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Dal Boca Juniors la telecronaca del gol di Sicurella
La Bombonera è diventata il set di un’amicizia che ha attraversato l’Oceano ed è arrivato a Grosseto
«Andiamo al molo e vediamo la prima nave che passa»: il vessillo era giallo e blu, i colori della bandiera svedese che sarebbero diventati quelli del Boca Juniors, la squadra argentina fondata nel 1905 da un gruppo di giovani genovesi ai quali si unirono altre quattro persone, Alfredo Scarpatti, Santiago Sana e i fratelli Juan e Teodoro Farenga che erano originari della Lucania. Il loro patrimonio era soltanto un pallone regalato da un marinaio inglese ma la fantasia era al potere, in Argentina. E parlava italiano.
A distanza di più di un secolo, le cose sembrano essere destinate a non cambiare: La Bombonera, il glorioso stadio di Buenos Aires intitolato ad Alberto José Armando, è diventato il set di un’amicizia che ha attraversato l’Oceano ed è arrivato a Grosseto, allo Zecchini. Quella tra lo speaker ufficiale del Boca Juniors, Julio Gramajo e i biancorossi. In particolare con il responsabile della comunicazione della società, Marco Bigozzi e il centrale Giuseppe Sicurella. Ma andiamo con ordine.
Gramajo segue il Boca Juniors e trasmette le dirette dallo stadio argentino: le sue telecronache sono puro divertimento anche per chi non parla una parola di spagnolo. Da un po’ di tempo, i suoi mi piace hanno cominciato a comparire sulle pagine del Grifone, su Facebook e su Instagram. Prima solo apprezzamenti, poi commenti, sempre in spagnolo, alle varie iniziative della squadra. Gioia, quando ha vinto, tristezza quando avrebbe potuto fare di più e meglio.
Il responsabile della comunicazione Bigozzi si è incuriosito ed è andato a vedere chi fosse questo argentino che seguiva le gesta degli eroi biancorossi. Eroi che erano stati osannati con uno striscione appeso al London Bridge, ma che evidentemente non pensavano che la loro fama potesse arrivare anche in Argentina, terra di calcio e di campioni come Diego Armando Maradona. Invece, il cuore di Gramajo era stato conquistato dal Grosseto e non passava settimana che lo speaker argentino non si facesse in qualche modo vivo, dimostrando, ovviamente, di masticare molto bene l’argomento calcio. La curiosità di Bigozzi, dopo qualche scambio di messaggi, è stata soddisfatta. «Mi ha raccontato che vorrebbe venire a vivere sul Monte Argentario – racconta – e che ha trovato il Grosseto, cercando la squadra di Lega Pro più vicina. In questo modo, abbiamo conquistato un tifoso dall’altra parte del mondo». E non poteva che essere così perché per uno strano caso del destino, il Grifone è stato fondato nel 1912 e 12 pare essere proprio il numero fortunato dello speaker del Boca. Motivo per cui, la fede biancorossa, ha continuato a crescere settimana dopo settimana, gol dopo gol.
L’argentino ovviamente non ha mai smesso di seguire i biancorossi e quando il Grifone è sceso in campo all’Armando Picchi di Livorno, due martedì fa, ha deciso di fare lui un omaggio al suo beniamino Sicurella, autore della rete del pareggio al trentesimo del secondo tempo. Si è studiato tutta l’azione, dalla presa di possesso della palla a centrocampo alla discesa verso la porta controllata da Gemignani a quel gol tirato da fuori area con un destro micidiale. E quell’azione, lui, l’ha voluta raccontare con lo stesso stile con cui racconta le gare del Boca Juniors.
La telecronaca – finta, sì, ma da batticuore – è arrivata attraverso un messaggio sulla pagina Facebook del Grifone. In quel «Goooooooooooool», urlato quasi come se fosse una musica dallo speaker c’è tutto l’entusiasmo e la carica del sudamerica che ama il calcio. E il centrale Sicurella, siciliano di Mazara del Vallo di appena 27 anni, ha risposto con un video messaggio al suo fan che lo osanna dalla tribuna stampa della Bombonera. «Grazie mille per la telecronaca – dice nel video – davvero fantastica. Grazie mille ancora e forza Grosseto e forza Boca».
E vista la forza delle due passioni, come poteva finire questo scambio di battute, messaggi e divertissment da una parte all’altra del mondo? In un modo solo: con il montaggio della telecronaca di Gramajo sul gol di Sicurella.
Il risultato è eccezionale: il derby di Livorno, per magia, sembra la finale di un mondiale. Basta chiudere gli occhi e alzare il volume al massimo: impossibile non sentire un brivido, lungo come quel gol, attraversare la schiena. —
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