Ausonia Energia, da un’eccellenza pisana parte la sfida delle CER
La società punta a costruire una rete di comunità energetiche rinnovabili
Costruire un nuovo modo di produrre e consumare energia, fondato sulla condivisione, sulla partecipazione attiva dei territori e sulla sostenibilità economica di lungo periodo. È questa la visione che guida il progetto di Ausonia Energia, società costituita a Pisa nel 2023 ma nata dall’esperienza ultraventennale dei suoi fondatori nel settore della fornitura energetica. Un’iniziativa che si inserisce in uno dei passaggi più delicati e strategici della transizione energetica italiana: lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili.
Un nuovo paradigma
Le CER rappresentano oggi una delle opportunità più concrete per ridurre i costi dell’energia, aumentare l’autonomia dei territori e accelerare la decarbonizzazione. “Non partiamo da zero – spiega il presidente e co-fondatore Nicola Trivella – ma da una lunga esperienza nel mercato dell’energia. Con questo progetto innovativo vogliamo trasformare il modello tradizionale di vendita in qualcosa di più stabile, partecipato e sostenibile”.
Il cuore della proposta è la creazione di comunità locali che ruotano attorno a impianti fotovoltaici di proprietà: cittadini, imprese e comuni condividono l’energia prodotta e beneficiano degli incentivi garantiti dallo Stato attraverso il GSE, riducendo al tempo stesso l’esposizione alle oscillazioni del mercato.
“L’obiettivo è offrire tariffe migliori rispetto a quelle attuali e costruire una base di clienti fidelizzati, non soggetti al cosiddetto turismo energetico”, sottolinea Trivella.
Le tappe del percorso
Il progetto si fonda su una governance strutturata e su competenze complementari in ambito imprenditoriale, tecnico e finanziario, supportate dall’advisor Deloitte Tax & Legal per la pianificazione della crescita e la solidità del veicolo societario.
Un’impostazione che guarda lontano: la roadmap prevede l’avvio dei primi impianti nel 2026 e una crescita progressiva fino a raggiungere, entro il 2030, una dimensione nazionale. In un mercato ancora giovane, con poche CER operative ma sostenuto da un quadro normativo favorevole e da una forte attenzione ai criteri ESG, il progetto si propone quindi come un vero e proprio ponte tra innovazione e territorio.
“Le grandi utility si muovono solo quando esiste una massa critica – conclude Trivella – noi lavoriamo per costruirla, partendo dalle comunità”. Una sfida che nasce in Toscana ma che ambisce a ridisegnare il futuro dell’energia condivisa in Italia.
Un mercato ancora agli inizi che attira investitori e utility
Il settore delle Comunità Energetiche Rinnovabili rappresenta oggi una delle opportunità più interessanti della transizione energetica italiana. All’inizio del 2025 le CER operative erano meno di dieci, ma il quadro normativo favorevole, le tariffe incentivanti del GSE e la semplificazione amministrativa stanno accelerando lo sviluppo del mercato. In questo scenario Ausonia Energia si colloca in una posizione strategica: non come competitor diretto delle grandi utility, ma come potenziale target di acquisizione una volta raggiunta la massa critica. I principali operatori nazionali, infatti, preferiscono integrare realtà già strutturate con portafogli clienti consolidati. Il focus ESG e l’impatto ambientale positivo rendono il modello particolarmente attrattivo anche per fondi di investimento e family office. “Ogni impianto si autofinanzia con la vendita dell energia prodotta – evidenzia Trivella – ed è questo che rende il progetto solido e pronto per il futuro”. Una visione che guarda al 2030, quando Ausonia punta a presentarsi come player nazionale specializzato nelle CER, nato in Toscana ma con ambizioni ben oltre i confini regionali.
Strategia di business, da una parte Operatore di Vendita dell’Energia, dall’altra creatore di Cer
Un modello a doppio motore per favorire la transizione “green”
Il progetto di Ausonia Energia si fonda su un modello operativo integrato che unisce due anime complementari: la vendita diretta di energia elettrica e gas a clienti domestici e Pmi e lo sviluppo di impianti fotovoltaici di proprietà, funzionali alla creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili. Un’impostazione pensata per garantire stabilità economica e crescita scalabile, senza dipendere da partner esterni.
Tra stabilità e crescita
Sul fronte della fornitura, l’azienda propone offerte basate su vantaggi economici solidi, con marginalità derivanti da componenti come il Prezzo Corrispettivo Variabile e servizi digitali. Parallelamente, ogni nuovo impianto fotovoltaico abilita la nascita di una CER locale, capace di fidelizzare cittadini, imprese e comuni attraverso incentivi garantiti dallo Stato e una partecipazione attiva alla produzione di energia. “Le grandi utility non lavorano sul singolo territorio o sul cliente uno a uno – osserva Trivella –, noi invece costruiamo valore partendo dalle comunità locali”.
È proprio questa impostazione a rendere il modello replicabile: più impianti significano più CER e una base clienti sempre più ampia e stabile. Tutti i progetti sono standardizzati per ridurre i rischi autorizzativi e aumentare la bancabilità. Secondo la roadmap aziendale, tra il 2026 e il 2027 verranno realizzati i primi tre impianti e attivate le prime comunità energetiche, con una base iniziale di circa 3.000 clienti. La fase successiva prevede un’espansione fino a 10-15 impianti e 30.000 clienti complessivi entro il 2030. “Non possiamo competere sui volumi con i grandi colossi – conclude Trivella – ma possiamo innovare il modo di acquisire e mantenere i clienti, offrendo un’alternativa concreta e sostenibile al mercato tradizionale”.

