Il Tirreno

Versilia

Il personaggio Diventato protagonista con Cristiani

Nel Camaiore brilla la stella di Alessio Adami «Il calcio nel Dna»

di Massimo Guidi
Alessio Adami (Camaiore) con la maglia bianca
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Alessio Adami (Camaiore) con la maglia bianca

Mezzala di 20 anni, è figlio e nipote d’arte

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CAMAIORE. Se di cognome fai Adami, e tuo nonno e tuo padre hanno calcato per anni il prato verde prima da calciatori e poi da allenatori, le possibilità di iniziare a correre dietro ad un pallone fino dalla più tenera età sono sicuramente più alte rispetto alla media degli altri ragazzi. Ed è quello che puntualmente è capitato ad Alessio Adami, nipote di Ettore, icona del calcio pietrasantino e figlio di Maurizio, attaccante da cento e passa reti in carriera tra i dilettanti. Alessio è centrocampista del Camaiore che con l’avvento in panchina di Pietro Cristiani ha trovato posto da titolare in pianta stabile (finora ha saltato solo la gara con il Lanciotto per infortunio) nel ruolo di mezzala o braccetto qual si voglia dire.

Vent’anni a gennaio prossimo, pietrasantino, Alessio ha iniziato a giocare a cinque anni con il Capezzano. Poi le stagioni al Forte dei Marmi del presidentissimo Ulivi, prima di un passaggio al Lido di Camaiore con il quale non è mai sceso in campo causa la pandemia da Covid. Poi il Camaiore con il quale sta disputando la terza stagione consecutiva. Tifoso dell’Inter, il suo idolo di ragazzino è stato Milito, al quale ha cercato di ispirarsi senza troppo successo come ammette sorridendo lo stesso Alessio.

Per uno cresciuto in casa a pane e calcio viene da pensare che non ha mai preso in considerazione la pratica di altri sport.

«In casa ho sempre sentito parlare di calcio da nonno Ettore, che mi raccontava della sua militanza nel Pietrasanta e del suo orgoglio di vestire la maglia della squadra della sua città e dal papà che mi raccontava del suo passato da calciatore».

Sia Ettore che Maurizio Adami hanno vestito la maglia del Pietrasanta. Lei no. Non le pesa un po’ questo aspetto della sua ancor giovane carriera calcistica?

«Sinceramente non ho rimpianti, anche perché a Camaiore mi sono trovato subito come essere in famiglia».

Si descriva per chi non lo ha mai visto giocare.

«Sono un centrocampista che riesce ad adattarsi in qualsiasi ruolo della seconda linea. Nell’ultima partita con il Fucecchio ho iniziato da mezzala, poi sono stato avanzato prima a fare il trequartista e poi addirittura l’attaccante».

E qual è il ruolo nel quale ritiene di esprimersi meglio?

«A me piace giocare più da trequartista, vicino alla porta, un ruolo nel quale puoi puntare a fare gol, oppure servire qualche assist ai compagni».

Papà Maurizio la segue con assiduità?

«Viene spesso a vedermi e qualche volta è venuta anche Giovanna, mia mamma».

Cosa le dice quando vi vedete dopo una partita?

«Parliamo di calcio il giusto. A volte mi sottolinea quello che potevo fare meglio ma senza troppo esagerare nella critica».

Perché con Cristiani ha trovato la titolarità che non aveva con Polzella?

«All’inizio la squadra non rendeva al meglio ed io probabilmente ho sprecato qualche occasione. Con il nuovo tecnico ho avuto un approccio sereno, mi sono fatto notare in allenamento e lui mi ha dato fiducia che cerco di ricambiare».

Quali sono i pregi ed i difetti dell’Adami calciatore?

«Tra i pregi metterei la duttilità e anche la resistenza nella corsa, oltre ad una discreta tecnica. Tra i miei difetti il principale ritengo sia quello di essere testardo nel tenere a volte troppo il pallone tra i piedi».

Oltre a giocare a calcio cosa fa nella vita?

«Frequento la facoltà di scienze giuridiche. Riesco a conciliare studio e calcio, perché ho lezione al mattino. E quando torno a casa dopo una breve pausa ho il tempo per studiare visto che gli allenamenti iniziano alle 18».

Per quale squadra fa il tifo e chi è stato il suo modello?

«Tifo Inter e da ragazzino ho cercato di ispirarmi a Milito ma senza successo».

Siete partiti con il freno a mano tirato. A cosa è dovuto l’inizio negativo?

«Nelle prime giornate di campionato sono mancati i risultati e questo ci ha bloccato a livello mentale. Per fortuna siamo riusciti a venirne fuori».

Secondo lei siete ancora in tempo a lottare per qualcosa di importante?

«La Cuoiopelli sta viaggiando a suon di vittorie e quindi almeno in questa fase del torneo il primo posto mi sembra complicato da raggiungere. Però credo che con un po’ di impegno possiamo centrare l’obiettivo play off».




 

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