Gioco
Due triplette di fila e Lossi vede quota 200 gol. «Ma non ci penso»
Centrocampista, ma segna come un bomber
FORTE DEI MARMI. Segnare due triplette consecutive è esercizio difficile, anche per attaccanti scafati. Figuriamoci per un ragazzo che è vero ha confidenza con il gol, ma che ha sempre giocato da centrocampista e per un certo periodo anche da difensore centrale. La piacevole sensazione è toccata a Gianmarco Lossi, capitano di lungo corso del Forte dei Marmi 2015 che dopo avere segnato tre reti a Porcari prima della sosta natalizia si è ripetuto alla ripresa del campionato battendo per tre volte il portiere del Corsanico. Portando così il suo bottino personale in stagione a quota otto reti, che ne fanno il miglior realizzatore della sua squadra. Trentacinque anni da compiere nel prossimo aprile, versiliese doc, figlio e nipote d’arte (papà Renato ha difeso la porta del Forte dei Marmi, lo zio Andrea Prosperi quelle di Viareggio e Carrarese) Gianmarco è uno dei giocatori simbolo della squadra del presidentissimo Ulivi assieme a Giacomo Tedeschi. I due qualche anno fa proprio per la loro facilità nell’andare a bersaglio furono ribattezzati “Calypso Boys” proprio come Yorke e Cole, micidiale tandem offensivo del Manchester United di finale del secolo scorso. Tedeschi è ancora convalescente dopo il grave infortunio della passata stagione, e allora Gianmarco si è messo in proprio proseguendo nell’opera di demolizione dei portieri avversari sempre alla caccia di nuovi record. Prossima fermata 200 reti segnature con la maglia del Forte. Ne mancano solo cinque: si può fare prima della fine del campionato.
Dopo un periodo di vacche magre è tornato a fare la voce grossa in fase realizzativa: cosa è successo?
«Da qualche partita sono tornato a giocare in posizione più avanzata e quindi ho la possibilità di provare a cercare la via del gol».
Due triplette di fila. Le era mai capitato?
«Ho segnato tante reti, ma due triplette consecutive non le avevo mai realizzate».
Inutile dire che la cosa le avrà fatto soddisfazione.
«Direi che la cosa più importante è che grazie alle tre reti segnate al Corsanico siamo tornati a vincere dopo quattro partite».
Ormai le manca veramente poco a raggiungere quota 200 reti con il Forte. Si è fatto un’idea di quando potrà arrivarci?
«No, non ci voglio stare a pensare più di tanto. La cosa importante è che continuiamo a vincere per arrivare a centrare quello che è l’obiettivo della stagione: centrare i playoff. Negli ultimi anni ci siamo andati sempre vicino senza riuscire ad agguantarli e questa volta dobbiamo farcela».
Quante possibilità dà alla sua squadra di centrare l’obiettivo?
«Alla fine del girone d’andata posso dire che non ho visto squadre più forti di noi, compresa la capolista Marginone. E anche quando abbiamo perso nessuno ci ha messo sotto».
Cosa la porta a quasi 35 anni ad andare ancora in campo?
«La grande passione per questo sport ma anche il fatto che continuo a divertirmi».
E qual è il suo segreto per continuare a fare ancora la differenza anche a livello fisico?
«La quotidianità nel lavoro. L’allenamento è la cosa più importante. Difficilmente ne ho saltato uno. Da ragazzino, una volta che nessuno mi poteva portare al campo andai utilizzando un paio di pattini. E anche nel 2013 quando ero stato squalificato per nove mesi (per un diverbio un po’ troppo acceso con un arbitro ndr) ed avrei potuto mollare, avevo continuato ad allenarmi come se la domenica avessi dovuto giocare».
Lei è uno specialista di punizioni e rigori. Quanto si esercita?
«Le punizioni non le provo mai. Sui rigori mi esercito il venerdì al termine dell'allenamento».
Cosa prova ad essere considerato la chioccia della squadra?
«Questa squadra la sento mia e quindi cerco di mettere la mia esperienza al servizio dei più giovani, che devo dire sono molto rispettosi e si impegnano negli allenamenti».
Se le faccio il nome di uno dei suoi primi allenatori, Enrico Galleni, cosa mi dice?
«Un maestro di calcio oltre che una brava persona. Mi ha dato veramente tanto. Ed è sempre un piacere incontrarlo per poterlo salutare».
Ha fatto una scommessa con il presidentissimo Ulivi su quando segnerà il gol numero 200?
«No, assolutamente. Ci daremo un bell’abbraccio e poi si ripartirà».
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