Il Tirreno

Versilia

Pedro Gil, la vigilia più lunga

di Giacomo Corsetti
Pedro Gil, la vigilia più lunga

Il fuoriclasse rossoblù non vede l’ora di scendere in pista per agguantare lo scudetto «Vincere domani sarebbe come mettere la ciliegina sulla torta della mia carriera» 

07 giugno 2024
3 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. Giorno dopo giorno sale la febbre a Forte dei Marmi in vista di gara-5, in programma domani, che consegnerà lo scudetto ai rossoblù di Alessandro Bertolucci o al Trissino.

Il Forte andrà alla caccia del quinto titolo della sua storia e per raggiungerlo avrà bisogno di tutto il supporto della sua tifoseria. In questa serie finale il PalaForte è stato teatro di due grandi vittorie, in gara-2 e gara-3: il 4-3 firmato Torner e il 5-2 che ha rappresentato una delle prestazioni più importanti della stagione. Un appuntamento che coincide anche con l'ultima gara in carriera di Pedro Gil. Il fuoriclasse spagnolo vuole chiudere in bellezza, regalando (e regalandosi) uno scudetto che Forte dei Marmi attende da cinque anni, dalla stagione 2018/19. L'obiettivo quindi è appendere i pattini al chiodo da vincente, accrescendo quella bacheca sconfinata che ha saputo creato in questi 25 anni di hockey: agguantare il finale perfetta di una carriera perfetta. Tutto l'ambiente rossoblù guarda a lui come l'uomo che può dare quella marcia in più al Forte nella sua lotta per spezzare il dominio del Trissino che in Italia ormai dura da due stagioni.

Pedro Gil, quali sono le sensazioni in vista di gara-5?

«È tutto da giocare. Abbiamo lavorato tutto l’anno per arrivare a questa decisione finale. C’è voglia che arrivi sabato all’ora della partita».

Come è stata gestita la sconfitta di martedì scorso a Trissino?

«Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile. Ci poteva dare lo scudetto, ma sapevamo anche delle difficoltà che ci aspettavano. Negli ultimi anni non siamo mai riusciti a vincere a Trissino. Non era quindi scontato che andassimo là a vincere. Abbiamo lottato, ce la siamo giocata fino all’ultimo secondo. Dopo la partita eravamo tranquilli. Abbiamo perso un’opportunità, ma ne abbiamo un’altra. Così come adesso ce l’hanno loro».

Durante questa serie finale è stato anche protagonista dell’espulsione in gara-2, che poteva chiudere la sua carriera. Ha mai temuto che potesse finire in questa maniera?

«Quando mi è stato dato il rosso e sono uscito, lì ti vengono tutti i pensieri in testa perché non si sa mai quante giornate ti possono dare di squalifica. Io ero consapevole di non aver fatto niente per meritare un rosso così come me l’hanno dato. Non sarebbe stato bello se fosse finita in questo modo».

Comunque vada, sabato 8 giugno, sarà la sua ultima partita della carriera. Che sensazioni si porta dietro?

«Per ora sono tranquillo. So che quando si avvicina la partita, soprattutto quando entro in campo, mi vengono tanti pensieri in testa. Sicuramente sabato me ne verranno anche di più. Non sono semplici da gestire questi momenti. Domani non sarà facile, ma mi aspetto che la squadra sia al suo meglio per giocarci fino alla fine lo scudetto come abbiamo dimostrato in queste partite. Vincere l’ultima sfida in casa sarebbe come mettere la ciliegina sulla torta della mia carriera, anche per la tifoseria, per la società e per Attilio Bindi. Sarebbe davvero bello lasciare con lo scudetto».

Darà tutto sé stesso immagino.

«Sì. Tento di darlo sempre, ma sicuramente sabato avrò ancora più voglia di lasciare tutto».


 

Primo piano
La ricostruzione

Morto in moto a Grosseto, chi era il dentista Lapo Bernardi e la testimonianza: «Ho visto la manovra fatale»

di Maurizio Caldarelli