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Poli Sapori Toscana srl: da bottega a industria, ottant’anni di qualità

Poli Sapori Toscana srl: da bottega a industria, ottant’anni di qualità

L’azienda di Stabbia (Fi) nata nel 1946 è specializzata in salumi per la grande distribuzione organizzata

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Ci sono storie d’impresa che attraversano le generazioni, conservando le proprie radici e rinnovandosi per affrontare le sfide del mercato. È il caso di Poli Sapori Toscana, realtà nata nel 1946, nel difficile periodo del dopoguerra, dalla volontà di Natale Poli, nonno dell’attuale titolare Emiliano Poli che guida l’azienda insieme ad Alessandro Salvadori. Una storia iniziata con la macelleria Poli, a San Miniato (PI), proseguita con i figli Giuseppe e Bernardo Poli, padre di Emiliano, i quali intrapresero l’attività di produzione dei salumi nei locali predisposti sotto bottega per soddisfare le richieste di distributori locali è arrivata oggi a una nuova fase di sviluppo, nella quale la tradizione toscana incontra l’industria. A raccontare questa realtà è proprio Emiliano Poli: «La tradizione non è mai stata messa da parte, l’azienda ha continuato la produzione di salumi, recuperando un sapere che appartiene da sempre alla nostra identità. Tra il 2018 e il 2019 ha così preso forma il progetto di un nuovo polo produttivo industriale a Stabbia (FI), un passaggio significativo di un’evoluzione che ha dato risultati soddisfacenti nell’ultimo periodo. Un progetto che portiamo avanti con il contributo di Samuele Pazzaglia e Luca Maggiorelli, impegnati nell’area commerciale».

Prodotti

Il legame con il territorio rappresenta uno degli elementi centrali dell’identità di Poli Sapori Toscana che propone prodotti tipici toscani come la Finocchiona IGP e la Cinta Senese DOP mantenendo un rapporto diretto con la tradizione salumiera regionale. L’azienda lavora carni suine provenienti dalla filiera toscana, sottoposte a macellazione e lavorazione in Toscana, nel solco di una cultura produttiva radicata nel territorio. «La tradizione viene prima della certificazione: il saper fare appartiene alla nostra storia e lo abbiamo innato, da molto prima che arrivassero i riconoscimenti formali», afferma. Per preservare le caratteristiche dei prodotti, dunque, un ruolo fondamentale è affidato alla selezione dei fornitori: «La scelta delle materie prime è sottoposta a criteri rigorosi, perché la qualità iniziale e l’affidabilità dell’approvvigionamento sono elementi essenziali per evitare che fattori esterni possano influenzare il risultato finale. Attualmente, circa l’80% della materia prima utilizzata in termini di fatturato è italiana, in particolare toscana, mentre il restante 20% riguarda sgambati stagionati realizzati con carne di origine comunitaria. L’obiettivo è arrivare progressivamente al 100% di materia prima italiana e toscana, un traguardo che dipende anche dalle fluttuazioni del mercato e dalla disponibilità delle forniture». Parallelamente, l’azienda lavora per far comprendere ai clienti il valore concreto di questa scelta e il differenziale qualitativo che può rappresentare.

Certificazioni

La qualità parte dalle certificazioni: «A testimoniare il legame con la produzione regionale contribuisce anche la certificazione di filiera toscana ottenuta per il salame, la sbriciolona e le salsicce, tutti prodotti che facciamo toscani al 100%». C’è poi quella di prodotto biologico, rilasciata a livello europeo per confermare che la produzione (animale o vegetale) avvenga nel rispetto delle risorse ambientali e del benessere animale, al fine di avere un impatto minore. Infine, con “Suolo e salute” si attesta l’avvenimento di alcuni eventi specifici (tra cui macellazione, commercializzazione e allevamento) all’interno della regione. Si tratta di un dato fondamentale per la tracciabilità, la rintracciabilità e il mantenimento di forniture di primissima qualità. Con la BRCS, ad esempio, richiesta per export in UK, si attesta il mantenimento e il rispetto delle norme della sicurezza alimentare al fine di ottenere un prodotto sicuro e di qualità attraverso lo studio, l’uso e l’implementazione del piano di HACCP. Le aziende con questa certificazione sono soggette ad audit relativi al rispetto di regole e parametri stabiliti per legge. Lo stesso vale per la certificazione IFS indispensabile per approcciarsi al mondo della GDO in Europa.

