Gioco
Nicola Vizzoni «Un sogno nato grazie al lancio record di Andrei»
Il più grande martellista italiano, argento a Sydney, ripercorre la sua carriera
MARINA DI PIETRASANTA. Tutto ha inizio in una torrida serata di agosto del 1987 allo stadio dei Pini di Viareggio. L’occasione è il meeting internazionale di atletica leggera, che passerà alla storia perché nella dolce serata viareggina il fiorentino Alessandro Andrei stabilisce il record del mondo di lancio del peso. Tra gli sportivi che vanno in visibilio per l’impresa del lanciatore fiorentino c’è un ragazzone di 14 anni: il suo nome è Nicola Vizzoni. È arrivato da Marina di Pietrasanta, accompagnato dal papà, per vedere all’opera il suo idolo.
Un episodio che Nicola ricorda ancora con passione: «Andrei era il mio idolo, volevo essere come lui anche se praticava un’altra disciplina. Mi ero portato dietro il binocolo per osservare i suoi movimenti al momento del lancio ma anche per vedere quali scarpe calzava. Me le volevo comprare uguali».
Il giovane Nicola dopo un breve assaggio con il calcio – giocava da stopper nella Don Bosco Mazzola – era infatti passato all’atletica, su consiglio del suo mentore, il professor Roberto Guidi, per cimentarsi nel lancio del martello, specialità nella quale il tecnico viareggino era stato campione toscano. Di certo quella sera il ragazzone versiliese non immaginava di diventare il più grande martellista italiano di sempre e di arrivare a partecipare a quattro Olimpiadi: da Sydney 2000 fino a Londra 2012 passando per Atene 2004 e Pechino 2008. Con il rammarico di non avere potuto partecipare a quelle di Atlanta 1996 (non fu convocato perché considerato troppo giovane) e di Rio de Janeiro 2016 (questa volta per infortunio). E forse non immaginava nemmeno di arrivare a vincere una medaglia d’argento proprio alla prima partecipazione ai giochi a cinque cerchi. Il secondo versiliese, 64 anni dopo l’oro portato a casa da Carlo Biagi.
La gara che porta Vizzoni nel gotha dei martellisti internazionali si disputa allo stadio olimpico di Sydney la sera del 24 settembre. Piove quella sera (in Italia sono le prime luci dell’alba) nella metropoli australiana, condizioni non certo ideale per tutte le gare in pista, ma anche per i concorsi. Il polacco Ziolkowski guadagna quasi subito (secondo lancio) la testa della classifica con 79,87, Vizzoni reagisce bene e nel terzo turno di lanci fa volare il suo martello a 79,64 che gli valgono il secondo posto, piazzamento che terrà fino alla fine e che risulterà essere il migliore per l’Italia nell’atletica leggera.
Una serata che il campione versiliese ricorda ancora in maniera nitida e senza rammarichi: «Le emozioni e le sensazioni di quelle ore sono indimenticabili. Quel giorno ho dato tutto e alla fine ero stremato ma felice per avere svolto bene il mio compito». Oltretutto quella medaglia è l’unica fino ad oggi conquistata da un atleta azzurro nel lancio nel martello.
Al ritorno in Italia Nicola riceve grandi festeggiamenti e inizia a pensare alle olimpiadi di Atene. E proprio alla vigilia della disputa delle olimpiadi Vizzoni diventa il capitano della nazionale azzurra di atletica. Purtroppo un problema alla schiena lo fa arrivare ad Atene in precarie condizioni fisiche e non va oltre il decimo posto.
Ma Nicola è un guerriero e non vuole mollare. Torna a casa con il pensiero già rivolto alla rassegna in terra di Cina del 2008 dove però manca la finale. Un evento mai accettato con serenità per come era maturato. Al terzo lancio Nicola ottiene la misura per entrare nella finale a otto. Ma il lancio viene considerato nullo anche se poi alcuni filmati dimostrarono il contrario.
Sarà, però, proprio da questa delusione che arriverà poi la spinta per disputare la sua quarta olimpiade, quella che si celebra a Londra nel 2012. È vero che le primavere sono già trentanove, ma il gigante versiliese affronta con entusiasmo quello che possiamo definire il suo “ultimo hurrà” e centra in pieno la finale. Finisce settimo ma la soddisfazione è tanta per un risultato ottenuto quando tanti atleti hanno già da tempo appeso al chiodo i ferri del mestiere.
Oggi Vizzoni è responsabile del settore lanci della federazione. Sarà presente a Parigi e siamo certi che magari per qualche istante sognerà di poter andare in pedana per scagliare una delle sue bordate che lo hanno fatto entrare nella storia.
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