Il Tirreno

L'inchiesta

«Trasferimento illecito di soldi»: nei guai due “money transfer”

Due finanzieri al lavoro
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Due finanzieri al lavoro

La guardia di finanza ha denunciato i due fratelli, di origine pachistani, titolari delle attività fra Livorno, Grosseto e Cecina

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LIVORNO. La guardia di finanza ha denunciato due fratelli pachistani, titolari di quattro agenzie “money transfer”, per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, ricettazione, mancata osservanza degli obblighi di adeguata verifica della clientela previsti dall’attuale normativa in materia di prevenzione e contrasto dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. I centri si trovano a Livorno, Grosseto e Cecina.

«L’indagine – spiegano le fiamme gialle – trae origine da un’accurata attività investigativa condotta sul territorio labronico, culminata con l’individuazione e la sottoposizione al controllo di due fratelli pachistani titolari di altrettante ditte individuali “money transfer”, connotate da molteplici e significativi alert di rischio. I successivi approfondimenti operativi consistiti nell’analisi dei conti correnti e della documentazione contabile ed extra-contabile acquisita con le perquisizioni nei quattro punti vendita hanno, infatti, permesso di acclarare come i due fratelli al fine di garantire l’anonimato ai propri clienti ed eludere la normativa antiriciclaggio che grava sui servizi di rimessa di denaro, avessero utilizzato i dati e l’identità di persone ignare o di clienti occasionali cui intestare fittizie transazioni di trasferimento di denaro».

I finanzieri hanno ascoltato numerosi clienti delle agenzie “money transfer” ispezionate i quali, in alcuni casi, «hanno disconosciuto i trasferimenti di denaro registrati a loro nome affermando di non aver mai effettuato tali operazioni nel punto vendita in questione mentre, in altri, hanno dichiarato di aver effettuato solo alcune delle operazioni di trasferimento di denaro che, invece, risultavano annotate a loro nome». L’attività di polizia giudiziaria eseguita – nel cui complesso sono state monitorate 24.989 operazioni di trasferimento di denaro per un importo inviato pari a 5.679.144,63 euro – ha consentito di portare alla luce «un vero e proprio sistema di frode». Riscontrate 534 operazioni di trasferimento considerate illecite, per un importo complessivamente pari a 228.405,04 euro. 

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