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il caso

A Villa Ginori allarme (rientrato) sui materiali usati per i lavori nel parcheggio

Claudia Guarino
L'ingresso della base logistica di Marina di Cecina (foto Michele Falorni/Silvi)
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L'ingresso della base logistica di Marina di Cecina (foto Michele Falorni/Silvi)

Cecina, Legambiente nega che i volantini accusatori siano suoi. Solvay spiega: «Nessun scarto, è solo calcare di cava»

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CECINA. La caserma di Villa Ginori sistema il parcheggio interno e si scatena il putiferio. Con i cittadini che telefonano al Tirreno per segnalare la presenza di polvere e cattivo odore e con volantini di protesta lasciati sulle auto in sosta. «Hanno usato il materiale della Solvay. Lo so perché ho seguito un camion e ho visto che andava alla Solvay», dice un cittadino che preferisce non comparire col suo nome. Sversano materiale inerte scarto delle lavorazioni Solvay», racconta un volantino firmato da Legambiente che di Legambiente non è. Ma la Solvay smentisce: non di aver fornito il materiale, ma dice che nessuno scarto di lavorazione è stato utilizzato per i lavori. «È solo calcare di cava», fanno sapere dall'industria. Legambiente, da parte sua, sostiene di non essere l'autrice del volantino già menzionato. «Qualcuno ha usato il nostro nome e il nostro marchio. Quel foglio non è nostro», dice Angelo Ferrara, Legambiente Costa Etrusca. Ma andiamo con ordine e riepiloghiamo tutta la questione.

Lavori nel parcheggio
Giorni fa sono stati aperti i cantieri nel perimetro interno alla caserma di Villa Ginori, a Marina di Cecina. I lavori, che adesso dovrebbero essere terminati, hanno riguardato la sistemazione del parcheggio. Gli interventi hanno attirato l'attenzione di alcuni residenti perché, dice chi vive in zona, dalla caserma si alzava la polvere e provenivano cattivi odori.

Spunta un volantino
E ben presto in città ha cominciato a circolare la voce che per rifare il parcheggio i militari abbiano utilizzato materiale pericoloso proveniente dalla Solvay. È spuntato anche un volantino, contenente qualche errore di battitura, che è riportato nella foto qui sopra. Prima del testo c'è il simbolo di Legambiente. «Avviso importante a tutti gli abitanti di Marina di Cecina - si legge nel foglio - I militari della caserma stanno sversando nelle aree di parcheggio materiale inerte scarto delle lavorazioni della Solvay. L'area deve essere completamente sgombrata da tale materiale e totalmente bonificata». Segue una stampa e la dicitura "vogliamo un mondo pulito".

«Non è nostro»
Ma l'associazione ambientalista prende le distanze dal volantino. «Hanno copiato il logo e hanno lasciato il foglio sulle auto - spiega Ferrara - Ma il volantino non è nostro. Abbiamo già informato le autorità e cercheremo di capire chi l'ha distribuito utilizzando il nome di Legambiente». Così, tra un volantino lasciato in giro e un post rilanciato attraverso Facebook, si è diffusa a Cecina la voce dell'impiego di materiali ipoteticamente pericolosi nella zona di Marina.

«Calcare di cava»
Che Solvay abbia fornito il necessario per i lavori nel parcheggio di Villa Ginori è vero, come confermano dalla stessa industria. Ma, nello stesso tempo, dalla Solvay smentiscono che si tratti di materiale nocivo alla salute. «È calcare proveniente dalla cava di San Carlo - dicono dall'azienda di Rosignano - È un prodotto che Solvay commercializza da tanto tempo ed è legalmente registrato, oltre che dotato, alla consegna, della scheda tecnica di sicurezza». Insomma, spiegando di aver fornito il materiale per i lavori nel perimetro della base logistica di Villa Ginori, Solvay ne chiarisce la natura. «Non sono stati usati scarti di lavorazione. Si tratta di materiale proveniente dalla cava di calcare, che peraltro utilizziamo come materia prima. Non è dunque pericoloso».

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