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Punta Ala ridefinisce la sua Marina: tra mare, terra e cultura in un progetto da 70 milioni per guardare al futuro

Punta Ala ridefinisce la sua Marina: tra mare, terra e cultura in un progetto da 70 milioni per guardare al futuro

L’intervista al Presidente Alessandro Fantini sull’avvenire dello storico approdo maremmano

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La storia di Marina di Punta Ala si prepara a un nuovo, ambizioso capitolo, segnato da un investiment strategico di circa 70 milioni di euro. L’obiettivo non è semplicemente incrementare la capacità ricettiva, ma trasformare radicalmente il concetto stesso di porto, evolvendo da punto di ormeggio a cuore pulsante di un territorio. Il Presidente Alessandro Fantini, in una riflessione sulle prospettive della struttura, ha tracciato il solco di questo cambiamento: “Fino a qualche tempo fa il porto era semplicemente un approdo dove si ormeggiava la barca e il nostro marina si distingueva per qualità dei servizi nautici, efficienza e sicurezza. Oggi questo non è più sufficiente: chi arriva cerca un altro tipo di servizio e ambiente, vuole un luogo in cui vivere il proprio tempo libero e che sia punto di congiunzione tra mare e territorio retrostante. Non più il marina come luogo di approdo, dunque, ma punto di accesso al territorio in cui è inserito”.

Nautica d’alto profilo e sostenibilità

La visione del Marina di Punta Ala S.p.A. si traduce in un progetto concreto di espansione. Quello che stiamo realizzando è l’ampliamento del nostro porto per accogliere tipologie di imbarcazioni che ora non troverebbero approdo: barche fino a 70 metri, a cui forniremo servizi ancora migliori, esclusivi e ritagliati sulle esigenze degli armatori, mentre il cantiere, cuore pulsante delle attività tecniche, è destinato a triplicare la propria estensione, aprendo le porte a servizi di retrofitting e post-vendita di altissimo livello.”, spiega il Presidente. Questo salto dimensionale risponde a una precisa logica economica: “Ci tengo a precisare che la nautica non è solo un lusso: è un elemento dell’economia reale. Per ogni euro che si investe nella filiera si crea un risvolto enorme in altri settori, e poi si accede a un territorio con un indotto importante per turismo e ristorazione”. Per questo la struttura, che si è sempre posta come base ideale per chi desidera esplorare navigando l’arcipelago toscano o godere delle attività ricreative come il golf e il polo, intende confermarsi come un punto di partenza privilegiato anche per la scoperta dell’entroterra : i borghi, il paesaggio, l’arte, l’archeologia, le cantine, la gastronomia. C’è poi l’aspetto della sostenibilità “Il nostro intervento ha come caratteristica il rispetto dell’ambiente: non vogliamo rompere l’armonia che dagli anni Sessanta a oggi ha permesso di mantenere Marina di Punta Ala in grande equilibrio. Qui il mare non si limita a essere attraversa- to, ma viene vissuto”, sottolinea Fantini.

Oltre l’ormeggio: l’offerta culturale

L’eccellenza di Marina di Punta Ala passa anche attraverso un’offerta di intrattenimento che va oltre il classico servizio portuale, trasformando la sosta in un’esperienza culturale. La collaborazione con enti prestigiosi testimonia una volontà precisa di elevare il livello dell’accoglienza: “Non siamo solo Corporate Golden Donor del Fai, ma da alcuni anni abbiamo incrementato anche l’aspetto dell’intrattenimento dei nostri ospiti nel periodo estivo, con un livello piuttosto alto: collabo- razioni con l’Accademia del Maggio Fiorentino, l’Orchestra Sinfonica di Grosseto, famosi artisti della scena jazz e pop, incontri con importanti scrittori. Quando gli ospiti scendono dalla barca, possono così trovare anche un’accoglienza culturale all’altezza”.

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