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i Francesco Gazzuola Marrara I fondi del Pnrr hanno letteralmente messo a nuovo alcuni comuni d...
SCIERVO
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i Francesco Gazzuola Marrara I fondi del Pnrr hanno letteralmente messo a nuovo alcuni comuni del ferrarese e adesso anche Marrara è pronta a rifarsi il look: il contributo europeo è importante ma che sia solo un abbellimento di facciata? Al centro del dibattito c’è l’ex palazzo comunale, anche chiamato dai locali “Palazzone”, un edificio del XVIII secolo che ancora resiste nonostante l’incuria e la trascuratezza a cui è stato soggetto nell’ultimo ventennio. Ma è anche lo spunto per parlare dei problemi di una frazione in crisi demografica. Il colpo d’occhio Da Ferrara sono solo 17 chilometri: strada statale Adriatica e, passato Monestirolo e costeggiato il Po di Primaro, ecco che appare davanti agli occhi un grande stabile fatiscente di tre piani, inagibile dai primi anni del nuovo millennio e gravemente lesionato dal terremoto del 2012. In passato, il palazzo ospitava esercizi commerciali, uffici della Delegazione, un circolo ricreativo e abitazioni popolari ma ora è diventato, questo come tanti altri immobili, simbolo del disinteresse verso le zone periferiche del comune: vuoto e dimenticato. Tuttavia, un nuovo faro di speranza si è accesso quando il Comune ha deciso di riqualificarlo. Ma a cosa sarà destinato l’edificio e soprattutto quando finiranno i lavori, entro il 2026? Secondo l’amministrazione l’immobile dovrà avere diverse funzioni: studio medico di base, sala giovani, punto informatico, sale riunioni e polivalenti, uffici dell’anagrafe, un punto di ascolto, sede di associazioni e luoghi per giovani, famiglie e anziani. Tutti servizi, quindi, che rispondono alle esigenze della cittadinanza, via via diminuita negli anni fino ad arrivare a 750 abitanti. È per questo che il “Palazzone” rischia di trasformarsi, una volta terminati i lavori, in un edificio tanto bello quanto silenzioso. Ormai gli abitanti di Marrara si sono abituati a vedere l’ex palazzo comunale recintato e in fase di degrado. Come un fantasma, la sua presenza fa da sfondo alla vita del paese e gli anziani che passano da lì ricordano ancora i vecchi tempi quando la struttura era agibile. Gli abitanti Ora, invece, l’impressione è quella di essere abbandonati, così come testimonia Gabriele Zaccarini: «Sono 65 anni che vivo a Marrara e il “Palazzone” è diventato la casa dei colombi tanti sono gli anni che nessuno ci mette mano. Si fa prima a buttare giù l’edificio». A percepire la progressiva mancanza di attenzioni sono anche Ninfa La Vecchia e Andrea Tavolazzi, madre e figlio originari di Torino: «Mi sono trasferita qui 40 anni fa, era un bel posto e a me piaceva – afferma la signora – , c’era tutto ma ora iniziano a mancare anche i servizi di base. Al tempo c’erano macellerie, cinema, taxi, ristoranti, 4 bar, la parte amministrativa del Comune e il medico di base, ora invece mancano posta, banca e bancomat». Andrea conferma: «Chi si trasferisce e viene qua non trova i servizi di base e poi deve spostarsi nelle località vicine». Ercole Bonetti si lascia andare ai ricordi con una buona dose di rassegnazione: «Sono nato, cresciuto e invecchiato a Marrara. Qui non è rimasto più nulla e finora nessuno ha fatto niente per le nostre strutture». A fianco del “Palazzone” sorge il Bar centrale, punto di ritrovo per gli abitanti della frazione di cui Paola Cavezzana è la titolare: «L’edificio ha chiuso vent’anni fa, erano iniziati alcuni lavori ma poi è stata rubata l’impalcatura. Adesso è stato presentato un progetto che prevede innanzitutto una biblioteca, una sala comunale e due bagni al piano terra, poi non è ancora esattamente chiaro a cosa verranno adibiti primo e secondo piano. Il progetto ha tardato un po’ perché dovevano essere prima trovati i fondi ma ora sembra che inizino: chissà quando finiranno. Sicuramente servirà aprire delle attività di base». Sull’argomento sono ben preparati Fabrizio e Gianni Oppi, padre e figlio che più volte hanno sollecitato il Comune perché desiderosi di vedere la loro Marrara rinnovata. «Abbiamo insistito in diverse occasioni – rivela Fabrizio, rappresentante dell’Associazione “Terre del Po di Primaro” – . Ora sono iniziati i lavori per la parte tecnica posteriore al “Palazzone” – nuovo locale, conclusione prevista ad agosto 2024, ndr – che verrà utilizzata per riscaldamento, luce e gas. Inoltre, c’è l’intenzione di sfruttare il sistema della geotermia. Ho visto il progetto e si vogliono seguire le esigenze dei cittadini, che sono principalmente persone anziane: ho sempre avuto il pallino di vedere rinnovato questo stabile. Il piano terra sarà destinato a servizi per la cittadinanza, in primis il medico di base dal momento che adesso opera nell’ex scuola in un edificio fatiscente. Speriamo sia la volta buona e, visto che la parte dietro è iniziata, è utile pensare bene. Questo progetto di rigenerazione può dare nuova luce al paese». È Gianni Oppi a evidenziare aspetti importanti della questione: «Per il futuro del “Palazzone” non c’è stato un grande coinvolgimento della cittadinanza ma allo stesso tempo non c’è stata una manifestazione di interesse da parte della popolazione, che vede l’edificio fatiscente da tanti anni e forse non sente più la necessita di vederlo nuovo. Dovrebbe diventare un centro polifunzionale a servizio della comunità, forse anche di accoglienza. La situazione è quella dei paesi qua intorno: i servizi si delocalizzano e smaterializzano quindi l’ex palazzo comunale può tornare ad essere un punto di riferimento per l’intero territorio. Con questo progetto per la prima volta abbiamo sentito una presenza reale del Comune al di fuori delle mura». Jessica Casaroli guarda già avanti: «Bene che facciano nuove attività, ma se anche costruissero chi viene qui? ». Fare il primo passa iniziando a togliere le ragnatele al “Palazzone” può essere il primo segnale di rinascita a cui devono seguire conferme per dare nuova vita a Marrara». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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