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Suveraia Wines, dove il vino è “Femmina”

Suveraia Wines, dove il vino è “Femmina”

La storia di una giovane donna e del suo legame inscindibile con la terra dove è cresciuta, ci racconta di tradizione e innovazione, di vigneti autoctoni e nuovi metodi di vinificazione, di opportunità e di un’anima green, ma soprattutto di profumi e di sensazioni gustative legati a vini tutti al femminile

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Ilaria è una forza della natura, figlia di una terra vigorosa, selvaggia e seducente, che lei ha saputo “trattare” con amore e passione per trarne i frutti migliori. Erano gli anni ’40 quando il nonno di Ilaria Camerini acquistò un piccolo appezzamento di terreno nell’alta Maremma grossetana, che poi è diventato la Società Agricola Suveraia. Con il tempo la proprietà si è arricchita di nuovi terreni e coltivazioni, e dell’introduzione in vigna di numerose varietà autoctone: oltre al Sangiovese, con filari che superano i trent’anni di età, vennero impiantate cultivar locali come il vermentino e altri vitigni internazionali. E poi sono arrivate le donne e la vigna è diventata il cuore dell’azienda, fino ad allora legata ad una concezione tradizionale della campagna e alla produzione di vino sfuso. È stata mamma Lelia nei primi anni novanta ad aver capito che alla Suveraia si poteva produrre vino di elevati contenuti qualitativi e a dare un cambiamento di rotta, valorizzando l’esperienza vinicola maturata, con l’adozione di nuovi sistemi di coltivazione e moderne tecniche di produzione, che hanno condotto in poco tempo l’azienda a raggiungere standard qualitativi elevati e l’esportazione all’estero.

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È lei che ha messo il prodotto sul mercato, dandogli la prima immagine, per poi passare il testimone a Ilaria, dopo la laurea in enologia, che lo ha accolto con entusiasmo, mettendo tutte le sue energie e il suo cuore nella gestione della Suveraia e soprattutto nella produzione di vini che hanno raggiunto l’eccellenza. Insieme a Ilaria, fin dall’inizio, ci sono sempre stati l’enologo dott. Leonardo Conti e gli agronomi dottor Stefano Dini e dottor Dario Ceccatelli. «Quando ho preso in mano l’azienda nel 2008 – racconta Ilaria - era già abbastanza consolidata una certa crisi del mercato. Le esportazioni con l’America si interruppero e la situazione si fece abbastanza critica, tanto da farmi decidere che l’unica possibilità per sopravvivere era uscire dal mucchio. Dovevo trovare la chiave giusta per farlo». E la chiave giusta Ilaria l’ha trovata, inventando un prodotto tutto suo, un rosato fermo, in un periodo in cui i vini rosati non c’erano ancora, a cui ha dato il nome “Femmina”. Un vino che nasce da monovitigno Sangiovese, ha un aroma di piccoli frutti del sottobosco ed è piacevole, caldo ed equilibrato; l’abbinamento con salumi, formaggi freschi, carni bianche e piatti di pesce saporiti, lo rende perfetto anche per l’aperitivo.  «Il mio intento era di aprire un canale con i giovani – continua Ilaria - legando “Femmina” agli aperitivi di respiro più internazionale, con musica, amici, figli degli amici, per cui ho coinvolto gli alberghi pisani ed è stato un grande successo, prima nella mia città e poi sul territorio». Qualche anno dopo, per tenere accesi i riflettori sull’azienda, Ilaria decide di coltivare il “Nocchianello Spiga di Grano”, un vitigno a bacca bianca autoctono, con la volontà di preservare la biodiversità del patrimonio ampelografico aziendale. «Dopo “Femmina”- dice Ilaria - era l’altro prodotto che doveva rendere sempre più unica l’azienda, per cui non bastava usare un’uva nuova, ma ho deciso di vinificare in un’anfora di terracotta da 800 litri con macerazione parziale sulle bucce. L’obiettivo enologico era ottenere una cosa diversa dal vermentino, con caratteristiche degustative differenti e aromi nuovi dettati dalla qualità e dall’anfora».

