L’Empoli svolta verso Destro: l’attaccante è atteso al Castellani
Il giocatore trentunenne è alla sesta squadra di serie A e arriva dal Genoa
EMPOLI. Oggi, massimo domani, sarà il giorno di Mattia Destro. L’attaccante trentunenne arriverà a Empoli per sostenere le visite mediche e firmare il contratto che lo legherà per un anno, con una probabile opzione per un rinnovo sempre annuale. Sarà la sesta squadra di Serie A per il centravanti di Ascoli Piceno: prima dell’Empoli sono arrivate Genoa, Siena, Roma, Milan, Bologna e ancora Genoa. Nell’ultima stagione i gol sono stati nove: non troppi in valore assoluto, per una punta centrale, tantissimi considerata la fase offensiva poco produttiva del Grifone, tanto che quel bottino rappresenta un terzo delle reti rossoblù in campionato; sei di queste sono arrivate nelle prime nove giornate, poi con il calo generale della squadra anche lui ha trovato la porta con minore costanza.
Destro è da sempre un attaccante divisivo. Capace di gol fantastici, alcuni leggendari: chi si ricorda il tiro di collo pieno da poco dopo il centrocampo con cui ha battuto il Verona nel 2014, con ancora addosso la maglia della Roma e l’etichetta di grande promessa? Oppure all’inizio della scorsa stagione, le belle promesse di un tempo ormai un lontano ricordo tanto da tornare a giocare a Genova dove aveva iniziato la carriera da professionista, quando concluse un contropiede con un dribbling secco e un tocco sotto di sinistro a scavalcare il portiere, il tutto con la bottiglietta dell’acqua ancora in mano? Eppure Destro è anche l’attaccante che non ha segnato quasi per un anno, dal 24 febbraio 2018 al 10 febbraio 2019, periodo coincidente con le sue due ultime stagioni al Bologna; e non scherza neanche con gli infortuni, non tanto da poter dire che è fatto di cristallo ma abbastanza da poter pensare che qualche problemino fisico durante la stagione potrà averlo. Tanto che, poco prima di andare via da Bologna, Mihajlovic ha spiegato come siano stati gli infortuni a bloccarne il percorso in Emilia, che lo hanno stoppato sempre nel momento in cui sembrava di poter riprendere a segnare con regolarità, più che una mancanza di applicazione.
Probabilmente non ha aiutato la sua carriera avere un carattere apparentemente introverso, almeno nelle prime fasi di entrata in un gruppo nuovo.
«Ho personalità. Per me avere personalità non vuol dire fare casino in campo o nello spogliatoio, ma restare in silenzio, guardando gli altri in un certo modo», raccontava in una intervista di dieci anni fa: «Ottenere la fiducia dei compagni non è una qualità innata, si costruisce piano piano. Con gli allenatori ci litigo subito, al primo impatto, forse perché sono fatto male io caratterialmente. All’inizio sto troppo sulle mie, perché di base sono diffidente. Forse è perché loro vedono in me qualcosa che io non sono riuscito ancora a capire. Poi le cose si aggiustano, e ci conquistiamo reciprocamente».
Negli anni sarà sicuramente migliorato, così come la situazione di Empoli potrà dargli una mano: senza le pressioni di piazze che hanno sì un passato glorioso ma talmente lontano nel tempo da essere ormai sbiadito, in una città e una società che è abituata a lottare per la salvezza ma capace di aspettare i propri giocatori, di perdonare alcuni errori iniziali se con perseveranza si continua a seguire l’obiettivo. Destro arriva a Empoli da giocatore d’esperienza, nel bagaglio presenze in Nazionale e in Champions League ma ormai abituato alla guerriglia delle squadre che non vogliono retrocedere. Se troverà calma e fiducia, in sé stesso e nell’ambiente, nulla vieta che possa di nuovo sfoderare le sue qualità da grande attaccante. Ed è proprio su questa eventualità che l’Empoli scommette e spera di trovare un gioiello grezzo che possa affinarsi proprio al Castellani.l
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