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Controlli e demolizioni su ponti e viadotti della vecchia Aurelia
Sorvegliati speciali i passi sul Fine, Arancio e Masaccio. Via i piloni del vecchio tracciato sul corso d’acqua solvaino
ROSIGNANO. Un drone per verificare lo stato di ponti e viadotti della vecchia Aurelia, per osservare da vicino là dove l’uomo non può arrivare senza rischi. L’amministrazione Donati ha messo sotto osservazione speciale il ponte sul botro Arancio e quello sul fosso Masaccio a Castiglioncello, oltre al ponte sul fiume Fine a Rosignano Solvay, affidando il servizio di monitoraggio alla lucchese "Terra & Aria snc".
I sopralluoghi dovranno verificare lo stato di apparecchi di appoggio, archi cavalletti, pile, piediritti, solette, travate, traversi e ogni altro elemento strutturale.L’operazione ha un costo complessivo per le casse comunali di 12mila euro (più Iva e contributi previdenziali), e che dovrà essere completata entro il 30 novembre, in modo da avere una relazione completa non oltre il 15 gennaio 2020.
A un anno esatto dal crollo del ponte Morandi di Genova, che scosse profondamente l’opinione pubblica, e a poche ore dal cedimento di due maxi canaline (bestioni di plastica lunghi quasi tre metri l’uno) dei cavi elettrici, il Comune di Rosignano mette dunque la sicurezza al primo posto, e non solo a livello "teorico". Con una determina siglata pochi giorni fa dal dirigente Andrea Immorali infatti si dà il via al primo lotto di interventi per la regimazione idraulica, cioè la regolazione della portata, del fiume Fine.
L’intervento, spettacolare, consiste nella demolizione in alveo (cioè nel letto del corso d’acqua) dei resti dei vecchi ponti sempre in prossimità della vecchia Aurelia.In questo caso i lavori sono stati affidati alla livornese Abate srl per una cifra di poco inferiore a 40mila euro (più Iva e oneri per la sicurezza). La demolizione, a opera di un escavatore attrezzato di martellone idraulico, farà scomparire i quattro piloni di appoggio del vecchio tracciato del ponte, cioè i due rettangoli e i due esagoni di cemento armato che affiorano a pelo d’acqua, per un totale di circa 240 metri cubi di materiale da smaltire.
I detriti così ottenuti verranno deferrizzati: verrà cioè separata la componente ferrosa. Per consentire lo svolgimento delle manovre di demolizione sono stati autorizzati interventi di modifica dell’area circostante ai quattro piloni. Completate le operazioni di carico, trasporto e conferimento dei detriti negli impianti di recupero autorizzati, il luogo verrà ripristinato.
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