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Versilia

La scelta di Pedro: basta hockey. «Ma voglio lasciare con lo scudetto»

di Giacomo Corsetti
L’esultanza grintosa di Pedro Gil Gomez: con la maglia del Forte dei Marmi ha conquistato tre scudetti e adesso è a caccia del quarto per chiudere una carriera irripetibile (foto Gabriele Baldi)
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L’esultanza grintosa di Pedro Gil Gomez: con la maglia del Forte dei Marmi ha conquistato tre scudetti e adesso è a caccia del quarto per chiudere una carriera irripetibile (foto Gabriele Baldi)

Il campione spagnolo ha deciso di chiudere a Forte dei Marmi la sua straordinaria carriera

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FORTE DEI MARMI. Alla fine della stagione uno dei più grande giocatori che l'hockey su pista abbia mai conosciuto appenderà la stecca al chiodo. Pedro Gil, giocatore simbolo del primo scudetto del Forte dei Marmi, ha deciso di dire basta. Adesso per il fuoriclasse spagnolo l'obiettivo è centrare il finale perfetto, quello che ogni campione cerca, ovvero lasciare da vincente, alzando l'ennesimo titolo di una carriera irripetibile. I rossoblù sono in piena corsa scudetto, e possono puntare anche alla Coppa Italia. Una parabola lunga quasi 27 anni che collega Forte dei Marmi con Noia, la società dove Pedro Gil ha cominciato a dipingere hockey, dalle giovanili fino alla prima squadra. Il posto dove ha mostrato per la prima volta di avere qualcosa di diverso rispetto agli altri.

Pedro Gil, perché ha deciso di prendere questa decisione?

«Ci stavo pensando da uno-due mesi. Sapevo che sarebbe stata la cosa più difficile, però penso che sia il momento giusto per me. Sono serenissimo nella mia scelta, convito al 100%. Tre anni fa, con il Covid e i palazzetti senza pubblico, avevo quasi smesso, ma non ero del tutto sicuro. Ho sentito che non me lo meritavo, non era bello. Adesso posso ritirarmi tranquillamente. Non posso chiedere di più alla mia vita sportiva. Una motivazione è anche quella di smettere potendo avere ancora l’opportunità di alzare trofei. Poter lasciare da vincente. Mi è sempre piaciuto giocare, ma ancora di più vincere».

La sua carriera è leggendaria ed è caratterizzata da tantissime giocate e vittorie. Cosa le rimarrà di tutti questi anni sul parquet?

«Quello che mi porterò dentro è la consapevolezza di aver dato tutto in ogni squadra in cui ho giocato. Il riconoscimento dei compagni e di tutti quelli che ho incontrato nelle varie società».

Tra queste società c’è anche il Forte dei Marmi, che rappresenta una parte importante della sua vita. Quale è per lei il momento più bello con la maglia rossoblù?

«Uno dei momenti più importanti è quando ho accettato il progetto del Forte. Venivo dal Valdagno e mi fu detto di essere il Maradona dell’hockey a Forte dei Marmi, aiutare a vincere in un posto che non aveva mai trionfato. E vincere subito il primo scudetto è stata la soddisfazione più grande che ho con questa maglia».

Un altro momento da ricordare con in Versilia è stato anche lo scudetto contro il Lodi nella stagione 2015/16, l’ultima della sua prima parentesi in rossoblù.

«Il Lodi stava già festeggiando, arrivare a gara cinque e vincerla, potendo poi andare via da campione d’Italia, è anche quello un momento importante con il Forte dei Marmi».

Cosa rende Forte così importante, al di là dell’aspetto sportivo?

«Mi è stato dato moltissimo affetto e mi sento a casa mia. Qui sono cresciuti i miei figli, ho conosciuto tante persone. Non è solo un legame hockeistico, ma anche personale. Sono sei anni che mi hanno fatto crescere come persona. Poter smettere con la maglia del Forte dei Marmi è bellissimo».

Cosa le mancherà di più?

«Poter vincere qualche rimpallo con un avversario, oppure un “uno contro uno” con il portiere e far gol. Sono tutte cose che non ci saranno più. È quello che mi è sempre piaciuto fare fin da bambino».

E adesso cosa riserva il futuro a Pedro Gil?

«Sono 40 anni che sono in questo mondo. Da quando ho dato la notizia, già diverse persone mi hanno chiamato per offrirmi cose da fare nell’hockey. Non ho però ancora pensato quale sarà il mio prossimo passo. Intanto voglio chiudere la carriera sfruttando al massimo questi mesi, e poi mi prenderò un anno per stare tranquillo insieme alla mia famiglia in Spagna, dare a loro il tempo che non ho potuto dargli in questi anni e pensare a cosa fare in futuro. L’unica cosa certa è che smetterò alla fine di questa stagione».


 

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