Il Tirreno

Versilia

Podio olimpico targato Pardini Il patron: «Grande emozione»

di Massimo Guidi

	Camille Jedrzejewski, Jiin Yang e Veronika Major festeggiano le medaglie vinte nella gara della pistola da 25 metri sono entrate nella storia del loro sport grazie anche alle pistole uscite dal laboratorio di Lido di Camaiore
Camille Jedrzejewski, Jiin Yang e Veronika Major festeggiano le medaglie vinte nella gara della pistola da 25 metri sono entrate nella storia del loro sport grazie anche alle pistole uscite dal laboratorio di Lido di Camaiore

Tutte e tre le medaglie arrivate con pistole fabbricate a Lido

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LIDO DI CAMAIORE.  Giampiero Pardini si emoziona sempre nel vedere in gara ragazzi e ragazze che sparano con le sue pistole, a tutte le latitudini. «Mi emoziono più ora rispetto a quando gareggiavo io (ha fatto parte della nazionale di tiro a segno, ndr) . Perché nelle mie pistole c’è una parte di me, e quindi è come fossi lì a Parigi».

Ma al di là del fattore emotivo, Pardini è riuscito a seguire fino alla fine la gara della pistola da 25 metri monopolizzata da atlete che hanno occupato i primi tre gradini del podio con in pugno le sue armi, o “attrezzi sportivi” come le chiama patron Giampiero, progettate e prodotte dalla Pardini Armi.

Jiin Yang, Camille Jedrzejewski e Veronika Major sono entrate nella storia del loro sport grazie anche alle pistole uscite dal laboratorio di Lido di Camaiore. Da notare poi che oltre alle tre medagliate (una sudcoreana, una francese e una magiara) tutte le otto finaliste della prova hanno sparato con pistole della Pardini Armi. Una tripletta che fa entrare ancor di più di diritto nella storia delle Olimpiadi l’azienda versiliese, che dal 1996 ad Atlanta (con i primi ori del nostro Di Donna e del tedesco Schumann) fino a Parigi, è proprio il caso di dirlo, non ha sbagliato un colpo conquistando complessivamente 35 medaglie (13 oro, 11 argento ed altrettante di bronzo) . È la terza tripletta consecutiva nella pistola da 25 metri ottenuta da ragazze in gara con pistole della Pardini Armi, dopo quelle di Rio de Janiero con Anna Korasaki, Monica Karsch e Heidi Gerber eTokio con Vitalina Batsarashkina, Minjung King e Jam Xioo. Una conferma del livello di eccellenza raggiunto dall’azienda, nata quasi per scommessa nel 1976, nella progettazione e di pistole sportive che vengono utilizzate da atleti ed atlete di tutto il mondo.

Per tornare alle Olimpiadi parigine, quelle vinte delle tre ragazze vanno a sommarsi con il bronzo, probabilmente inaspettato, ottenuto dal nostro Paolo Monna nella pistola da 10 metri. Un bottino di quattro medaglie destinato inevitabilmente a salire perché i quaranta partecipanti alla gara di pistola automatica maschile andranno in pedana impugnando pistole della Pardini Armi. Si arriverà dunque a sette medaglie (come a Rio e Tokio) e come pronosticato da patron Giampiero prima dell’inizio dei Giochi. Ma attenzione: il record potrebbe avere un aggiornamento, perché nel pentathlon moderno ci sono alcuni atleti che gareggeranno con pistole dell’azienda con sede in via Italica. «Queste medaglie – commenta ancora Pardini – sono un premio per tutto il nostro gruppo di lavoro perché ci mettiamo sempre il massimo dell’impegno per poter dare la possibilità ad atleti ed atlete di gareggiare al meglio». 

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