Gioco
Europei, c’è un po’ di Versilia nell’oro di Roma di Sara Fantini
Nicola Vizzoni, responsabile federale del settore lanci: «Prima di esplodere si è allenata al campo di Marina di Pietrasanta, ora può far bene anche a Parigi»
MARINA DI PIETRASANTA. Un po’, un bel po’ di Versilia nell’oro agli Europei di Roma di Sara Fantini, la martellista di Fidenza che è salita sul gradino più alto del podio con un notevolissimo lancio oltre i 74 metri che non sono la sua migliore prestazione, ottenuta due anni fa non lontana dai 76 metri, ma che potrebbe valere anche in una Olimpiade come misura per stare nelle posizioni che contano. In gioventù Sara Fantini si è avvalsa dell’aiuto di Nicola Vizzoni, pietrasantino doc, argento olimpico, argento agli Europei, vincitore di due Universiadi e due Giochi del Mediterraneo, capitano della Nazionale di atletica per anni fino al suo ritiro ed oggi responsabile del settore lanci per la Federazione. Una vittoria che viene da lontano e che non stupisce più di tanto, visto che la Fantini da anni lotta con le migliori e si presenta alle Olimpiadi per giocarsi le sue carte.
Ne traccia un profilo Nicola Vizzoni che ha portato la Fantini più volte al Campo Falcone e Borsellino.
Come ha conosciuto Sara Fantini?
«Ormai oltre dieci anni fa mi invitarono in un liceo a Fidenza a parlare delle Olimpiadi dopo l’esperienza di Londra e con l’occasione mi chiamò il padre di Sara, Corrado detto Cocco, che è stato un buon lanciatore nel peso con una esperienza olimpica ad Atlanta, che mi chiese un giudizio su sua figlia che da poco si era data al martello e si allenava con una squadra locale. Aveva una certa attitudine e soprattutto quello che serve nell’attrezzo ovvero una grande esplosività».
Quindi?
«Con il padre siamo ottimi amici e mi resi disponibile, d’accordo con la sua allenatrice del tempo, di portarla nel fine settimana al campo di Marina di Pietrasanta per seguirla. Loro avevano una casa al mare alle Cinque Terre e capitava spesso di fare qualche allenamento insieme. Allora ero ancora in attività, ma già seguivo alcuni giovani talenti del lancio. Quando si è trasferita a Bologna con la sua attuale allenatrice Marinella Vaccari l’ho seguita da lontano nel ruolo che ricopro adesso. Spero di averle fornito alcuni elementi importanti per arrivare a questo risultato che migliora il bronzo di Monaco di qualche anno fa. L’atleta è nel suo momento di massima fioritura: la maturazione per i lanci arriva un po’ dopo perché la tecnica si affina con il tempo e il gesto è fondamentale.
Gli Europei sono stati un trionfo per la nostra atletica…
«Sapevamo di poter contare su tanti atleti e atlete molto validi, ma credo che nessuno si aspettasse tanto: abbiamo seminato bene negli anni del Covid quando gli istruttori hanno avuto dalla Federazione gli strumenti per aggiornarsi e migliorarsi, visto che non ci potevano essere le gare. Oggi raccogliamo i frutti di quella intuizione: nel settore lanci portiamo a casa due ori, con Leonardo Fabbri e Sara Fantini, ma poi tanti risultati sperati, ma inattesi. La cosa di cui come Federazione siamo contenti è la sfrontatezza e il coraggio con cui questi ragazzi scendono in pedana ed in pista. A parte le medaglie assistiamo ogni giorno al superamento di record nazionali come nel caso del peso e dei 400 ostacoli che resistevano da decenni. Vuol dire che stiamo crescendo nei risultati assoluti: i record fatti in meeting, pur importanti, hanno un peso diverso da quelli fatti quando ci sono i riflettori del mondo accesi su di te. Poi le gare fanno storia a sé, perché ogni tanto fai un grande risultato e qualcuno fa meglio di te, altre stai nel tuo standard e prendi una medaglia. Il fatto che ci siano questi buoni risultati in gara è un’ottima notizia. Se Sara Fantini e gli altri atleti azzurri si ripeteranno a questi livelli ci possiamo togliere delle soddisfazioni anche a Parigi dove ci saranno gli atleti anche del resto del mondo. Però diciamo che le prospettive sono positive».
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