Il Tirreno

Versilia

Hockey su pista

La grande gioia-scudetto in attesa della festa. «Stagione straordinaria»

di Giacomo Corsetti
Capitan Gnata alza al cielo il trofeo circondato dai compagni di squadra: è il trionfale epilogo del campionato (fotoservizio Roberto Paglianti)
Capitan Gnata alza al cielo il trofeo circondato dai compagni di squadra: è il trionfale epilogo del campionato (fotoservizio Roberto Paglianti)

Ambrosio: «Orgoglioso dei compagni, ma che dispiacere non poter giocare le sfide decisive per il tricolore»

10 giugno 2024
3 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. Euforia, entusiasmo, consapevolezza. C’è tutto questo nel quinto scudetto della storia del Forte dei Marmi. Un titolo arrivato cinque anni dopo l’ultimo e che si associa alla Coppa Italia vinta tre mesi fa. E a breve è prevista la grande festa che la società non ha voluto organizzare in anticipo (forse anche per scaramanzia) ma che ci sarà a giorni. «È stata una stagione stupenda, spettacolare – commenta il direttore sportivo Mirco De Gerone – in mezzo a qualche difficoltà data da infortuni e altre vicissitudini. Questa squadra e questo gruppo hanno dimostrato, senza se e senza ma, di essere la più forte d’Italia quest’anno. Siamo campioni d’Italia».

Protagonista assoluto di questa serie finale è Enric Torner: «Siamo stati una squadra molto competitiva per tutto l’anno e questo ci ha portato a vincere. Abbiamo gestito la partita molto bene e questo lo fa una grande squadra».

«È uno scudetto strameritato – commenta invece il capitano Riccardo Gnata – abbiamo goduto nel vincerlo in casa contro una grande rivale come il Trissino, che era campione in carica e ci ha dato battaglia fino all’ultimo minuto. Un’emozione grande anche quella per Pedro Gil, perché penso sia un sogno finire una carriera come la sua in una finale scudetto vinta».

Il momento chiave della partita «è stato il gol del 2-1 – continua Gnata –. È stato importantissimo perché quando giochi queste finali di energie ne hai consumate tante. Quello è stato un passaggio fondamentale, così come l’immediato pareggio. Quest’anno siamo riusciti a raccogliere i frutti di quello che avevamo seminato».

Terzo scudetto consecutivo per Alessandro Bertolucci: «È stato uno scudetto sofferto – commenta il tecnico – perché a marzo eravamo a un bivio. Ci siamo riuniti e abbiamo fatto un patto che avremmo sofferto fino all’ultima partita, e così è stato. Questa è una squadra di uomini prima che di giocatori». Quando il Forte dei Marmi è passato in vantaggio «ho visto la squadra che ha cominciato davvero a crederci. Siamo stati bravi e abbiamo voluto fortemente questo scudetto. Sono orgoglioso di tutti. C’è da ricordare che abbiamo giocato senza il capocannoniere del campionato. Lo dedico a tutti quelli che hanno creduto in me: la famiglia, la società, i tifosi, la squadra».

Pedro Gil «è un campione da cui i giovani dovrebbero prendere spunto per la professionalità e per la maniera che ha di approcciare ogni allenamento - continua Bertolucci -. È venuto fuori un quadro perfetto per Pedro Gil. Un grande giocatore che lascia l’hockey con la testa alta e due trofei». Quale è stato il punto di svolta di questa serie finale? «Credo gara-1 ci abbia dato grande convinzione – conclude Bertolucci –. Abbiamo perso ai rigori a Trissino, e lì abbiamo iniziato a crederci».

«Personalmente è una sensazione un po’ particolare - afferma Federico Ambrosio - perché dopo tanti mesi ed anni di lavoro, non essere stato in pista mi rende ancora più orgoglioso dei miei compagni. Prima di tutto faccio i complimenti a loro perché si sono dimostrati pazzeschi».

Un altro che non trattiene l’entusiasmo è Attilio Bindi: «È un'emozione unica - dichiara -, che non provavo da quando è nato il mio primo figlio. A fare la differenza è stata la volontà, la caparbietà. Le ultime partite le abbiamo giocate rimaneggiati». Secondo l’imprenditore il futuro della società è «roseo. Riduciamo un po' gli investimenti, ma questo non vuol dire abbandonare la squadra. Magari ci affidiamo ai ragazzi più giovani che abbiamo già prestato ad altre squadre, che sono maturati, e che secondo me hanno le capacità per non farci sfigurare l’anno prossimo».


 

Primo piano
Il caso

Livorno, evade dal carcere delle Sughere: chi è e come è riuscito a scappare

di Stefano Taglione