Il presidio
Sushi Meshi ora si fa in tre, punto vendita in via Roma a Carrara
i tratta del terzo locale dopo quelli in via Rinchiosa a Marina di Carrara e nel viale delle Pinete in Partaccia; un ristorante all’avanguardia con i tempi, da circa 50 coperti
CARRARA. Tra tanti esercenti che chiudono le serrande, ce ne sono altri che resistono, ed anzi aprono nuovi locali. É il caso di Giacomo Rossi, carrarino doc e titolare del Sushi-Meshi, che sta allestendo un nuovo punto vendita a Carrara, in via Roma. Si tratta del terzo locale dopo quelli in via Rinchiosa a Marina di Carrara e nel viale delle Pinete in Partaccia; un ristorante all’avanguardia con i tempi, da circa 50 coperti e con la solita offerta degli altri. «I lavori stanno andando avanti - spiega il titolare Rossi - ed il grosso è già stato fatto; diciamo che mi sto muovendo in base a ciò che accade intorno: zone rosse, gialle, arancioni, non si capisce più niente e si rischia di andare incontro a spese inattese. Quando si capiranno un po’ meglio le cose apriremo.
La mia idea è di aprire prima delle feste, ma non voglio sbilanciarmi troppo». Il locale nasce in un fondo vuoto, in un momento non certo promettente; ma ciononostante Rossi non si è tirato indietro, forte anche del supporto che sta avendo dalla cittadinanza apuana: «É da un anno che ho preso questo fondo, poi tra varie vicissitudini ho iniziato i lavori a settembre. Mi piace l’idea di dare un contributo alla mia città, una città dal grande potenziale, in cui credo molto. Sarà l’occasione per migliorarci ulteriormente, per dare un’ulteriore offerta ai clienti ed anche per garantire ai miei dipendenti il lavoro».
Data il momento particolare, abbiamo chiesto come vanno le cose nel settore del Sushi: «A pranzo si “lavoricchia”, diciamo che garantiamo un servizio, specialmente agli uffici, ai professionisti o più in generale a chi per lavoro pranza fuori casa. Vendiamo molte poké (insalate di riso) più che il sushi; la sera invece il sushi diventa prevalente. Nel complesso stiamo avendo un buon riscontro dalla clientela, si lavora e non ci possiamo lamentare. In questa situazione l’importante è che si riesca a pagare tutti, e non si può guardare ai guadagni. Il locale in via delle Pinete resta chiuso a pranzo, mentre per la sera ci dividiamo gli ordini tra i due locali. La nostra “fortuna” è che eravamo già collaudati per le consegne a domicilio, già da prima dell’emergenza. Anzi, durante il lockdown il servizio è esploso e ci siamo trovati a gestire un sacco di ordini, da lì la decisione di assumere ulteriore personale, così da poter coprire più zone in minore tempo possibile».
Rispetto al primo lockdown, adesso il Sushi-Meshi garantisce anche altri prodotti oltre al sushi: «Prima non consegnavamo piatti caldi, proprio perché gli ordini erano troppi; adesso invece, anche per andare incontro alle richieste dei clienti portiamo a casa ravioli, tempura ed altro. Il tutto in scatole termiche che garantiscono la preservazione del prodotto, caldo o freddo, e con formule vantaggiose». — i.z.
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