Metodo

Alla base del metodo di Poli Sapori c’è l’equilibrio tra tradizione artigianale e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di aumentare la capacità produttiva senza rinunciare alla qualità che contraddistingue i prodotti. Le ricette restano quelle di sempre, mentre l’introduzione dei macchinari ha permesso di velocizzare i processi produttivi e rendere più efficiente il lavoro. In questa direzione si inserisce anche il progetto di ampliamento, pensato per rispondere al surplus di ordinativi che sta arrivando e cogliere le nuove opportunità di crescita. «Non vogliamo perdere la qualità della bottega del passato, trasferendo quel modo di lavorare in una visione industriale – spiega – Questo non significa necessariamente abbandonare le attenzioni e le caratteristiche tipiche della produzione artigianale». Questa filosofia emerge chiaramente anche nella cura del packaging, che per circa il 70% viene ancora realizzato manualmente. Le confezioni in uscita dai macchinari vengono controllate e, al momento della spedizione, incartate con la carta paglia utilizzata un tempo dalle nonne. Un segno dell’attenzione al dettaglio. Accanto al lavoro manuale, Poli Sapori ha introdotto recentemente nuove tecnologie dedicate al controllo della qualità. Si tratta di dispositivi in grado di certificare la conformità di ogni singolo pezzo in uscita, con l’obiettivo di azzerare i prodotti difettosi. La tecnologia consente inoltre di tracciare il flusso produttivo e verificare che ogni prodotto abbia superato i controlli previsti ed essere quindi approvato. A garantire il rispetto di questi standard è anche l’ufficio qualità, interamente dedicato alle verifiche e ai controlli, con un responsabile incaricato di gestire tutti i processi relativi ai prodotti. L’attenzione dell’azienda, tuttavia, non si limita alla produzione, ma si estende anche alle persone: «Siamo particolarmente attenti al benessere di dipendenti e collaboratori, cercando di coinvolgere le famiglie del territorio. Vogliamo renderli partecipi del percorso aziendale, promuovendo il coinvolgimento e la responsabilizzazione di ciascuno.


 

Attenzione all’estero

Lo sguardo di Poli Sapori Toscana è sempre più rivolto oltre i confini nazionali, con un percorso di internazionalizzazione che negli ultimi anni ha assunto una dimensione strutturale. Alla base c’è la volontà di valorizzare il controllo dell’intera filiera, l’attenzione alla distribuzione, le certificazioni e gli impianti produttivi, elementi che l’azienda considera un differenziale competitivo sui mercati esteri. La presenza internazionale riguarda già diversi Paesi europei, tra cui Germania, Svizzera, Danimarca, Svezia, Olanda, Slovenia, Slovacchia e Repubblica Ceca. «All’estero non si guarda esclusivamente al prezzo, ma anche al differenziale che un’azienda è in grado di offrire – spiega – siamo convinti di avere ancora ampi margini di crescita. Siamo un diamante grezzo che può essere oggetto di uno sviluppo importante all’estero. La strategia comprende la possibilità di creare società controllate e presidi locali, capaci di garantire una presenza diretta nei mercati di riferimento. Un conto è avere una collaborazione, un altro è costruire un rapporto di fiducia attraverso una presenza in loco. Stiamo lavorando in questa direzione». Il mondo offre numerose opportunità, ma per il momento l’azienda intende concentrarsi soprattutto sull’Europa, individuando le priorità di espansione attraverso un’attenta selezione dei mercati. «Le idee non mancano e sono attualmente in fase di approfondimento, con un approccio prudente – sottolinea – La nostra natura B2B rende fondamentali le relazioni, i contatti e la fiducia tra partner. Ad esempio, abbiamo preso in considerazione anche la possibilità di sviluppare il mercato anglosassone, nonostante le resistenze e le difficoltà incontrate nel Regno Unito dopo la Brexit. Un mercato importante, sul quale Poli Sapori ha già effettuato alcuni test e per il quale è stata ipotizzata la creazione di una prima società controllata nell’ecosistema londinese». Conclude: «La nostra fortuna è quella di poter lavorare con interlocutori molto diversi, dalla grande distribuzione organizzata ai piccoli distributori, sia in Italia sia all’estero. È un approccio a 360 gradi, che coinvolge l’intero comparto e permette di diversificare le opportunità commerciali, e lo stesso vale per la varietà della clientela».

Per informazioni: www.polisapori.it

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