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La chiesa della Compagnia diventerà santuario? Lo chiede la Confraternita
Lorenzo Creatini
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Il coro della parrocchia di Montescudaio si è esibito durante le celebrazioni 2 MINUTI DI LETTURA
MONTESCUDAIO. Con il trasferimento delle statue nella chiesa della Compagnia, si sono conclusi i festeggiamenti quinquennali in onore della Santissima Annunziata. Un'edizione, la tredicesima (la prima risale al 1945) caratterizzata da una straordinaria presenza di fedeli e da una comunità che una volta ancora ha mostrato tutta la sua devozione mariana. Un paese illuminato come da tradizione, che per nove giorni si è vestito a festa abbellendo le strade ed addobbando balconi e finestre per accogliere in ognuno dei tre rioni la statua della Vergine e dell'arcangelo Gabriele: Borgo, Piazza Poggiarello - S. Antonio e Piazzetta hanno allestito gli altari per ospitare le celebrazioni eucaristiche della "Festona". Perché è così che a Montescudaio è chiamata questa festa, tant'è l'attaccamento e la riconoscenza che i fedeli nutrono verso le immagini in terracotta dell'Angelo e della Madonna che dalla fine del 1400 sono custodite e venerate nella chiesa della Compagnia. Una chiesa (o meglio un Oratorio) che, a conclusione della solenne Processione per le vie del paese, il governatore della Confraternita Emilia Baccini di fronte al vescovo di Volterra monsignor Silvani e all'arcivescovo di Pisa monsignor Plotti, non ha esitato a chiedere di elevare a santuario di tutta la Bassa Val di Cecina. È stato un finale a sorpresa, una richiesta inaspettata che in attesa di sapere se sarà accolta ha riscosso gli applausi scroscianti di un'intera comunità chiudendo di fatto i festeggiamenti. I fuochi d'artificio, che negli ultimi anni hanno contraddistinto l'appuntamento e che pure erano in programma, quest'anno non ci sono stati: gli organizzatori hanno devoluto la somma stanziata in beneficenza.
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