Il Tirreno

Ginevra Maria Bianchi ( 3035 ) - stella cavallino

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C’è stata una vera e propria parata di stelle sopra Modena ieri, quando al Teatro Regio di Parma, nell’atmosfera della presentazione della Guida Michelin 2026, la nostra provincia ha visto accendersi un nuovo punto di luce. A metà mattinata, tra l’emozione composta degli chef e il brusio dei giornalisti, è arrivata la notizia che ha fatto sorridere Maranello: il ristorante Cavallino ha conquistato la sua prima Stella Michelin. Non un risultato qualsiasi: un riconoscimento che premia una storia lunga, lunghissima, e una visione contemporanea che ha saputo restare fedele alle proprie radici modenesi. Ora ve la raccontiamo. A guidare il progetto ci sono gli chef Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo, una coppia di talenti che ha dato nuova vita a un luogo che appartiene alla memoria collettiva del territorio. Perché il Cavallino non è solo un ristorante: è un simbolo della cultura Ferrari, una soglia tra Maranello e il mondo, un crocevia di officina e ospitalità. Fondato nel 1950, a due passi dallo stabilimento, ha accompagnato generazioni di meccanici, piloti, ingegneri, amici e avventori. Oggi, quella storia rivive in forma nuova grazie alla collaborazione tra Ferrari e Massimo Bottura, che ha immaginato un dialogo continuo tra eredità ed evoluzione, tra trattoria emiliana e visione internazionale. Il risultato? Un luogo riconoscibile e insieme sorprendente, dove il passato non viene restaurato, ma reinterpretato. La cucina è coerente con questa identità: profondamente emiliana, ma mai prigioniera della nostalgia. Nei percorsi degustazione, tra cui spiccano “Benvenuti in Emilia” e “Supercars”, convivono tecnica, tradizione, ironia e rigore. C’è la mano di Forapani, che dalla lunga esperienza all’Osteria Francescana ha portato metodo e sensibilità, e c’è quella di Cattaneo, approdata a Maranello nel 2021 e diventata co-chef nel 2023, con uno sguardo fresco e una precisione millimetrica. “Questo traguardo è la conferma che tecnica e creatività, quando sostenute dalla tradizione, dalla dedizione e dalla collaborazione, generano valore per tutti”, racconta Cattaneo. E Forapani aggiunge: “Questo riconoscimento non è un punto d'arrivo, ma una spinta a continuare a crescere”. Questi concetti li spiega bene anche Massimo Bottura, che vede in questa avventura un pezzo della propria identità: “In tutto quello che facciamo con la Francescana Family, l’obiettivo è prendere il meglio del passato e portarlo nel futuro. La storia di Ferrari e il Cavallino fanno parte della mia identità modenese, e poterci lavorare insieme è un privilegio enorme”. La giornata di Parma è stata anche l’occasione per confermare altre eccellenze del territorio. Modena non perde nulla del suo firmamento: L’Erba del Re, nel cuore della città, continua a brillare sotto la guida di Luca Marchini; Al Gatto Verde, la creatura green di Bottura e Jessica Rosval all’interno di Casa Maria Luigia, mantiene la Stella; e anche a Fiorano il ristorante Alto, a cui capo della cucina c’è lo chef Mattia Trabetti, continua a brillare.

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di Redazione web