Sicurezza
Da Gnata un appello ai tifosi
Il portiere-capitano: «Sabato sera mi aspetto un palazzetto strapieno per sostenerci. Vogliamo cucirci lo scudetto al petto davanti al nostro pubblico: ce lo meritiamo»
FORTE DEI MARMI. L’appuntamento in programma per sabato 8 giugno è di quelli nei quali si scrive la storia. È gara-5 che assegnerà lo scudetto di hockey su pista 2023/24. Il teatro sarà il PalaForte, casa dei ragazzi di Alessandro Bertolucci, luogo che ha già fatto la differenza in questa sfida contro il Trissino in gara-2 e gara-3. Dopo la sconfitta di martedì sera in Veneto che ha riequilibrato questa finale (ora inchiodata sul 2-2), i rossoblù avranno adesso l’opportunità di agguantare il loro quinto scudetto di fronte al proprio pubblico, a distanza di cinque anni dall'ultima volta, arrivata nella stagione 2018/19.
Il Trissino invece, per infilare il terzo scudetto consecutivo, sarà chiamato a compiere l'impresa in un contesto che si preannuncia infuocato, e che ha già inciso sulle prestazioni dei blucelesti nelle tre circostanze stagioni, caratterizzate da due sconfitte e un pareggio tra le mura del PalaForte.
Per il Forte dei Marmi (per raggiungere questo ultimo obiettivo centrando così anche la doppietta con la Coppa Italia) saranno fondamentali non solo le giocate dei vari Pedro Gil, Compagno, Galbas o Torner nelle fasi offensive e difensive, ma anche la solita grande prestazione del capitano-portiere Riccardo Gnata tra i pali.
Riccardo Gnata, quali sensazioni avete dopo la sconfitta in gara-4 di Trissino?
«Siamo usciti consapevoli di aver fatto un’altra bella partita. Sapevamo che non era facile andare lì a vincere, però siamo tranquilli. Dobbiamo sfruttare il lavoro che abbiamo fatto tutto l’anno e che ci dà la possibilità di giocare questa gara-5 in casa. Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto finora».
Cosa è mancato al Forte in Veneto?
«È stata una partita molto equilibrata. Non è mancato nulla, siamo due squadre che si equivalgono abbastanza sulla pista. È una bella finale, forse una delle più belle degli ultimi anni. Il Trissino in casa è imbattuto ed ha anche una superficie diversa».
Quali sono le differenze tra le mattonelle e il parquet dove giocate voi?
«Sono centimetri che perdi sul rimbalzo di una pallina o su una frenata. Noi a livello professionistico ce la giochiamo sui dettagli e quindi, allenandoti tutto l’anno sul parquet, perdere qualche centimetro può influire sull’esito della partita. Piste in mattonella ce ne sono davvero poche in Italia, forse due o tre. Tutte le altre sono in parquet».
Veniamo a gara-5. Cosa vi aspettate dal vostro pubblico in vista dell’ultima sfida di sabato sera?
«Avere un palazzetto strapieno. Tutti lì pronti a tifare rossoblù come hanno sempre fatto. Quello che faremo noi è metterci l’anima perché è uno scudetto che ce lo stiamo giocando dalla prima partita. Abbiamo vinto la regular season e poi la Coppa Italia. Abbiamo lottato tutto l’anno, e quindi a maggior ragione, visto che giochiamo al PalaForte, ce lo vogliamo cucire sul petto».
Siete a un passo dal fare una doppietta dopo la Coppa Italia. Cosa significherebbe questo per voi?
«Fare una doppietta così vuol dire che la società sta lavorando bene da anni. Una doppia vittoria non sarebbe casuale. Quello che abbiamo fatto noi è un percorso che dura da tanti anni. Sarebbe la ciliegina sulla torta per il percorso di Attilio Bindi. Abbiamo lavorato e sofferto tantissimo, e ora ci sarebbero i frutti da raccogliere».
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