Meteo
La città scommette sui cervelli di domani e apre la fabbrica dei baby scienziati
La Fondazione Caript inaugura l’Accademia: per trentuno studenti la grande occasione di prepararsi alla sfide più alte
PISTOIA. «Siate affamati, siate folli», diceva Steve Jobs. L’uomo che ha rivoluzionato la nostre vite partendo da un garage e un gruppo di amici. E proprio a loro, a chi ha tanta fame e un pizzico di follia, si aprono le porte dell’Accademia Giovani per la Scienza, la nuova “creatura” della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.. Che nasce con obiettivi non esattamente minimi («una sfida all’Europa per allevare i futuri Nobel»), che strizza l’occhio a tutti gli 11 istituti superiori del territorio e che, in sostanza, può e vuole diventare una fabbrica di baby scienziati. La macchina, virtuale, è già partiti, con gli incontri negli istituti. Dell’Accademia potranno far parte, come accennato, studenti delle scuole medie superiori. L’unico requisito è frequentarne uno di Pistoia e provincia o esserne residente. Saranno ammessi un massimo di 31 giovani (l’obiettivo, per questo primo anno, è averne almeno 15) e oltre al merito scolastico saranno valutate qualità e vivacità degli interessi culturali. L’impegno sarà biennale (relazione sulle attività svolte al termine del primo anno, tesi individuale o di gruppo al termine).
Agli scienziati di domani verrà proposto, da fine marzo, un programma di formazione e aggiornamento con la possibilità di lavorare fianco a fianco con grandi professionisti italiani e stranieri. Il programma proseguirà in estate e nel prossimo anno scolastico. «Questa idea – spiega Luca Iozzelli, presidente della Fondazione – nasce sull’onda del concorso “Si.. Geniale!”, che continueremo a proporre. Un’iniziativa per sollecitare l’interesse di tutti ragazzi verso la scienza. L’Accademia, invece, vuole essere un percorso di crescita per idee e cervelli».
Un ulteriore passo avanti, insomma, come sottolinea Giovanni Palchetti, vicepresidente della Fondazione stessa e riferimento del Comitato scientifico che coordinerà i lavori dell’Accademia. «Cercandi i futuri premi Nobel – dice – non è che ci siamo posti obiettivi umili. Ma questo progetto non si rivolge solo ai “nerd” o ai “secchioni” delle scuole superiori. Cerchiamo più i curiosi che i bravissimi per affrontare 2 anni di approfondimento. Anzi per costruirli insieme visto che il programma sarà stilato in corso d’opera dal Comitato scientifico di cui faranno parte anche i ragazzi selezionati».
Programma da definire nei dettagli, insomma, ma idea chiara e forte. «È una porta che si apre – sottolinea il professor Ezio Menchi, consigliere nel cda della Fondazione e ideatore dell’Accademia – e, lasciatemelo dire, si apre per merito di una Fondazione che, con il concorso prima e ora questa iniziativa, vuole dare una possibilità ai giovani del territorio. È una sfida vera, bella, alta. Cercheremo di dare al gruppo di ragazzi che formeremo le occasioni e le opportunità migliori per stare ai livelli più alti. Sperando che l’investimento fatto sul territorio poi torni sul territorio».
Il programma che verrà, avrà due linee guida: formazione generale e gruppi di lavoro divisi per aree (dalla medicina alla chimica passando per la biologia). «Il lavoro non sostituirà la scuola – prosegue Menchi – ma sarà compatibile. È un arricchimento importante del percorso scolastico. Per questo pensiamo soprattutto al periodo estivo. E i membri non dovranno seguire tutto ma quello che ritengo più utile».
Fra le iniziative già in programma uno stage al Cern di Ginevra e uno al laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso. Stage per le donne, poi, a Oxford dalla fisica delle mono-particelle Daniela Bortoletto. La partenza, però, sarà (attorno a metà marzo) un campus di 3 giorni al centro dell’Università di Bologna di Bertinoro. Uno stage di introduzione con incontri e conversazioni con gli scienziati. Tutto gratis, per i ragazzi, visto che la Fondazione coprirà ogni spesa. «C’è un fondo stanziato – conclude Palchetti – ma non un badget. La Fondazione ci crede, non si tira e non si tirerà indietro». Ora, dunque, tocca agli «affamati» e ai «folli» di Steve Jobs. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
