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Biagi, il primo viareggino a vestire la maglia azzurra
Il mitico Vittorio Pozzo lo notò durante un’amichevole dell’Italia con il Viareggio Suo il record assoluto di gol con la Nazionale (quattro) in un’unica partita
Nel maggio di centodieci anni fa la Nazionale italiana di calcio giocò la sua prima partita (per la cronaca l’avversaria fu la Francia). In questa occasione abbiamo deciso di raccontare la storia dei calciatori versiliesi che hanno giocato almeno una partita con la maglia azzurra. Cominciamo questa carrellata da Carlo Biagi, il primo - in ordine cronologico - ad esordire con la Nazionale.
MASSIMO GUIDI
Quel ragazzo lo aveva già visto. Ne era sicuro Vittorio Pozzo mentre osservava sgambettare sul prato dello stadio di Pisa i ragazzi arrivati per giocarsi una possibilità di far parte della squadra che avrebbe partecipato alle Olimpiadi di Berlino del 1936. E il cittì più vincente nella storia del calcio mondiale non si sbagliava. Quel ragazzo era Carlo Biagi che nel novembre del 1931, quando vestiva la maglia del Viareggio, aveva affrontato la Nazionale di Pozzo durante una anomala partita di allenamento (si disputarono tre tempi) al Polisportivo giocando senza timori reverenziali nei confronti dei più titolati avversari.
Quando si gioca un posto per Berlino, Biagi ha da poco compiuto 22 anni ed ha esordito in serie B con il Pisa senza peraltro trascurare gli studi universitari. E per andare alle Olimpiadi non basta essere bravo, ci vuole anche lo status di studente perché alla rassegna dei cinque cerchi si va solo se sei un dilettante, in tutti gli sport.
Carlo Biagi diventerà uno dei protagonisti del successo azzurro, l’unico finora nel calcio, con una squadra a forte trazione toscana visto che tra i convocati ci sono anche i carraresi Bruno Venturini, Paolo Vannucci e Achille Piccini, il pisano Sergio Bertoni ed il lucchese Lamberto Petri, padre del noto medico Enrico, oltre a Giulio Cappelli attaccante del Viareggio che riceve i galloni di capitano.
A far balzare il ragazzo viareggino in braccio alla storia sono le quattro reti segnate al Giappone il 7 agosto del 1936 al Mommsenstadion di Berlino. Un record che ancora resiste a distanza di oltre ottanta anni e che è stato solo eguagliato molti anni dopo da fuoriclasse come Omar Sivori, Gigi Riva e Roberto Bettega (oltre che da Francesco Pernigo e Alberto Orlando). Titolare inamovibile, è in campo anche per la finale contro l'Austria giocata il giorno di Ferragosto.
Come detto quando riceve la chiamata per la Nazionale olimpica Biagi gioca nel Pisa ma la sua storia calcistica nasce con la maglia della squadra della sua città con la quale debutta in Prima Divisione (l’allora serie C) nel settembre del 1930 alla leggendaria “Fossa dei Leoni” di Carrara. Ha sedici anni, cinque mesi ed undici giorni ma nonostante la giovane età guadagna subito i gradi di titolare e diventa uno dei punti di forza delle zebre. E’ tra i magnifici undici che il 21 maggio del 1933 superano la Lucchese nello spareggio giocato a Livorno per la promozione in serie B.
L’exploit di Berlino gli apre le porte della serie A. Va al Napoli dove tra i compagni di squadra trova Nereo Rocco e di Attila Sallustro, il primo mito dei tifosi partenopei, dove rimane fino al 1940. Nel dopoguerra lavora come dirigente per la Montedison e si occuperà marginalmente di calcio: il suo ultimo incarico fu quello di selezionatore della rappresentativa versiliese giovanissimi all’inizio degli anni ottanta. —
(1 - continua)
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