristocratiche, divenne popolare come il carattere di cui si tinsero le scene che, invadendo l'annuncio ai pastori e la Natività, si esalta nella taverna con i suoi mille volti di avventori e i mestieri degli artigiani, i venditori e i musicanti. Tutti i pezzi esposti sono stati ricreati da Piscitelli e dal suo laboratorio con le tecniche dell'epoca, dallo studio di ogni personaggio, la scultura del volto, gli occhi in vetro soffiato, la costruzione di un manichino in filo di ferro che viene poi sagomato con la stoppa e vestito di costumi fedeli agli originali. Ogni figura assume una postura e una caratteristica spiccata anche grazie agli ornamenti di superba fattura, ed è emotivamente connotata con i gesti e l'espressione. Ultimo giorno quello di oggi per visitare la mostra che sarà aperta dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 con ingresso libero.  Info: www.fondazionegeiger.it.

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