Nella sua continua ricerca e voglia di creare profumi e sapori nuovi e unici, Ilaria ha conosciuto il mondo degli ancestrali ed è nato il suo “Nerì”, un rosato frizzante fermentato a bassa temperatura e rifermentato naturalmente in bottiglia senza aggiunta di lieviti. La Società agricola Suveraia è oggi un’azienda ben organizzata e strutturata, che si basa sui dettami tradizionali dell’agricoltura, che usa nuove tecnologie e metodi di vinificazioni, e fa continui investimenti e ricerca per fare qualità, che crede in un’agricoltura fatta con etica e rispetto e molto green. Il successo di Suveraia sta anche nel messaggio pulito e vero di Ilaria, nell’ottima empatia con i clienti, nel suo spendersi per qualunque cosa sia necessaria. «Mi occupo della vendita, dell’immagine, della comunicazione, e dirigo anche la parte legata alla produzione, diventando all’occorrenza operaio e cantiniere».  Una giovane donna dal volto pulito e sorridente, che non si è lasciata spaventare neanche dalla pandemia, trasformando un periodo di crisi in un’opportunità, diventando più forte sui social e incrementando le vendite a domicilio, anche con l’apertura di un e-commerce. «Ho cercato di trasformare la tragedia in cui ci trovavamo in una opportunità - dice - Una volta alla settimana partivo con la macchina piena e andavo a consegnare. Tengo moltissimo ai clienti privati ed è molto bello vedere il grande legame che si è creato, soprattutto in un momento così difficile».  È sempre lei che accoglie in azienda le persone per le degustazioni, sempre all’aperto e con un numero limitato di persone e che si è inventata un nuovo modo di vivere e apprezzare la sua terra e i bellissimi paesaggi che offre, attraverso un accordo con un vicino centro ippico, sponsorizzando passeggiate a cavallo e vino. Due cipressi all’inizio del viale di accesso - piantati alla nascita dei due fratelli, Emilio e Fabio, padre e zio di Ilaria - tracciano la via verso Suveraia Wines, dove Ilaria sarà sempre pronta ad accogliervi con in mano un calice del suo amato vino.

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Tra nuovi aromi e vecchi vigneti, il top dei vini di Suveraia e una incursione nell’uliveto

Ilaria Camerini ha portato una ventata di freschezza e di novità nel mondo dei vini di Suveraia con il fine e delicato rosé “Femmina”, con le note aromatiche del “Nocchianello Spiga di Grano” e con le bollicine naturali di “Nerì”, ma senza dimenticare la produzione più legata alla tradizione vinicola dell’azienda, che l’ha portata al top dell’eccellenza in Italia e all’estero.

Dall’incontro di vitigni Sangiovese (80%), Cabernet Sauvignon (10%) e Merlot (10%) è nato il “Bacucco di Suveraia” dal bouquet complesso all’olfatto, dove la vaniglia si staglia dapprima evidente per poi sfumare e lasciare il posto a una miscellanea di frutti di bosco che mette in evidenza il ribes; soffice, vellutato, morbido senza essere imperioso al gusto. Le uve provenienti dai vecchi vigneti dell’azienda e la scrupolosa vinificazione hanno creato il “Rosso di Campetroso” 100% Sangiovese, un vino dal coloro rosso rubino, limpido, piuttosto netto, che conserva nelle sfumature lievi nuances violacee la cui freschezza si sposa ad una componente sapida di buona gradevolezza per confluire in un godibile, lungo finale. E poi il “Suveraia Vermentino” vinificato a temperatura controllata, dal colore giallo paglierino tenue e i profumi di frutta fresca e le note floreali che lo rendono fine, intenso e suadente. Le caratteristiche pedoclimatiche del Monteregio di Massa Marittima si riflettono favorevolmente anche sul prodotto olio, derivante dalla lavorazione di olive selezionate, provenienti da un uliveto che si estende rigoglioso sulle colline intorno alla proprietà. 

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Il clima mite che contraddistingue questi luoghi ne ha favorito la coltivazione e la raccolta, che avviene seguendo il metodo tradizionale di brucatura a mano. L'olio extravergine di oliva ottenuto da varietà Moraiolo, Leccino e Frantoio incarna le caratteristiche di perfetta armonia, di gusto e di profumo, tipico della Maremma toscana. Il colore che contraddistingue il prodotto finito è giallo-verde velato, leggermente opaco di sapore vivace e risulta gradevolmente aggressivo con un marcato profumo di olive.

 
Loc. Campetroso 26
58025 Monterotondo Marittimo
Grosseto (GR) 
Mobile 338 1291996
Acquisto vino 
347 6911499 / 335 6211060 
347 4165615

 

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