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L’a.s.d. Alberese: dal pallone... alla griglia
È alle porte la tradizionale “Festa della Vacca Maremmana”, giunta quest’anno alla 20esima edizione e come tradizione offre due week-end all’insegna della gastronomia e dell’allegria. Per addentrarci nello specifico, chiediamo lumi al vice presidente dell’a.s.d. Alberese, Roberto Martellucci.
«Si tratta di sette giorni, dal 22 aprile al 1° maggio, durante i quali la nostra comunità vive un clima di festa e di socializzazione. Questo potremmo definirlo il prologo a quella che sarà la vera e propria Festa che si terrà a cavallo del Ferragosto, circa quindici giorni che vanno dall’11 al 28 agosto. Tra queste due manifestazioni, la nostra Associazione organizzerà un ulteriore evento dedicato alla rievocazione (storica) della trebbiatura nell’aia del grano, nei giorni 15 e 16 luglio».
Per coinvolgere ulteriormente il paese, durante l’anno gli organizzatori si prendono carico di altre iniziative, tra cui la festa dell’Epifania e quella del Carnevale, oltre a serate a tema come quella dedicata ai funghi o ancora, alle castagne. Insomma tutto ciò che può servire per trascorrere momenti di serenità in compagnia. Si tratta sicuramente di avvenimenti impegnativi di cui l’a.s.d. Alberese se ne occupa a tutto tondo.
«Il gruppo calcistico – prosegue Martellucci – si fa carico, ormai da anni di tutto ciò che concerne l’organizzazione di questi eventi, basti pensare che solo una ventina di anni fa, organizzavamo ogni settimana, una serata danzante, il cui successo era enorme, poi i tempi e le abitudini sono cambiati, se a questo aggiungiamo i due anni, forse più, di lockdown che hanno cancellato tutte le manifestazioni aggregative, è facile capire quanto sia stata difficile la ripartenza. Ma i ragazzi non si sono persi d’animo e il loro entusiasmo è stato contagioso e la spinta per una ripartenza alla grande. Tutto ciò che riusciamo ad organizzare – dice con comprensibile soddisfazione – fa registrare sistematicamente il sold out (termine in uso oggi)».
Le finalità di tutto questo lavoro sono due: rinsaldare il legame della collettività e sostenere il mantenimento della squadra di calcio impegnata nel campionato LND di seconda categoria. Una squadra che esiste da ben... 75 anni!
È recente l’allestimento di una scuola calcio dedicata ai giovani e giovanissimi del paese e dintorni. L’Associazione conta 20 consiglieri, affiancati ed aiutati dai familiari: mogli e figli, quotidianamente impegnati nella crescita e nel miglioramento delle strutture, infatti uno dei progetti imminenti e prioritari, è l’allestimento di un grande locale che possa ospitare incontri e manifestazioni anche nel periodo invernale.
«Con la costruzione di una struttura del genere – continua Martellucci – saremmo in grado di organizzare una serie di eventi durante l’anno, il tutto finalizzato al miglioramento del tempo libero che diventa poi, un importante momento d’incontro».
Per tornare alla Festa vera e propria, una delle caratteristiche principali è quella di ammirare gli allevamenti di vacca maremmana, purtroppo in via di estinzione, al puro allo stato brado. Ciò è possibile in quanto Alberese ha la fortuna e la particolarità di essere all’interno del Parco naturale di Maremma. La vasta disponibilità di terreni, che all’nizio del novecento erano una vasta zona paludosa, oggi permettono il mantenimento di questa razza del tutto particolare perché vive all’aperto, partorisce all’aperto e sempre all’aperto consuma la propria esistenza, senza aver mai bisogno di un qualsiasi ricovero.
Tutte queste caratteristiche fanno sì che le sue carni abbiamo una consistenza e un sapore particolari, più spiccato, adatto ai veri buongustai di carne. «Facciamo dei tagli particolari – precisa Martellucci – che consentono di gustarla alla brace, che è un classico, e arrosto. Il piatto principe è il “peposo” seguito dallo stracotto, una specie di spezzatino, lasciato cuocere a lungo, insaporito con spezie ed altri ingredienti diciamo... “segreti”». Per concludere è d’obbligo una riflessione: queste manifestazioni sono rimaste una ricchezza da custodire gelosamente perché è attraverso i momenti che fa vivere che una comunità conserva e rivive la propria identità.
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