Gioco
Dal lago di Como al bianconero: i dribbling part time di Edo Scaranna
Ha scelto di vivere qui e giocare nel Viareggio
VIAREGGIO. I tifosi del Viareggio un po’ più datati ci hanno messo poco a ribattezzare Edoardo Scaranna l’”Altafini del Viareggio”. E a ragione, perché così come il campione italo-brasiliano, a metà degli anni Settanta del secolo scorso, toglieva le castagne dal fuoco alla Juventus subentrando a bocce in movimento, anche il ragazzo arrivato tre anni fa sulle sponde del Tirreno dal lago caro al Manzoni ha segnato quasi tutte le sue reti in bianconero (dieci su dodici) partendo dalla panchina.
Ventiquattro anni, attaccante ambidestro dalla tecnica raffinata, pecca forse un po’ troppo nel voler cercare il dribbling ad effetto. Ma va sottolineato che ha la capacità di incidere sulla partita anche giocando per brevi spezzoni di gara. La sua storia calcistica inizia all’età di sei anni con l’Olginatese, squadra del paese distante una manciata di chilometri dalla natia Lecco. Papà Stefano ha giocato a calcio nei dilettanti e naturalmente incoraggia il figlio a iniziare a tirare due calci ad un pallone anche con l’avallo di mamma Raffaella. Gioca poi con altre società della zona, fino ad arrivare in Promozione con l’Arcadia. Ma oltre al pallone Edo ha in testa un sogno, quello di andare ad abitare al mare. Ed ha una metà ben precisa: Lido di Camaiore, dove fino da bambino trascorre le vacanze estive e dove ha fatto tante amicizie. Così a 21 anni informa i genitori che andrà a vivere sulle rive del Tirreno. Dove trova lavoro e poi anche una squadra (il Viareggio) per continuare a coltivare la sua passione. E con le zebre ha vinto il campionato di Seconda e poi di Prima categoria. Tifoso del Milan, tradisce i colori rossoneri solo quando gli chiedi chi è il suo idolo. Risposta: Francesco Totti.
Si dice che i ragazzi italiani sono pigri nel lasciare la famiglia. Lei è andato contro corrente: perché?
«Mi piace il mare e indubbiamente da queste parti la qualità della vita è migliore. E da sempre nella mia testa c’era la volontà di venire ad abitare a Lido di Camaiore, dove la mia famiglia ha una casa».
Come l’hanno presa i suoi genitori?
«All’inizio mio papà non era molto contento, ma alla fine sono riuscito a convincerlo».
Come è stato l’impatto con la nuova realtà?
«Non avevo dubbi che fosse positivo, perché a Lido sapevo di trovare tanti ragazzi con i quali avevo stretto amicizia venendo tutti gli anni in vacanza. E infatti grazie a un amico di vecchia data sono riuscito a trovare lavoro».
E l’avventura con il Viareggio come è nata?
«Grazie a Cosimo Belluomini, che ha parlato di me a Giacomo Lippi, il quale ha subito creduto in me e mi ha messo in condizione di fare parte del gruppo. Purtroppo all’inizio di questa avventura ho patito un infortunio, ma tutti mi hanno aiutato ad uscirne».
Come è stato il suo inserimento nel gruppo?
«Mi sono trovato bene fino da subito. E poi allenarsi con ragazzi che hanno giocato in categorie superiori mi ha fatto crescere. All’inizio mi hanno dato una mano Chicchiarelli e Palazzolo, ma anche Monopoli e Carpita mi hanno dato tanti consigli».
Si definisce più un trequartista o una punta?
«Forse mi sento più trequartista, ma posso giocare anche da seconda punta».
A volte sembra eccedere un po’ troppo nel cercare il dribbling. È d’accordo?
«Non credo di esagerare. Questo modo di giocare fa parte della mia natura. Mi hanno insegnato che dalla trequarti in su bisogna creare la superiorità numerica e io cerco di farlo. Anche perché mi piace fare assist per i compagni».
Contro il Castelnuovo è stato però Brega a mandarlo in porta.
«In allenamento gioco spesso al suo fianco, e quando l’ho visto con il pallone tra i piedi circondato da avversari mi aspettavo un colpo dei suoi e mi sono lanciato nello spazio».
Come vive l’impiego da part time?
«Fin dall’inizio sapevo che avevo davanti a me attaccanti molto forti. Io continuo a lavorare tanto per cercare di essere pronto quando vengo mandato in campo. L’importante è che la squadra continui a vincere».
A chi ha voluto dedicare il suo primo gol del campionato?
«A Giacomo Cinquini, con il quale ho iniziato il percorso con il Viareggio».
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