Lacrime e tanti “non ricordo” udienza sofferta al processo Grillo .A Tempio si è concluso il controesame della presunta vittima dello stupro
TSIMULA
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i Tiziana Simula Tempio Per sei udienze consecutive è stata presente in aula dove ha risposto alle domande delle parti. Per la 23enne italo norvegese, principale accusatrice di Ciro Grillo e dei suoi tre amici genovesi Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta, a processo per violenza sessuale di gruppo, ieri si è concluso il controesame da parte degli avvocati degli imputati. Un’audizione anche questa volta protetta, con la presunta vittima dello stupro separata dagli avvocati da un drappo nero, così come era avvenuto il giorno prima. Era stata l’avvocato Giulia Bongiorno, che assiste la ragazza, a presentare al presidente del collegio Marco Contu, un’istanza affinché la giovane venisse sentita con le modalità dell’audizione protetta in quanto le condizioni psicologiche della 23enne si sarebbero aggravate. Il controesame si è concluso con le domande dell’avvocato Mariano Mameli, difensore di Capitta insieme al collega Ernesto Monteverde. È stata un’altra udienza sofferta per la 23enne, alla quale sono state rivolte domande specifiche su quanto sarebbe avvenuto la notte del presunto stupro, quesiti ai quali ha risposto con tanti “non ricordo”, andando in crisi quando il difensore evidenziava incongruenze e contraddizioni nel suo racconto. La ragazza ha pianto spesso e l’udienza è stata più volte interrotta per alcuni minuti per consentirle di uscire fuori dall’aula. Il difensore di parte civile, l’avvocato Dario Romano, dello studio Bongiorno, si è opposto ad alcune delle domande rivolte alla ragazza, ma il difensore di Capitta ha fatto notare che stava facendo le stesse domande che aveva già fatto l’avvocata Bongiorno. «Ci sono stati dei momenti emotivamente forti, ma si è trattato di momenti assolutamente fisiologici, non mi pare ci sia stato alcun momento di tensione oltre il tollerabile o domande che travalicassero i limiti della normale ricerca di ciò che è accaduto quella sera, e questo è stato anche pienamente riconosciuto dal tribunale», ha detto l’avvocato Mariano Mameli al termine dell’udienza. Terminato il controesame dei difensori degli imputati il procuratore Gregorio Capasso ha rivolto alla testimone alcune domande incentrate in particolare a chiarire quale fosse il suo stato di alterazione quella notte, quanto e dove avesse bevuto. Anche la parte civile ha rivolto delle domande alla sua assistita, soffermandosi anche su particolari che riguardavano l’abbigliamento. Infine, le domande del tribunale. «Siamo soddisfatti per come è andato complessivamente tutto il controesame e per quanto riguarda i contenuti delle dichiarazioni che ci interessava emergessero, con tutto quello che comporta a livello di valutazione di attendibilità e credibilità della persona offesa», ha detto all’uscita dal tribunale l’avvocato Gennaro Velle che difende Francesco Corsiglia, insieme alla collega Antonella Cuccureddu . Il processo a porte chiuse proseguirà il 7 e l’8 marzo. Saranno chiamati in aula consulenti e testi della parte civile. Poi, saranno sentiti anche gli imputati che vorranno sottoporsi all’esame.
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