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Il viareggino che a suon di gol fa sognare il Pietrasanta

di Massimo Guidi
Il viareggino che a suon di gol fa sognare il Pietrasanta

Falorni: possiamo arrivare ai playoff

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VIAREGGIO. Tre reti tutte in una volta Aurelio Falorni non le aveva mai messe a segno. O meglio nei campionati dei grandi, perché nel settore giovanile speso quasi interamente con l’Empoli (giocando anche il torneo di Viareggio nel 2016) dopo gli inizi con la Croce Verde, l’attaccante viareggino del Pietrasanta ci era riuscito più volte con un ricordo particolare per quella messa a segno a Terni alla seconda uscita con la formazione Primavera.

A venticinque anni è approdato all’inizio di questa stagione al Pietrasanta dopo avere vestito le maglie di Viareggio, Colligiana, Bastia, Ghivizzano, Signa, Tau (con il quale ha vinto un campionato di Eccellenza), Larcianese e Lampo Meridien. Non ha rimpianti per quello che avrebbe potuto essere la sua carriera penalizzata da una serie infinita di infortuni che, bontà sua, lo hanno aiutato ad imparare a calciare con entrambi i piedi. Non potendo utilizzare al meglio il destro ha iniziato a usare anche il mancino ottenendo sensibili miglioramenti. In questo campionato cinque delle nove reti fin qui segnate sono frutto di conclusioni con il suo cosiddetto piede debole. Nella vita di tutti i giorni insegna educazione fisica in una scuola elementare di Pontestazzemese, un lavoro che gli piace e per il quale si sente portato.

Quali sensazioni ha provato dopo l’impresa contro il San Piero a Sieve?

«Sono contento soprattutto perché le mie reti sono servite a vincere la partita. In campo non c’è molto tempo per stare a pensare. Solo quando i nostri avversari hanno fatto il 2-1 ho cominciato a dirmi che dovevo segnare un altro gol».

Nove reti in campionato più una in coppa: la doppia cifra è già raggiunta.

«Credo che per un attaccante sia il minimo sindacale. Poi con tutto il rispetto per la competizione le reti segnate in coppa non le conteggio, quindi diciamo che la quota dieci la devo ancora raggiungere».

Nove reti lei, otto Mengali, come si trova con il suo gemello del gol?

«Bene anche perché ci conosciamo da tempo e questa è la terza volta che militiamo nella stessa squadra».

Diceva che paradossalmente gli infortuni le hanno insegnato a calciare col sinistro.

«Ho avuto due operazioni al ginocchio destro e quando sono rientrato dovevo usare prudenza nel calciare con il mio piede naturale. Quindi ho cominciato ad esercitarmi con il mancino ed ora posso dire che sono ambidestro».

Crede che la lunga serie di infortuni le abbia impedito di avere una carriera migliore?

«Certo non mi ha aiutato ma se devo essere sincero non ho rimpianti perché ho sempre dato tutto quello che potevo tirar fuori».

Nella vita di tutti i giorni insegna ad una scuola elementare. Cosa ci può dire del suo lavoro?

«Da due anni insegno educazione fisica in una scuola elementare a Pontestazzemese. È un lavoro che mi piace perché il contatto con i bimbi mi dà energia quella che ci vuole per seguire i bambini. Poi diciamo che ci sono abituato perché sono cresciuto in una famiglia numerosa: siamo sei fratelli, quattro dei quali più piccoli di me».

Qualche episodio curioso da raccontare?

«Uno per rappresentare la loro furbizia. A volte quando arrivo mi fanno trovare dei biglietti. Soprattutto quando sanno che il Pietrasanta ha vinto. Mi scrivono che mi vedono contento e quindi sono contenti anche loro».

Tornando al calcio cosa è cambiato dall’arrivo in panchina di Della Bona?

«Quando cambia l’allenatore c’è sempre una scossa perché tutti si vogliono rimettere in gioco. Per quanto riguarda la parte tecnica abbiamo cambiato modo di giocare passando alla difesa a tre. Al mister piace curare la fase difensiva e stiamo lavorando bene. Sia Della Bona che Bucci sono due brave persone. Forse Bucci ha avuto un po’ di sfortuna in qualche partita dove eravamo avanti e siamo stati ripresi».

State disputando un girone di ritorno da prima della classe. Oltre ai play off pensate anche a qualcosa di più?

«È chiaro che non ci vogliamo fermare e che possiamo arrivare a disputare i playoff, ci pensavamo anche quando la classifica non era quella attuale. Il Viareggio è lontano ma noi non dobbiamo stare a guardare i bianconeri».
 

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