Il Tirreno

Che fascino l’operetta firmata Mascagni

Gli artisti impegnati sul palco durante le prove (foto di A. Bizzi)
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Gli artisti impegnati sul palco durante le prove (foto di A. Bizzi)

Diva delle Folies Bergère, torna venerdì 23 e domenica 25 la “Sì” sul palcoscenico del teatro Goldoni. Biglietti: formula speciale per le famiglie

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LIVORNO. È arrivato il giorno del grande ritorno dell’operetta “Sì” di Mascagni. L’appuntamento è per questa sera alle 20.30 e domenica 25 alle 16.30 al Goldoni. Un grande ritorno per la “Si” che a quasi cent’anni esatti dal suo debutto (Teatro Quirino di Roma, dicembre 1919), sarà a Livorno in una nuova produzione ed allestimento della Fondazione Goldoni per la stagione lirica.

Una rarità per le scene, ad oltre vent'anni dalla sua ultima apparizione (ancora a Livorno) e nella prestigiosa sede della Volksoper di Vienna – il più importante teatro d'operetta della capitale austriaca – nel 2002. Un’assenza inspiegabile per i fautori di questa riproposta se guardiamo al valore di questo lavoro della maturità mascagnana: «L’orchestrazione della Sì è luminosa, leggera, frizzante – afferma il direttore Valerio Galli, considerato il più autorevole specialista dell'ultima generazione nel repertorio della “Giovine Scuola Italiana” – ci fa conoscere un Mascagni differente, originale e fresco, che non teme di cimentarsi con ritmi di ballo che nulla avevano a che fare con il suo mondo (fino ad allora)».

Uno spunto condiviso e sviluppato dalla regista irlandese Vivien Hewitt: «Sento in questa musica il mondo degli anni Venti, del charleston, del foxtrot, degli anni del Futurismo e della musica nera che già dilagava nella prima parte del ‘900. Quindi niente Bella epoque, ma tanta recitazione credibile e ballo per la compagnia di canto, cercando di scrollarci di dosso un modo di recitazione tipico dell’operetta che ritengo orribile e fuori tempo».

Una preparazione lunga ed accurata per il cast che è stato così impegnato in queste settimane attraverso il Mascagni Opera Studio, il laboratorio di alta formazione vocale e interpretativa del Teatro Goldoni mirato alla ricerca di interpreti vocali per il repertorio mascagnano e verista che anche per questa nuova edizione si è avvalso della preziosa collaborazione del Rotary Club Livorno. Un percorso che ha coinvolto come docente nella masterclass finale Fabio Armiliato, considerato da oltre trent’anni uno dei tenori più importanti della scena lirica internazionale (Scala di Milano, Arena di Verona, Met di New Yok, Covent Garden di Londra, Staatsoper di Vienna). Al suo fianco nel ruolo della soubrette delle Folies Bergère, il soprano Alessandra Rossi, già impegnata nell'edizione del '96 a Livorno.

La trama, apparentemente, è futile e zuccherosa, come evidenziato dal direttore artistico del Goldoni Alberto Paloscia: la protagonista è una diva delle Folies Bergère parigine, così nota per le sue facili avventure da essere chiamata con il nome “Sì”. Gli altri interpreti al Goldoni saranno Blerta Zhegu (Sì nella recita del 25 novembre), Stefano Tanzillo (Luciano ancora il 25), Anastasia Bartoli / Dioklea Hoxha (in alternanza nelle vesti dell'antagonista Vera), Matteo Loi (Cleo de Merode), Alessandro Biagiotti / Veio Torcigliani (Romal); le scene sono di Giacomo Callari; Orchestra della Toscana, Coro Sì istruito dal maestro livornese Luca Stornello.
Info. Biglietti ancora disponibili per entrambe le rappresentazioni al Botteghino del Teatro Goldoni (tel.0586 204290) oggi e domani, 16.30-19.30. Per domenica è prevista la “Formula Famiglia”: per ogni due adulti, il biglietto per ogni figlio è di 1 euro. Info: 0586 204237. —

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